Alessio Biancalana Grab The Blaster di Alessio Biancalana

There's an app for that

È passato un po’ di tempo dall’ultimo post, perché purtroppo è passato un po’ di tempo dall’ultima volta in cui ho avuto davvero la mente fresca e serena per scrivere con calma. Ho preferito aspettare che questa condizione tornasse da sé senza impormela.

Ma ordunque, tuffiamoci nell’argomento; LinuxBird, in un suo post di cui condivido particolarmente alcuni punti:

Ma poi questo fantomatico mondo delle app esiste davvero? […] Ma ve li ricordate i pipponi della narrazione turbo-ottimista? E il coding, e il mondo delle app che è il futuro, e crea la tua app e diventa milionario, e hackathon di qua, e hackathon di là… Tutta una colossale bolla mediatica.

Ora, non mi soffermo sulla bolla degli hackathon, dato che comunque sono un tipo di eventi che a me piace molto (hackathon inteso come hackathon, quindi come gente che scrive codice in fretta, non altro, beninteso), ma effettivamente l’ecosistema di app merita qualche considerazione tagliente e anche qualche lancia spezzata a suo favore, secondo me.

Infatti, è vero che comunque le persone non usano tantissime applicazioni e per quanto uno possa trovare utile che uno smartphone faccia anche il caffè sicuramente non è che stia tutto il giorno sugli store a spippolare per installare cose, va anche detto che comunque io conosco parecchie persone (professionisti di svariati settori) che hanno più delle cinque applicazioni standard installate sul proprio handset.

Penso che la verità, da questo punto di vista, stia nel mezzo: è vero che non ci dobbiamo aspettare che i nostri terminali contengano più di un tot di applicazioni (a meno di non essere installatori compulsivi di roba a caso), ma in genere qualche app più “specialistica”, particolare, senza dubbio viene installata. Fosse anche solo uno Snapseed, un Aviary per il ritocco di foto, o un giochetto carino, o un gestore di spese.

Rivoluzioni ed involuzioni

Per quanto riguarda la “rivoluzione delle app” tanto acclamata e risoltasi in un nulla di fatto, direi piuttosto di cercare il responsabile nei terminali di fatto poco potenti per fare tante cose che invece vorremmo delegare, appunto, a questi attrezzi. È per questo che usiamo ancora il PC, ed è per questo che secondo me negli anni assisteremo ancora ad evoluzioni inaspettate dell’ecosistema tecnologico che ci circonda, fatto di ciappilli inutili su cui non facciamo altro che fare cippiciappi con le dita, e macchine potentissime che si riducono a Facebook machine da duemila dollari.

È impossibile delegare del calcolo estremo a una CPU che poco ha di dedicato alle operazioni complesse. Quel tipo di CPU (e di interfaccia grafica…) è più adatto alle “cagate”, e l’insieme delle cagate computabili da un hardware del genere, interagibile con un’interfaccia del genere, è piuttosto ridotto.

E l’idea da un milione di dollari?

Non è un problema mettersi a sviluppare adesso qualcosa che possa avere un qualche valore, sia per gli utenti finali che per il nostro portafoglio. Solo che bisogna studiare un po’.

È una sesquipedale stupidaggine che un’applicazione possa sostenersi con un sistema “pay once, get stuff for life”, come qualche tempo fa tutte le applicazioni (soprattutto per iOS) sponsorizzavano. Su Android col tempo si sono andate affermando versioni premium di applicazioni con pubblicità integrata, spesso poco elegante, spesso troppo invasiva. Marco Arment di recente ha cominciato ad affrontare questo discorso con degli approcci interessanti su iOS, sperimentando di fatto un design meno intrusivo per i banner pubblicitari, cosa che ho visto anche in molte applicazioni Android il cui design si è andato affinando col tempo.

Ecco, il modello c’è ed è più o meno questo; quello che manca come sempre è una trovata per far aprire quello che hai fatto alle persone, ma nonostante ormai gran parte delle possibilità sia stata cannibalizzata a dovere, penso che ci siano ancora delle zone d’ombra e delle nicche non soddisfatte (vedasi, appunto, il caso di Arment con Overcast).

Non mi soffermo oltre. Ho del codice da scrivere, per qualche side project :-D

Questo post è dedicato alla #PinguiniMarciChallenge. ;-)

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