Fedora 13 KDE: permanenza con il lato oscuro

Sono un po’ di giorni, precisamente da venerdì pomeriggio, che mi trastullo con un nuovo, spassoso giocattolo. In occasione dell’uscita di Fedora 13 ho voluto infatti darle una nuova chance di migliorare l’opinione che mi ero fatto di lei, e l’ho fatto, come mi era stato suggerito da alcuni lettori, prendendo in esame non tanto la release ufficiale, quella gnomica, ma scaricando e installando la spin KDE, in un impeto di sana follia.

Ho iniziato la mia installazione pacificamente: già dalla live il sistema era abbastanza reattivo, e non ho avuto modo di rigettare prepotentemente e freesbare il CD dalla finestra: parsomi un buon inizio, ho cominciato l’installazione mandando a finire il tutto su una partizione da me creata all’uopo. Sorprendentemente, dopo pochissimo tempo, meno di dieci minuti, l’installer (in GTK+! :’D) mi ha riferito che lui aveva finito e staccava per la pausa, quindi se volevo altro dovevo farmelo da me. Noncurante, ho riavviato. Meraviglia! Tutto funzionante.

Ho iniziato ad esplorare, mentre i viticci di KDE mi attorniavano: i plasmoidi coi loro sexy tentacoli mi hanno attratto a tal punto che… ho cominciato a configurare KDE secondo le mie esigenze. Via robe di là, via di qua, la configurabilità dell’intero ambiente mi è parsa davvero ottima, soprattutto per via dei cambiamenti che potevo apportare ai bordi delle finestre in pochissimi click; su GNOME, per alcune cose che in KDE sono fattibili in pochissimi click, si è costretti ad utilizzare l’editor di GConf. -.-

Ma torniamo a noi: dopo qualche ora, ho ottenuto un KDE che mi soddisfaceva e andando via via avanti con le personalizzazioni mi sono accorto che avere tutto così a portata di click poteva essere, a volte, un filo, ehm, di distrazione. Per via dunque di tutto questo ben di dio all’aria, ho continuato pedissequamente a spulciare i menù di tutto ciò che aprivo per adattarlo come piaceva a me. :P

Ho poi cominciato a ravanare nei meandri della distro. Aggiornando PackageKit e KPackageKit, che provvedono entrambi al frontend grafico per tutto ciò che riguarda la gestione dei pacchetti, ho ottenuto che divenissero disponibili tonnellate di aggiornamenti, che andavano dal semplice bugfix del giorno a nuove versioni di vari software. Ho così iniziato ad aggiornare con calma ma… alt, ovviamente non è così semplice. KPackageKit ha infatti tentato di impedirmi con una vera e propria operazione di mobbing di aggiornare. Dopo il duecentesimo tentativo di update rimasto in stallo, mi sono deciso ad aprire un terminale per vedere cosa diamine stesse accadendo. Perchè, manco a dirlo, qualcosa stava accadendo. E accadeva ordunque che il maledettissimo RedHat Package Manager (rpm pegliammisci) si era inchiodato a causa di non si sa bene cosa: Yum infatti, alla richiesta di aggiornare tutto, mi ha avvisato del casino e mi ha chiesto: “Ma non è che per caso vuoi che facciamo una cosa per volta, porto a termine le operazioni inchiodate e poi finiamo di aggiornare con calma, che sappiamo ben essere la virtù dei forti?”

“Mi pare una grande idea” ho risposto io. E così sono riuscito a portare a termine l’aggiornamento. Ottimo Yum, che a fronte della presenza di un formato di pacchettizzazione veramente diabolico, gestisce comunque le cose molto bene abbassando i livelli di odio, sconfiggendolo con una chilata e mezza di amore (che vince anche sulla nVidia). Quindi, in conclusione di questa parte: rpm non si comporta bene, anzi, ma Yum lo mette in riga senza colpo ferire. Il bello, ma bello si fa per dire perchè bello non è per nulla, arriva poi quando uno deve installare degli rpm scaricati dalla rete.

Infatti una persona umana e arrivante da altre distro per esseri umani, si aspetta che, aprendo il pacchetto con KPackageKit, questo si installi seduta stante. No. “Vuoi installarlo? Ma sei sicurissimo?” Si. “Installato pacchetto non certificato.” Vabbeh. Poi vai a vedere, e non c’è nulla di nuovo nel menù delle applicazioni. Mh, qualcosa non quadra. Apro un terminale: rpm -i pacchetto.rpm, e mi tolgo il pensiero. :D

A questo punto, mi pare scontato dire che il grande neo di questa Fedora 13 è il sistema di gestione dei pacchetti, non tanto per il prodotto in sè quanto per il suo frontend grafico, che non si dimostra per niente all’altezza delle alternative, o di lui stesso mentre frontenda altri formati (come i pacchetti deb ad esempio). A frontendare gli rpm, nada. Non parliamo poi di installare un pacchetto scaricato perchè oltre a chiedere dieci password, costui, bel bello, non installa una mazza lasciandoci un filo interdetti davanti al monitor.

Per il resto, le mie impressioni sono ottime: il sistema di lascia usare, una volta aggiunti i repository RPMFusion si smette di bestemmiare in linea di massima con i pacchetti standalone, infatti dentro quel repository a parte rari casi, c’è tutto quel che serve o giù di lì. KDE è pacchettizzato molto bene, ben curato e cullato nella bambagia, con varie patch che lo rendono più che stabile; un’attenzione encomiabile quella del team della spin KDE, visibile in ogni dettaglio, in ogni gesto che non produce effetti indesiderati. Diversamente dalla sua controparte GNOME, questa spin KDE regala un’esperienza utente decisamente superiore: mi ero infatti lamentato di Pup e Pirut, i frontend GTK+ per rpm, che sono ampiamente superati in velocità da KPackageKit, anche se poi, dopo due minuti di utilizzo, anche lui si fa fonte d’ispirazione per sempre più colorate bestemmie [cit.].

Ma quindi resti a Fedora?
No. Non posso continuare a stare con ‘sto gestore dei pacchetti, dai, e ridicolo. Come ribadiscono tutti i miei compari di bevute su FriendFeed.

Ma quindi resti a KDE?
Cavolo, mi sono fatto fregare. È bello, funzionale, stabile. Credo proprio che la mia Arch Linux vedrà qualche cambiamento. E poi vedremo se tornare indietro o meno.

Perchè non hai inserito immagini?
Perchè non ne ho voglia, è domenica sera e voglio riposarmi prima di venir fagocitato dall’inizio della settimana. Capitemi.

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  • http://fuorichiave.blogspot.com/ Dario – Fuori…Chiave

    Ho sempre nutrito un senso di inadeguatezza verso Fedora… Insomma in soldoni mi è sempre stata sulle balles… Però mi hai fatto venire voglia di ricredermi, mi sa che la proverò!

  • http://dottorblaster.it/ Bl@ster

    esperienza consigliata solo con KDE. Usando GNOME confermo una distro malandata, lenta e macchinosa.

  • http://www.giornalettismo.com Frank

    Ribadisco: passare da una apt-based a una qualunque rpm-based è come scendere da una nave da crociera e salire su un canotto rattoppato. Galleggia eh, a fatica ma galleggia. Anche sulla nave di lusso qualche guasto capita di tanto in tanto, ma vuoi mettere.

  • http://dottorblaster.it/ Bl@ster

    Sicuramente tra APT e RPM c'è un abisso… a favore del primo. E la mia esperienza ne è la prova.

  • http://valdan.net Valdan

    Sarà da bimbominkia, ma le K sono un portento!
    L'unica cosa è che conviene trovare programmi alternativi (che non mancano).

  • David Adriani

    Io sul computer di mia madre ho installato Fedora 12 KDE… E siceramente… Mi è sempre piaciuto molto (cioè… sinceramente non capisco perchè fedora sia così snobbata :P ). Domani lo aggiorno alla 13 :P

  • scimmione

    io credo che tutti si dica che apt/dpkg sia meglio solo perché più rapido. e perché tre quarti di voi son cresciuti su ubuntu.

    RPM è stato scelto come standard dalla linux foundation, mica dalla bocciofila di trastevere, perché, probabilmente, è superiore. in effetti la man page mostra cose che dpkg non sa fare, e non farà.

    Detto questo resto su ubuntu.

  • drake762001

    Ma solo io sono il fortunato che con l'rpm faccio le stesse cose che col deb? Ho messo su anche io pochi giorni fa Fedora 13 (gnome) e ho aggiornato mezzo mondo senza problemi, packagkit fa il suo lavoro e ho installato rpm esterni senza problemi.
    Non so esattamente quali problemi tu abbia avuto, e capisco la tua esperienza negativa in merito, ma da qui a dire peste e corna sull'rpm mi sembra esagerato. Tanto per fare un esempio, su macchine mission critical (p.es. quelle che usi tutti i giorni per parlare con il telefonino) spesso sotto gira RedHat, ne ho aggiornate a pacchi per lavoro con gli rpm e tutto senza problemi.

  • telperion

    KDE?!
    Blasfemo! Dott. Bl@sfemo!
    :P
    A parte gli scherzi, vista l'aria di gnome-ashelle e di interfacce melanzano-furiose che tira su Gnome, meglio abituarsi anche a kde.
    Ora vediamo se superi la settimana …
    :P

  • http://dottorblaster.it/ Bl@ster

    Con gli RPM provenienti da terze parti rpm fa solo casino, in ogni caso la colpa è tutta di KPackageKit che fa un casino della madonna lì dove Yum spacca il culo ai passeri. ;)

  • http://dottorblaster.it/ Bl@ster

    Beh credo proprio che con queste premesse il mio periodo KDEistico durerà parecchio, anche se continuerò comunque a dare suggerimenti anche su GNOME vista la stoicità del netbook con lo gnomo :P
    In ogni caso penso proprio che il draghetto qua la spunti.

  • http://dottorblaster.it/ Bl@ster

    Beh dipende anche da cosa ne pensa tua madre xD
    Comunque Fedora KDE ripeto, è molto più curata della release GNOME che invece è la cosa più grossolana del mondo.

  • scimmione

    secondo me stessa cosa dei deb. solo che se usi ubuntu i deb li prendi di preferenza da ppa e quindi sono fatti espressamente per l'ubuntu che hai sotto il culo (posso dire culo?).
    diverso è rpm, dove esistono diverse distro che hanno gli rpm e su cui girano librerie a volte incompatibili.

    detto questo, su deb è impossibile installare un pacchetto in una directory diversa da quella che vuole lui, a meno di farlo a mano estraendo i file e posizionandoli e poi midificando gli script. con rpm si fa. e puo' essere utile.
    i controlli sulle dipendenze sono fatti veramente, non come su deb che “ci si fida” delle stringhe di testo nei file “accessori” al pacchetto stesso. (il che spiega pure la lentezza)

    insomma deb piu rapido si ma anche meno funzionale…
    rimane il fatto che per me lo è abbastanza e quindi resto fedele, ma non credo sia per forza migliore di rpm.

  • eriprando

    Ho provato anche io Fedora 13. Il desktop KDE mi e' sembrato piu' reattivo (stranamente) del desktop GNOME. I gestori dei pacchetti Yum/Packagekit (decisamente migliore il primo) sono sempre stati intrinsecamente piu' lenti di Apt-get/Synaptic: pero' stranamente con la F13 mi sembrano peggiorati in velocita' rispetto alla F12. Sul desktop KDE e' stato inserito KOffice 2.2 RC1 (piuttosto instabile), mentre in Fedora 12 c'era una versione di Koffice stabile. La grafica di Fedora e' sempre stata spartana, in F13 e' comunque migliorata (ottimo il wallpaper, fantasioso e sobrio nello stesso tempo); soprattutto sul versante KDE e' migliorata la grafica nella fase di avvio. In generale, consiglierei di installare Fedora 12 (supportata fino all'uscita di F14 a novembre) al posto di Fedora 13 (che non mi ha convinto del tutto).

  • eriprando

    Tieni sempre il dvd di Fedora 12! Fedora 13 mi e' sembrata inferiore come velocita' e stabilita' rispetto a Fedora 12…

  • eriprando

    Per esperienza personale, gli RPM di terze parti sotto Fedora e' meglio evitarli. La cosa migliore e' limitarsi ai pacchetti contenuti nei repo ufficiali e RPMFusion (c'e' il 99% di quello che un utente medio puo' cercare).

  • http://danzestatiche.blogspot.com Mauro

    Usare lo spettacolare Yumex, no, eh ? :-D
    Cmq mi pare più che giusto che un installatore di pacchetti chieda ulteriore conferma per un pacchetto non certificato, specie se ha un repository specifico da associare ad una chiave GPG.
    Inoltre, kpackagemanager funziona molto bene, e se non trovi l'icona nel menù (rarissimamente è capitato anche a me), in genere è colpa del pacchetto e non dell'installatore (o di un'installazione farlocca).
    Sul blocco, yum ha una sola istanza, e se l'aggiornamento lo sta già cercando il sistema la tua istanza (da terminale o grafica) va in coda.
    Sulla differenza tra yum e apt, beh, basta man …… ;-)
    Ciao

  • http://www.oscene.net TheKaneB

    A parte Fedora che è una cagata pazzesca (cit.), prova qualche altra distro basata su RPM seria, come Mandriva. Anche gli RPM di terze parti funzionano senza problemi… si fagocita tranquillamente anche gli RPM di SUSE e di RedHat/Fedora senza proferire sillaba… :-)

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