Grab The Blaster di Alessio Biancalana

XGamma e cose di ridere

Purtroppo non sto postando molto in questo periodo, anzi, complice la certificazione come sviluppatore MongoDB che mi succhia sin troppo tempo. Nonostante questo però sfogliando il mio bashrc ho ritrovato un commento carino con allegato un comando che appunto qui, nel caso in cui qualcuno volesse calibrare il proprio monitor utilizzando xgamma.

# Reset the gamma for my old laptop' monitor
# Commenting this because I don't give a fuck anymore
# But it could be useful in future
# (Especially considering how many times I ask myself
# how I should use xgamma)
#
alias gamma='xgamma -rgamma 0.80 -ggamma 0.80 -bgamma 0.60'

Xgamma è un tool che ho trovato molto utile qualche annetto fa. In maniera avulsa da questo, se volete sfogliare i miei dotfiles, li trovate su GitHub.

prose.io

GitHub Pages e Jekyll hanno un'immensa dipendenza da Git che a volte può risultare scomoda, se non altro perché siamo in mobilità e non abbiamo un client Git sul tablet, o magari semplicemente siamo un computer non nostro, vogliamo scrivere un post al volo e non possiamo perché dovremmo clonare il progetto e quant'altro. Prose.io colma questo divario in maniera più che sufficiente, al netto di qualche incomprensione con i browser su dispositivi mobili.

Così, anche con Jekyll, il blogging torna a portata di sessione privata di Firefox, ovunque.

Should Grown Men Use Emoji?

Internet, computer e smart cosi non significano solo evoluzione tecnologica, ma anche evoluzione del linguaggio: con l'avvento di tutto quello che c'è stato dopo UTF8 infatti, abbiamo cominciato a usare sempre di più le emoji, nate in Giappone "perché i giapponesi stanno sempre avanti", come ricorda sempre il mio amico Andrea Raimondi.

Matt Haber, sul New York Times, ne parla in questi termini:

A specter is haunting our communications: the specter of emoji. Right now, it’s likely that someone you know is texting a thumbs-up image to confirm a meeting, or maybe sending off a friendly ghost emoji to say “boo” to a friend.

Yet the little guys (and gals, and farm animals, and foodstuffs) aren’t without controversy. Word-centric fuddy-duddies see the decline of literacy reflected in their heart-shaped eyes, while guardians of decorum lament the spread of greasy kid stuff dripping from the characters’ snail trails.

Given their resemblance to the stickers that adorn the notebooks of schoolgirls, not to mention their widespread adoption as the lingua franca of tweens and teens everywhere, some people wonder whether grown men should be using them at all.

È un articolo molto interessante: vi consiglio di leggerlo, anche e persino trattandosi di questioni di lana caprina. Dopo tutto, Internet è costruita per farci comunicare. L'altro motivo per cui questo scritto ha suscitato la mia attenzione, è che ho visto di sfuggita che pur parlando di quello che a tutti gli effetti è un tema riguardante la tecnologia (circa), è stato categorizzato come di costume e società.

P.S.: Parlo delle emoji al femminile, perché per me sono prima di tutto "faccine" :-D

FriendFeed - profilo Open Source e "immortale"

FriendFeed profile open source

Purtroppo nell'ultimo mese non ho mai avuto tempo di fare un post come si deve; provo a recuperare adesso in calcio d'angolo, dando un indizio che spero sia interessante a tutti i nerd che mi leggono e che hanno un profilo su FriendFeed (ormai credo pochi). Mi è infatti venuto in mente che, chiudendo la piattaforma il 9 aprile, oltre che esportare i miei contenuti e quelli di alcune stanzette, potevo rendere disponibile il tutto per un facile accesso online, non spendendo una lira di hosting.

La ricetta è semplice, e gli ingredienti sono:

  • ffexp, il pratico exporter in PHP di Claudio Cicali;
  • GitHub Pages, il servizio di hosting di GitHub;
  • Jekyll (che è comunque un pezzo di GitHub Pages).

La procedura è abbastanza semplice; esportiamo tutto il nostro profilo di FriendFeed tramite ffexp:

php ffexp.php ff_profile.json

Trasformiamo poi il JSON in un file HTML tramite l'altro tool scritto da Claudio.

php ffexp2html.php ff_profile.json > index.html

Fatto? Fatto: il prossimo passo è creare un repository su GitHub e fare il push dei file; se avete scritto tanto su FriendFeed vi aspetta un'attesa lancinante, dato che comunque, per esempio, il mio feed consta di 200MB e spicci di file allegati.

Personalmente, per rendere open source il mio profilo FriendFeed ho scelto la seguente struttura del repository:

  • Un branch master su cui committare il JSON esportato dalle API, in modo da avere sempre sulla radice del repository il dataset;
  • Un branch gh-pages su cui committare l'HTML generato e le risorse che utilizza, branch che sarà poi automaticamente ciucciato da Jekyll.

Una volta fatto il push dei file (e di entrambi i branch: l'importante è soprattutto avere gh-pages al suo posto), avremo il tutto disponibile in qualche minuto sotto il dominio username.github.io/nome-repository. In questo modo il nostro profilo FriendFeed vivrà per sempre al sicuro, noncurante del tempo, sempre disponibile se un giorno vorremo riguardarcelo (per una qualsiasi motivamente), cristallizzato.

Come avviene la magia? È abbastanza semplice: GitHub Pages si occupa di controllare se nei nostri progetti abbiamo un ramo gh-pages, dopodiché lo dà in pasto alla sua istanza di Jekyll che fa una build del sito e lo serve al pubblico.

È un esercizio di stile, ma per me era anche importante salvarmi tutto e tenerlo lontano dai miei hard disk, dato che non mi fido delle mie procedure di backup fallaci.

Se volete vedere come viene il lavoro finito, trovate il mio feed qui (e il repository corrispondente qui, senza README e licenza perché ovviamente l'ho fatto di fretta).

Goodbye Friendfeed

Dal blog di Friendfeed:

We wanted to let you know that FriendFeed will be shutting down soon. We've been maintaining the service since we joined Facebook five years ago, but the number of people using FriendFeed has been steadily declining and the community is now just a fraction of what it once was. Given this, we've decided that it's time to start winding things down.

Friendfeed è un coacervo di tecnologia che, una volta firmate le carte per l'acquisizione, ha dato vita a Facebook come lo conosciamo oggi; paradiso di ogni early adopter, a volte l'ho definito personalmente "il posto dove succedono le cose". Ci ho impiegato ore e ore della mia vita, conoscendo persone che adesso posso dire tranquillamente mie amiche da anni, intrecciando rapporti che molto spesso sono finiti oltre lo schermo del PC, davanti a una buona birra e a un hamburger notevole.

Per questo, un po' mi dispiace: ogni cosa che ha un inizio, ha anche una fine, e anche se in tanti sapevamo che Friendfeed sarebbe giunto al margine del baratro, speravamo che ci si fermasse sempre un metro prima, che qualcuno tornasse sempre nel polveroso scantinato a dare un calcio al server.

Sono diventato un sentimentalone? Nah, più che altro Friendfeed è stato il social network che più di tutti per quel che ho potuto vedere ha generato una comunità di affezionati che è andata oltre la piattaforma, stringendo relazioni decisamente più complesse di quelle mappabili da un database a grafo. Un po' come certi network IRC, diciamo, o certi newsgroup. Say hello, ragazzi, ci si becca sul prossimo lido ;-)