Alessio Biancalana Grab The Blaster di Alessio Biancalana

Office UI Fabric - Microsoft mi stupisce ancora

Mentre io imparavo a pistolare con ReactJS, a quanto pare in Microsoft hanno preso la questione web development molto seriamente. Attraverso il loro toolkit grafico è possibile costruire in poco tempo frontend integrati meravigliosamente con la loro piattaforma di applicazioni (che personalmente non uso, ma…).

Mettendo da parte per un secondo il discorso Office VS resto del mondo, è interessante vedere come Microsoft abbia deciso di contrastare la politica dei competitor fortemente basata sull’accentramento con una politica di distribuzione di asset per la creazione di esperienze integrate finalizzate all’estensione delle sue piattaforme.

Prossimamente, Microsoft reginetta dell’integrazione cross-platform?

CentOS Container Image Scanners

Over past few months, we’ve been working on CentOS Community Container Pipeline which aims to help developers focus on what they love doing most – write awesome code – and sysadmins have an insight into the image by providing metadata about it! The project code is hosted at Github.com since its inception.

Da CentOS questa utilissima novità: un servizio che fornisce metadati a gogo rispetto ai container. La prossima cosa che personalmente integrerei al riguardo è, oltre la fornitura dei metadati classici rispetto ai pacchetti da aggiornare, e cosa c’è installato, anche la possibilità di scannerizzare un container in cerca di vulnerabilità note rispetto a un database di CVE.

È leggermente fuori scope, ma sarebbe interessante.

What pro OSes/devices could be

Alex Payne ha scritto una cosa di recente che mi ha veramente catturato, più che altro perché è la stessa cosa - seppur posta in termini diversi - che penso da un po’. Forse siamo pronti per una nuova generazione di sistemi operativi? I sistemi operativi moderni fanno già tutto quello di cui abbiamo bisogno? Offrono veramente a uno sviluppatore tutto quello che lui possa desiderare?

My friend and I then started sketching a wholesale rethinking of professional computing in the form of an integrated hardware and software platform. We quickly became obsessed. We tore through journal articles and whitepapers on topics like heterogenous computing. My friend started designing a motherboard. We sourced components. We wrote the beginnings of an operating system (for the trainspotters: in x86_64 assembly and Rust). We worked on the system’s concepts up and down the stack, from UI to networking to a new toolchain.

E le conclusioni sono (circa) quelle che auspicavo io:

After what was essentially an involved thought experiment, I remain convinced that pro computing is up for grabs. We’re in a moment where comparatively cheap hardware is underutilized by aging, bloated operating systems and software.

Il tutto potrebbe avere risvolti non banali.

Laptop carini, laptop performanti

John Gruber, sempre a proposito del nuovo Macbook che fa discutere con note positive e negative:

But the price you pay for the MacBook Pro isn’t about the sum of the components. It’s about getting them into that sleek, lightweight form factor, too. In a word, Apple is optimizing the MacBook lineup for niceness. That’s frustrating — in some cases, downright angering — for people who want a notebook optimized for performance.

Ora, parliamoci chiaro. A me piace il mio Macbook. Ma non pago un portatile oltre duemila euro (o dollari) per essere un pezzo di ferro carino e coccoloso. Lo pago per fare del lavoro al posto mio. Se dentro ci metti una CPU che per fare un calcolo in virgola mobile ci mette così tanto che facevo prima a farmelo io sul foglio con la penna, forse per me è il caso di guardare da un’altra parte per quanto riguarda il mio prossimo computer.

Tipo guardare a un Razer Blade.

Arch Linux, Wayland e GNOME Shell - un giro di pista

Durante queste settimane, GNOME 3.22 è arrivato nei repository Extra di Arch Linux, e io non ho minimamente perso l’occasione di scaricare i pacchetti aggiornati e installarli immediatamente - a parte un paio di giorni di routine per lasciare agli sviluppatori il tempo di aggiustare eventuali bug sulle estensioni della community più blasonate. Durante l’uso non andava nemmeno poi male, se non che ad un certo punto mi sono trovato a voler riavviare GNOME Shell, e l’ambiente desktop mi ha recitato uno strano messaggio:

GNOME Shell: restart is not available on Wayland

Ho fatto due cose quindi: la prima è stata controllare che effettivamente stessi usando Wayland, il che mi è stato confermato dalle informazioni su GNOME, e da qualche giro di ps in cui compariva chiaramente Chrome sotto XWayland e GDM sotto Wayland.

GNOME e Wayland

La seconda è stata naturalmente dare una possibilità a Wayland come display server principale, e devo dire che sono piuttosto soddisfatto.

Il supporto di GNOME a Wayland è ottimo infatti, e non ho sofferto di alcuna regressione grafica se non di qualche lag per quanto riguarda (stranamente) il cursore del mouse. Ogni tanto infatti, senza apparente motivo, rallenta per qualche secondo fino a bloccarsi un po’, poi riprende la sua corsa senza problemi. Il resto, beh, tutto ottimo: specialmente l’uso di XWayland da parte delle applicazioni che hanno tardato un po’ la corsa al nuovo server grafico, totalmente trasparente, senza artefatti e senza nessun fattore che metta a disagio l’utente.

Queste prove le ho effettuate con una scheda video Intel; ovviamente mi dicono dalla regia che con un equipaggiamento Nvidia la situazione non è esattamente rose e fiori come la descrivo io. Nel frattempo però chi ha come me una situazione di doppia scheda video può tranquillamente lasciare la Nvidia spenta ed affidarsi alla Intel - a me non dà fastidio dato che la scheda “potente” la uso solo per giocare, e in questo periodo mi sono attaccato come una vongola alla mia PS4 e ad Overwatch. :-D

Adesso, beh, c’è solo da sperare che Wayland migliori sempre di più, che i desktop environment lo sfruttino al meglio (dato che a livello di compositing ognuno può scriversi la sua implementazione), e che per noi utenti tutto questo si traduca in un beneficio tangibile.