Alessio Biancalana Grab The Blaster di Alessio Biancalana

Firefox Nightly, ovvero quanto è fichissimo quello che ci aspetta

Ho un po’ di sonno, sono le 11 di sera, ma è troppo tempo che non posto sul blog e mi sono imposto di iniziare di nuovo. Quello che però non avevo previsto era l’iniziare da un argomento che sono sorpreso mi stia così a cuore, ovvero Firefox 57, ovvero Firefox Nightly. (Si: il doppio “ovvero” è voluto; grazie mille grammar nazi!)

Si perché dopo tanti buoni propositi ed essendo stato per tanto tempo utente di Firefox, alla fine ho capitolato: dato che Javascript dentro il browser mi dà da mangiare, e dato che i dev tools dall’altro lato della barricata sono migliori (o almeno, lo erano), ho abbandonato il panda rosso per passare a Chrome e fine della storia. Se non che… se non che Gianguido in chat mi ha avvisato del fatto che Firefox Nightly allo stato attuale è una figata, e mi ha fatto drizzare le orecchie.

Rendering: Servo all the things

Nell’ultima stable release ad oggi di Firefox, e ovviamente nelle nightly build, viene usato Servo come motore di rendering per il CSS – o meglio Stylo, un suo modulo integrato in Gecko. Devo dire che già così, il browser sembra tutto nuovo e il caricamento delle pagine ne risulta già parecchio migliorato.

Lato performance: multiprocesso et al.

Ormai anche Firefox è arrivato ad avere la sua versione multiprocesso, quindi ogni tab che apriamo è un processo gestito in maniera separata. Da about:config possiamo gestire il numero di processi separati massimi che Firefox può far partire. È onestamente una figata, anche perché essendo configurabile possiamo impostare un massimo di processi ideale come tradeoff per il nostro hardware.

Photon UI

Il complimento maggiore va alla Photon UI, che sotto Mac OS e sotto Linux fa veramente una grandissima figura. Sotto Windows ancora devo provarla per motivi di tempo e perché ho cambiato computer fisso nel frattempo, ma ci arriveremo; in ogni caso la nuova interfaccia è veramente una gioia per gli occhi.

Firefox Nightly – Photon UI, versione compatta

La cosa che mi fa piacere notare è che oltre ad aver mantenuto lo stesso grado di flessibilità e configurabilità della precedente versione (che pure mi aveva colpito ma stufato in passato dopo qualche mese di uso), Photon ha introdotto anche persino una modalità compatta. Nella versione out of the box la nuova UI è già meno “alta” e massiccia di quella di Chrome. Con la versione compatta devo ammettere di essere arrivato direttamente nel nirvana con un calcio di cui il miglior punter al mondo andrebbe fiero per secoli.

Development tools

I nuovi dev tools sembrano veramente promettenti. Io ancora non ho avuto modo di farci un giro in ufficio, ma penso dalla settimana prossima di iniziare a vedere come mi ci trovo. Onestamente sono molto, molto abituato alla console di Chrome, e sui debugger non sono uno che cambia abitudine facilmente. Principalmente perché non mi piace usarne. In ogni caso sul blog di Nightly c’è un ottimo approfondimento.

Vi faremo sapere.

Per quanto riguarda l’impressione di base comunque, l’unica cosa che posso rimproverare a queste Nightly che ormai uso da un mese è il fatto di essere delle nightly build appunto, quindi versioni dove accetti che qualcosa possa spaccarsi “because reasons”. Non vedo l’ora che quello che ho sotto le mani diventi la nuova versione stabile di Firefox. Davvero.

Firefox Nightly e il romanticismo verso Firebird

Da qualche giorno ho ripreso a usare Firefox. Nello specifico come daily driver per il browsing personale sto usando Firefox Nightly, mentre su Chrome relego tutto ciò che è per lavoro; questo perché inizialmente volevo testare il rendering CSS tramite Servo, e il nuovo Electrolysis per le tab.

Nel frattempo mi sono accorto di una cosa divertentissima:

Firefox Nightly, Firebird logo

Nelle ultime nightly build il team, per controllare se la sostituzione dei loghi avveniva come previsto tra un rilascio e l’altro, ha deciso di controllare con un asset grafico un po’ speciale, ovvero il logo di Firebird:

Firebird

Prossimamente, una review un po’ più seria di come se la sta cavando Mozilla con questa grossa scommessa. Per ora i punti che mi sento di sollevare sono:

  • Electrolysis è una gran figata
  • Servo pure, e non vedo l’ora che lo attivino su tutto il comparto rendering
  • La nuova Photon UI mi ha fatto innamorare

Passo e chiudo. 👍

Ubuntu 17.10 avrà una dock tutta sua con blackjack e squillo di lusso

GNOME Shell

Proprio oggi ho letto su OMGUbuntu che Ubuntu 17.10 non solo utilizzerà GNOME Shell, cosa di cui già si sapeva da tempo e che a me fa solo piacere, ma che oltretutto l’ambiente desktop di Canonical sarà corredato da una dock basata sulla celeberrima Dash To Dock per GNOME, ma non identica.

Questa secondo me è una grandissima opportunità per GNOME; sicuramente gli utenti Ubuntu avranno qualcosa a cui sono stati sempre abituati – e sinceramente io sui miei desktop ho cercato sempre un’esperienza di quel tipo, con dock e tutto il resto – mentre dall’altro lato gli sviluppatori sia di GNOME che dell’estensione più amata dagli “gnomisti” avranno qualcuno che gli fornisca degli spunti alternativi.

La cosa che mi fa più piacere insomma non è che Ubuntu torni ad adottare GNOME come desktop environment, ma che ci sia una ventata di novità nel panorama Linux desktop grazie a questo, e che ci possa essere un graditissimo (si spera) spunto esterno per rendere GNOME “great again”.

Twitter, ovvero l'uccellino blu che vola nella tempesta

Twitter

Andrea Contino ha scritto proprio l’altro ieri di Twitter e della sua situazione, secondo lui pericolante ma non troppo. È vero quello che ha detto anche lui, ossia che Twitter ancora adesso è capace di guadagnare utenza, però secondo me l’“ultimo cinguettio” non è che sia molto lontano.

Ci sono svariati fatti da prendere in considerazione, tra cui il fatto che le revenue in pubblicità sono calate, ed alcune sedi nazionali sono state chiuse; Andrea ha messo questi fatti in correlazione uno dietro l’altro, a me viceversa piace vederli in maniera inversa, ossia insinuare che alcune sedi nazionali siano state chiuse proprio per via del calo dei ricavi, il che potrebbe porre Twitter in una situazione molto più “short money” del previsto.

Messa a fuoco la situazione di crisi, comunque per me rimane una delle piattaforme social preferite, e devo sinceramente dire che fatico a vedere un mondo senza Twitter, dato che ormai i giornalisti lo usano come fonte principale di dichiarazioni, e molti personaggi pubblici foraggiano questo sistema, preferendo evitare le classiche pagine Facebook che pure possono assolvere allo stesso compito.

È innegabile che Facebook ormai abbia vinto la battaglia sul numero di utenti. Riuscirà Twitter a stare a galla in quella per le nicchie?

Fare cose stupide fa bene

Sotto preziosissimo consiglio di Andrea oggi ho letto questo post meraviglioso sulle emoji nel prompt della shell, che viene concluso tramite un paragrafo con cui mi ritrovo molto:

If you just want to be a developer, sure, go ahead, skip the little things. But I think most of us also want to be a Human Being, and that involves more than code. If my experience shows me anything, it’s that the best code comes from those who take the time to be a well-rounded person, and who find ways to make themselves happy throughout the day. To mangle a line from Mary Poppins, “A spoonful of sugar helps the developer stay sane.”

And that’s why, sometimes, I spend too long playing with something ridiculous, like emojifying my prompt. I do more than that to keep myself happy, but these little things can help keep the happy going throughout the occasional long day. Find the dumb things that work for you, and do them.

Fare cose stupide è la cosa più bella al mondo, e a latere è anche il motivo per cui è nato uno dei miei migliori progetti didattici.