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Google OnHub – considerazioni

OnHub, il router di Google

Hanno iniziato a fioccare in rete le solite recensioni entusiaste nei confronti di qualcosa di Google: stavolta tocca ad OnHub, il router concepito a Mountain View che con la tecnologia che reca all'interno dovrebbe prendere a badilate ogni altro competitor sul mercato. In realtà, però, ci sono un paio di note a margine che vanno esplicitate su questo prodotto. In questi giorni e anche lungo le settimane passate infatti mi è capitato di "inciampare" in due elementi:

E non posso fare a meno non solo di essere impressionato soprattutto (in verità) dalle potenzialità di On, l'app che permette di controllare il router dal proprio smartphone, ma anche di concordare con Arment. Infatti:

Even the idea that people are more likely to keep this router out on a shelf or table with nothing around it is pretty optimistic. Notice how none of the OnHub photos show any wires? No matter how pretty you make it, it still needs at least two cables plugged into it, and one of those needs to be connected to your ISP’s ugly modem, so it’s probably going on the dusty floor behind your desk or hidden with the rest of your ugly networking equipment.

Sarà pure bellissimo come attrezzo in stile plafoniera, ma effettivamente con un paio di cavi infilati non solo diventa molto meno sexy, anche se comunque bello, ma una bella backdoor infilata dentro casa. Siamo sicuri infatti che oltre i Google DNS, oltre Chrome, oltre le nostre ricerche, il nostro smartphone, i nostri dati personali, vogliamo cedere anche l'ultimo millimetro della nostra privacy, ovvero il traffico della nostra rete casalinga?

Non è facile dare una risposta in generale a questa domanda, ma per me è sicuramente un no: commercialmente esistono router in grado di fornire prestazioni migliori a conti fatti, e sicuramente questo attrezzo va a posizionarsi nella fascia di prodotto appartenente ad Airport di Apple, che infatti non ho mai considerato in caso di acquisti.

Oltretutto, e soprattutto:

Like most appliances, the router is supposed to be invisible, do its job, and stay out of your way. For the first time, I can say my router does just that — I don’t have to worry about whether or not my Wi-Fi is working with the OnHub because it just does.

Il Technicolor (ed è uno stupidissimo Technicolor, manco un Buffalo) che mi ha consegnato Fastweb un paio di mesi fa è passibile dello stesso feedback.

8 (fantastiche) utility da terminale per OS X

A prescindere da che shell utilizziamo (e lo dico perché ho appena migrato anche il mio setup OS X a ZSH convertendo tutti gli *rc), i comandi che abbiamo a disposizione su ogni sistema operativo sono molteplici: Mitchell Cohen dà una panoramica di 8 comandi che possiamo utilizzare su OS X di Apple per renderci la vita più semplice anche se siamo costretti da varie circostanze a usare un Mac.

Per chi invece dal terminale vuole un po' di più e non è disposto a scendere a compromessi con l'applicazione predefinita di OS X che è effettivamente un po' povera, consiglio l'ottimo iTerm che permette di suddividere la vista in più pannelli, è molto più configurabile - e tantissime altre cose.

100 short impressions after a year in Italy

101. Foreign people can hardly write 100 accurate statements about Italy.

KDE Connect on Github

KDE Connect ha da adesso anche un mirror su GitHub. Non è la notizia in sé che mi affascina, molti progetti ormai sono ospitati da GitHub o comunque hanno un mirror da quelle parti per facilitare contributi esterni, tuttavia continua ad emergere una piccola questione di fondo: nonostante GitHub abbia molto del proprio core open source, non è tutto open source, meno che mai chiaramente free software.

[...] makes it easier for new developers to get involved and send contributions, like these pull requests. Of course, I have no plan to drop KDE’s Git repo: Github is not free software and we want to make sure our code is always accessible through our floss-based infrastructure.

Lungi da me ergermi a paladino del free software, anche perché è un'ideologia che poco mi appartiene (credo molto di più nei valori espressi da OSI, nello sviluppo di software come somma delle parti), però c'è da sottolineare il paradosso per cui anche se ormai la filosofia open source è un approccio che viene perpetrato in parecchi progetti, è proprio GitHub, che possiamo considerare una delle aziende più influenti su questa tematica, a proporne la versione più spuria e selettiva; quel "questo si, questo no" che ai più idealisti dà fastidio.

E lo dà davvero: leggetevi i commenti in risposta al post che linko, ne vale la pena. È una discussione, quella sotto questo post di Albert Vaca, che mette in gioco degli ideali, chiaramente anche in quanto facenti parte del manifesto di KDE, portata comunque avanti in maniera costruttiva.

The Ultimate Guide to Markdown

Once you get the hang of Markdown, it’s an incredibly powerful writing tool which will allow you to write rich content for the web far faster than almost any other method. To get to that point, however, there’s a little bit of a learning curve. We thought we’d put together an all inclusive guide to make that curve a little bit shorter, and potentially teach you a few super-user tricks to Markdown that you might not have known.

Tempo fa avevo avuto la stessa idea, poi per mancanza di tempo non ho più buttato giù una lista imponente di risorse disponibli su Markdown (che, tanto per, è usato anche da questo blog). Evidentemente qualche editor più furbo di me ci ha messo un briciolo di sforzo in più e ha messo insieme un bel post sul blog di Ghost con le basi di Markdown e una raccolta di applicazioni interessanti per scrivere agevolmente in questo linguaggio di markup su qualsiasi piattaforma.

Un unico appunto a tutto questo ecosistema è che su Linux il supporto a Markdown da parte di applicazioni "non coding-like" (come editor di testo simili a Sublime Text) si estende solo a Uberwriter. Personalmente non credo di essermi mai pentito di essere passato a Markdown sia come sintassi che come metodo di scrittura: mi aiuta a formalizzare i concetti e grazie all'evidenziazione della sintassi anche ad avere una panoramica d'insieme abbastanza buona sul look dell'articolo e su ogni frammento in sé. Consigliatissimo A++ :-)))