Alessio Biancalana Grab The Blaster di Alessio Biancalana

Google Play Store, nuova versione: impressioni generali

Dato che è un bel po' che non mi concedo qualche riflessione in libertà sul mio piccolo magazine aperiodico (LOL, dai, è solo un blog, ma me la tiro), parliamo un po' del nuovo Google Play Store, che ho trovato aggiornato non sui miei Nexus - o aspiranti tali - bensì sul mio (!) HTC One nuovo di pacca.

Da questo deriva una semplice considerazione: Google, devi rivedere il tuo algoritmo per il rollout degli aggiornamenti allo store, perché banalmente you are doing it wrong.

Scemenze a parte, scartato l'HTC One che mi è arrivato da recensire per Leo Hi-Tech, ho paciugato un po' con questo Play Store flashando anche un APK sul mio Nexus 7 per apprezzarlo su più piattaforme. L'interfaccia è notevolmente migliorata, seguendo le linee guida Holo in maniera molto più aderente; questo ci piace parecchio, anche perché in questo modo Play non è più un pugno negli occhi, e non siamo più costretti, noi utenti, a sopportare una schifezza di aborto di user experience ogni volta che vogliamo installare un'applicazione.

Play Store HTC One

In secondo luogo, su Nexus 7, ho apprezzato veramente tanto come Google abbia creato una sezione preferenziale di applicazioni per tablet, dove l'esperienza utente è ottimizzata per questi device: si spera che in poco tempo quindi venga colmata una grande mancanza (parlo da utente) che a ragione mi hanno fatto presente alcuni soggetti famosi come ad esempio @SaggiaMente, ossia la mancanza di un vero e proprio ecosistema tablet-oriented su piattaforma Android. Tra la creazione di una sezione del genere e - si spera - l'effort crescente di un numero alto di sviluppatori, probabilmente la situazione andrà via via migliorando.

In conclusione quindi posso dire che con Jelly Bean e questo nuovo Play Store, Android è arrivato ad un grado di maturazione pieno e soddisfacente: per fare ancora l'hipster quindi stavo pensando a Firefox OS, o Ubuntu Phone. E questi, gente, si che sono i problemi seri della vita. (:D)

Photo courtesy of me - scattata con un Galaxy S3 e "artata" con Aviary, di cui vi parlerò più diffusamente, da qualche parte. Forse qui.

KDE passa a Git (definitivamente)

Piccolo update per una questione che mi sta a cuore: KDE migra tutta la sua infrastruttura a Git, smettendo definitivamente di supportare Subversion come da programma. È stato un passo sicuramente arduo da compiere e faticoso, anche per il know-how che gli sviluppatori hanno dovuto acquisire in una finestra temporale sicuramente ampia ma mai abbastanza, anche contando che c'è sempre qualche pigro che rifiuta di modificare il proprio flusso di lavoro.

git

Sperando che non ci siano problemi di sorta nello shutdown dell'intera struttura SVN (ormai assorbita dai Git peer), auguro come sempre un ottimo lavoro al team di KDE, e mi auguro che lo switch abbia fatto venir fuori le potenzialità di contributor che magari con SVN sarebbero rimasti nell'ombra di una subdir. E in via assolutamente definitiva dò il benvenuto a KDE nella grande famiglia dei progetti Git :)

Photo courtesy of zakiakhmad

Nokia Lumia 620 - impressioni

Nokia Lumia 620

Copio qui la riflessione iniziata in MobiLovers nel thread di Ilario Farina.

Io intanto l'altra sera ho giocato col Nokia Lumia 620 di Marco Usai (recensione sua su Leo Hi-Tech). Bello, l'hardware mi è piaciuto un sacco (anche come scocca, veramente bellino col monocolore dietro) però il software l'ho trovato imbarazzante. Per strano che possa sembrare il SO non era superfluido (anche se molto reattivo, e so che sembra un paradosso), e comunque la Modern UI continua a lasciarmi perplesso, non mi fa l'impressione che Microsoft si aspetterebbe che mi facesse.

Attendo il Surface con fiducia.

Che significa? Significa che se prima avevo una mezza idea di un Windows Phone come telefono di riserva visti i prezzi, adesso ho tre quarti di quell'idea. Il problema è che non sono pienamente convinto della scelta, perché se il device in sé è bellino (impronta molto teen), il software non è il massimo. Checché se ne dica - e qui so che mi farò nemici tipo Gabriele Pannacci :D - Modern UI mi sembra ancora una cosa non matura e poco personalizzabile; è probabile che l'impressione sia dovuta alla prova su un device di basso profilo, anche se Windows Phone 7 mi sembrava più veloce anche su hardware similari.

Per ora il mio riferimento indiscusso resta il Nexus 4. Period. :)

OpenSUSE, pacchetti e completezza

Sto giocando da un sacco di tempo in macchina virtuale con OpenSUSE, e ci tengo a precisare che l'ho tenuta regolarmente aggiornata dalla 12.1, passando per OpenSUSE 12.2 e OpenSUSE 12.3. Come al solito Zypper rimane un caposaldo per la semplicità d'uso e le similarità con APT  e Pacman, che personalmente apprezzo molto. La seconda cosa che mi ha stupito è la presenza di pacchetti che ad esempio Fedora non ha.

Nodejs!

La dotazione software è la stessa delle mie workstation: Linux, systemd, KDE, e il gestore di pacchetti di turno. La cosa che mi ha fatto particolarmente piacere è proprio la presenza di Node.js, ambiente su cui ogni tanto mi diverto a sviluppare un po' di cosette e la cui mancanza in distribuzioni come Debian e Fedora mi è sempre pesata parecchio. Nello specifico, la questione su Fedora è controversa dato che bisogna usare i repo testing, quindi per me in Fedora stable Node ancora non c'è.

In ogni caso, come al solito, distribuzione snella e carina, con tante utility a prova di utonto. Ma sono ancora indeciso sull'OS per la mia prossima workstation.

gMTP su Fedora - pacchetti (spec) e appunti

Come sapete, da qualche tempo sto usando Fedora (al momento Fedora 18) con GNOME e devo dire che mi trovo, se non molto bene, di sicuro "non male": ovviamente c'è il supporto hardware solito tipico di Linux, e GNOME Shell ha fatto un po' di passi che se non sono da gigante comunque lasciano intravedere la speranza per chi, con le prime release, ha storto il naso (sottoscritto compreso). La mancanza più grande che ho riscontrato sinora però è quella di gMTP.

Per chi non sapesse cos'è MTP, copincollo da Wikipedia:

L' MTP (Media Transfer Protocol) è un set di estensioni del PTP (Picture Transfer Protocol) creato da Microsoft, per consentire l'uso di lettori MP3, macchine fotografiche digitali e altri dispositivi digitali portatili. MTP è fortemente legato a Windows Media Player. L'utilizzo di MTP al posto del classico MSC (mass storage class) comporta alcuni vantaggi pratici per gli utenti che utilizzano abitualmente Windows Media Player, ma rende di fatto meno accessibile la periferica rispetto ad un utilizzo col protocollo MSC. Ad esempio: un lettore MP3 che viene visto tramite MSC come una comune chiave di memoria (e quindi anche in Risorse del Computer si comporta come tale) è molto più versatile di un lettore MP3 che utilizza il protocollo MTP e che viene visto dalla gestione delle risorse del computer come dispositivo "Hierarchical", cioè come sotto cartella di risorse del computer. Le sottocartelle poi non portano indicazione sulla data e l'ora di creazione dei file contenuti (molto scomodo se il lettore MP3 è dotato di registratore vocale in quanto si perdono la data e l'ora in cui sono stati registrati i dati; infatti una volta trasferiti sul pc acquisteranno la data e l'ora del momento esatto del trasferimento. Altro difetto sta nel fatto che durante un trasferimento non si deve chiudere la cartella del lettore mp3 dalla quale si stanno prelevando i file altrimenti il trasferimento si interrompe.

Ora, piccolo approfondimento, che molti conosceranno già: in cerca di un protocollo migliore per gestire i trasferimenti di file in Android, Google ha deciso di utilizzare MTP che è probabilmente (anzi sicuramente) il protocollo "meno peggio" in circolazione riguardo il file transfer tra dispositivi. Il problema è che MTP gode del seguente supporto presso i maggiori sistemi operativi:

  • Windows lo supporta ottimamente (ci credo: è il loro)
  • Mac OS ha bisogno di un frescobuffo che si chiama Android File Transfer - che, per chi non lo sapesse, e si ostinasse a denigrare il software open source in ogni sua forma, è una GUI per libmtp, progetto aperto. Sucate.
  • Su Linux, come sopra, abbiamo libmtp che però ha una corolla di interfacce grafiche e a riga di comando notevoli. La mia preferita è gMTP che, pur funzionando (scusate la ruralità dell'espressione) a cazzo, è anche in questo caso la meno peggio. Semplice, efficace, fa il suo mestiere.

Package

Il problema è che pur essendo nei repository di tutte le distro del mondo, come al solito Fedora, sguarnita più di un supermercato il giorno dopo Natale, non ce l'ha. Mi sono quindi ingegnato e editando uno spec che ho preso da Fedora Forum, ho creato il mio bel pacchetto sorgente con l'ultima versione di gMTP, pronto per compilare su qualsiasi Fedora 18 di questo mondo. Dovrete armarvi di un po' di buon senso, la linea di comando e delle vostre incantevoli dita, dopodiché, come ci dice anche il wiki di CentOS:

wget http://dl.dropbox.com/u/685412/f-pkg/gmtp-1.3.4-2.fc18.src.rpm
rpm -i gmtp-1.3.4-2.fc18.src.rpm
cd ~/rpmbuild/SPECS
rpmbuild -ba gmtp.spec

Dando questi quattro comandi riusciremo a produrre un RPM di gMTP perfettamente funzionante, che possiamo installare come vogliamo; io ho usato rpm da CLI perché il frontend era andato in sciopero per ragioni a me ignote.

Note nerd

Oh, figo rpmbuild!

Non avevo mai visto una cosa così caruccetta nei modi e nelle configurazioni. L'unica cosa che gli assomiglia per la mia esperienza è ABS, il sistema di port di Arch Linux, ma la sintassi degli spec per costruire un RPM è decisamente poco complessa, con header ben definiti e contenuti stra-leggibili. Sembra - azzardo - quasi un file markdown più che qualcosa dove vengono istanziate delle variabili. Ne sono rimasto piacevolmente sorpreso, adesso come in altre occasioni. Sicuramente, sia rpmbuild che makepkg sono anni avanti a quello che è (mi scusino i debianisti) il modo di creare un pacchetto DEB, pacchetti per i quali ho buttato il sangue a suo tempo e sui quali ho promesso di non ripetere più l'esperienza traumatica.

Photo courtesy of Fernando Weno

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