Alessio Biancalana Grab The Blaster di Alessio Biancalana

Star Wars: l'episodio IV nella vostra consolle

Lo so, è tardi per celebrare lo Star Wars Day insieme a voi, ma purtroppo ieri ho avuto immensamente da fare e quasi nessun attimo libero. Festeggiamo oggi, sempre che vi vada bene; eeeh fiesta! Scherzi a parte, mi è venuto in mente che non ho mai postato di quanto sia bello vedersi l'episodio IV ("A New Hope") di Star Wars, tramite il proprio terminale, semplicemente tramite un comando.

"May the 4th be with you", dicevano. Mi dispiace un sacco aver bucato la festa di Star Wars mondiale, ma uffa. Ecco. Torniamo a noi.

Come è possibile fare ciò? Semplice: dei tizi con del tritolo al posto del cervello hanno riprodotto tutto l'Episodio IV in ASCII art, e l'hanno infilato su un server dove è disponibile per chiunque, solo entrando tramite telnet. Date questo comando:

telnet towel.blinkenlights.nl

E godetevi il film, da veri nerd, direttamente dentro la vostra shell. Devo essere sincero: vorrei che ci fossero più port simili di opere cinematografiche :D

Dropquest II: ancora 1GB di spazio gratis su Dropbox

Vi eravate divertiti con la scorsa Dropquest? Per chi non fosse a conoscenza, qualche tempo fa da Dropbox era stata diffusa una quest che, in poche parole, mandava l'utente in tutta la Rete affidandogli dei compiti e degli indovinelli (un po' come i nostri giochi di ruolo preferiti, tipo, chessò, Dungeons and Dragons); alla fine del percorso chiunque ottiene 1GB di spazio gratuito. In più, chi completa la ricerca per primo - o in tempi ragionevoli così da rientrare nella classifica dei migliori - ottiene ulteriori premi.

Dropbox

Dropbox ha deciso di riproporre la Dropquest; ancora una volta enigmi e ricerche da compiere per tutti gli utenti, che se arriveranno alla fine otterranno 1GB gratuito addizionale di spazio, ed in più se riusciranno ad ottenere uno dei premi maggiori:

  1. Primo premio (1): La felpa dei dipendenti Dropbox, la t-shirt della Hack Week di Dropbox in edizione limitata, un disegno (e i disegni di Dropbox sono meravigliosi) firmato dall'intero team, un invito a scrivere la prossima Dropquest, e naturalmente 100GB gratuiti; (Elamadò.)
  2. Secondo premio (10): La felpa dei dipendenti Dropbox, la t-shirt di Dropbox, 20GB gratuiti;
  3. Terzo premio (15): La t-shirt di Dropbox, 5GB gratuiti;
  4. Quarto premio (50): 5GB gratuiti;
  5. Quinto premio (100): 1GB gratuito.

Tutto ciò naturalmente verrà sommato al GB gratuito (che ormai al confronto sembra quasi misero) ottenuto tramite il solo completamento della quest. Ulteriori informazioni le avrete sulla pagina ufficiale di Dropbox; io personalmente parteciperò, dato che l'anno scorso anche per solo 1GB gratuito mi sono comunque divertito moltissimo. Inoltre Dropbox per quanto mi riguarda non annoia mai, dato che correda la ricerca di disegni che, almeno secondo il sottoscritto, fanno crepare dalle risate.

Insomma, andate e moltiplicatevi per, ancora una volta, la sfida più epica di tutti i tempi attraverso Internet che vi frutterà pure un bel GB in più su Dropbox ;)

Photo courtesy of Johan Larsson

Linux, e l'importanza della user experience

Prima di dedicarmi completamente a Linux, avendo smesso di usare Windows da un sacco di tempo, avevo deciso di esplorare l'universo Apple più in profondità, concedendomi il lusso di poter dedicare un po' della mia infinita sapienza (hahah) all'atto di costruirmi un piccolo Hackintosh. C'è chi ci riesce e chi no; a me è riuscito e all'incirca un paio di anni fa ho fatto un giro con Mac OS X, spulciandomelo bene fino in fondo, sino ad arrivare nei meandri del filesystem, comprendendo l'abominio commesso da Apple nello sdoppiamento della struttura dei dati all'interno della root del sistema operativo. Ma a parte questo, che forse vi racconterò un'altra volta, ho compreso che l'universo della mela non faceva per me per una serie di motivi: primo tra tutti la sua chiusura. Sono così tornato ad usare con soddisfazione Linux, il quale però non mi riservava la stessa attenzione riguardo un aspetto che mi aveva molto colpito usando il mio Mac-non-Mac.

La user experience.

Cosa accade nell'universo Apple

Per retaggio culturale più che per vera necessità - diciamocelo infatti, Mac OS era superiore per operazioni di design in quanto Windows vent'anni fa non supportava i font a spaziatura variabile e tante altre carinerie; ora come ora sono esattamente equipollenti - a Mac OS è rimasto ancorato quel bacino d'utenza che, un po' hipster e un po' nostalgico, nonchè un po' traviato dalle opinioni comuni, durante le operazioni di sviluppo di un software tenta irrimediabilmente di trovare la migliore strada per disegnare l'interfaccia grafica. È un male? No. Anzi. Durante la mia esperienza con Mac OS X mi è capitato di imbattermi in applicazioni fatte abbastanza male dal punto di vista della funzionalità, ma mai in qualcosa che a vedersi fosse sgradevole: questo può essere riconducibile a due elementi fondamentali: Aqua e Cocoa. Cocoa è un set di librerie fondamentalmente molto prestante, e Aqua è l'estetica generale di Mac OS che al sottoscritto piace molto. Oltre questo, se proprio non si aderisce agli standard di Aqua le applicazioni che vengono scaricate sono sempre molto belle. Anche un tasto del tipo Sad Trombone risulta fenomenale, sarei pronto a scommetterci.

Proprio questo ha fatto sembrare Linux per certi aspetti ai miei occhi un sistema abbastanza "vecchio dentro", non tanto per i desktop environment che col tempo hanno assunto dei connotati sempre più moderni, ma per alcuni programmi i quali sembrano la morte civile. Fortunatamente Canonical ha portato all'attenzione di tutti questo dettaglio, che per quanto possa essere un'idiozia è pur sempre qualcosa che conta agli occhi dell'utilizzatore finale; sono felice quindi che esistano applicazioni come Nitro Tasks, che godono di un port Linux e di un'interfaccia molto bella, ma soprattutto ho visto come il trend a riguardo sia cambiato, anche nel panorama Linux che a cambiamenti di questo tipo è sempre stato restio, a causa dei moniti lanciati da Steve Jobs e Mark Shuttleworth in seconda battuta.

Il panorama open si evolve

Ho fatto un giro con Novacut 12.04 proprio ieri, per testarlo un secondo e vedere fin dove ci si può spingere con questo software che erge come suo cavallo di battaglia proprio la UI. Soddisfattissimo, mi sono poi girato il blog ufficiale e ho trovato a lato la lista degli sviluppatori, con rispettive qualifiche. Ve la riporto integralmente:

Jason DeRose
Architect & Developer

Tara Oldfield
Anthropologist & Artist Liaison

Akshat Jain
Developer Outreach & Developer

James Raymond
UI Designer & Developer

David Jordan
Multimedia Engineer & Filmmaker

Mi è saltata all'occhio questa cosa meravigliosa: tra cinque sviluppatori, possiamo vedere come due tra loro (un'ottima percentuale quindi) siano "umanisti": un UI designer, quindi una persona più che preparata, e soprattutto un'antropologa che si occupi di verificare che effettivamente il lavoro del designer sia usabile e degno di questo nome. Sono parecchio felice di vedere che anche nel panorama Linux le cose stanno cambiando, e  che il design non sia un fattore che di fronte ad altri aspetti (magari marginali) passa in secondo piano.

Spero vivamente che l'esempio di Novacut non rimanga solo una goccia nel mare.

Photo courtesy by jm3 @ Flickr

Linux 3.3.2: no problem, ma la macchia resta

Poco tempo fa è apparso un post su OneOpenSource scritto dal medesimo che spiegava come Linux 3.3.1 introducesse dei bug gravissimi nella gestione di schede wireless Atheros, precisamente facenti uso del driver ath9k incluso in Linux già da parecchi anni. A quanto pare infatti, gli sviluppatori hanno deciso di farsi qualche risata alle nostre spalle.

Con Linux 3.3.2 rilasciato stabile su kernel.org ho voluto dare una chance alla mainline 3.3 per vedere cosa diavolo succedesse, e invece mi sono trovato connesso alla rete WPA2 di Roma2LUG in men che non si dica. Tutto è bene quel che finisce bene, tuttavia volevo lasciarmi a qualche considerazione da vecchia di paese riguardo l'accaduto, precisamente sul meccanismo di QA e signoff sia del kernel Linux che del suo pacchetto in Arch Linux.

Mi domando infatti cosa diavolo sia venuto in mente agli sviluppatori da due lati: innanzi tutto rilasciare una modifica del genere senza testare. È vero infatti che uno in genere è sicuro di quello che scrive e "if it compiles, it works", tuttavia ho esaminato la patch (capirai, 'sta perizia tecnica hahah) e ho visto che è stata tolta una porzione di codice veramente miserrima, mentre le aggiunte sono state parecchie in confronto. Mi è sembrato come se ci si fosse dimenticati di inserire delle syscall in mezzo al codice; qualcosa del tipo "Massì, fàmo così, che ce frega,che ce 'mporta, male che va ci arriva qualche mail minatoria" - e infatti è andata male. Non commento solo perchè in quanto a programmatore sono un'emerito imbecille e non sono al livello, sicuramente, di chi ha scritto ath9k, però insomma. Qualche riserva me la prenderei.

La mia seconda perplessità è riguardo il meccanismo di signoff di Arch Linux. Quando è arrivata la mail "please signoff linux-3.3.1" la gente a che pensava? Era tempo di YouPorn? Mi fa strano, perchè comunque gli sviluppatori di Arch di solito scoprono eventuali malfunzionamenti abbastanza in fretta. La patata bollente stavolta è scappata dalle mani di tutti, ed è finita in terra. Peccato: sinora il meccanismo di QA (se così si può chiamare, dato che non lo è in maniera letterale) aveva retto parecchio bene a eventi di questo tipo.

Questo è lo spazio riservato alle considerazioni che mi sono concesso. Le riflessioni che ne sono derivate, magari ve le racconto nel prossimo post ;)

Kernel, divinità, e pastiere napoletane

Certo, non è una passeggiata. Se non si ha un animo smanettone è meglio lasciare perdere. Non perché sia impossibile, ma perché a conti fatti non cambia l'esperienza utente.</p>

Questo post di Vincenzo mi ha colpito molto, non solo perché non è la solita sequenza fritta e rifritta di comandi, ma soprattutto perché dice una verità immensa, cioè che ricompilare il kernel Linux ad un utente medio (ma anche medio-alto) non serve assolutamente a niente, a meno che non ci siano moduli che per qualche strano motivo non vengono inclusi nella distribuzioni standard.

Tutta didattica e poca altra roba quindi. Poi oh, ha usato una mia guida linkandola e ringraziandomi. Io però ho deciso che mi preparerà una pastiera di sua mano, dato che, si sa, verba volant, pastierae manent.

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