Proprio in questi giorni è stato reso disponibile Wireshark 2.0.
Actually, quite a few things have changed. The user interface has been completely rewritten using a different interface library (Qt). It has been streamlined so that you can work faster and it should have a better look and feel on every platform. The screenshots above are similar because we’ve also tried to ensure that the new UI is familiar to current users. The features you’re used to are still there and in the same place (or at least nearby). They should work much more smoothly, however.
Tra le cose importanti, oltre ai grafici e a un piccolo redesign dell’interfaccia grafica, abbiamo anche il fatto che tutto quanto il frontend è stato riscritto in Qt, il che significa che ad esempio non abbiamo più bisogno di X11 per eseguire Wireshark su Mac. Un’altra novità che a me è piaciuta tantissimo è questa:
Intelligent scrollbar. As you scroll through the packet list you might notice that the scroll bar itself looks odd. It now features a map of nearby packets, similar to the “minimap” available in many modern text editors. The number of packets shown in the map is the same as the number of physical vertical pixels in your scrollbar. The more pixels you have, the more packets you can see. In other words, if you use Wireshark regularly you now have a legitimate business case for a retina display.
In questi giorni sta girando per Internet il post stupendo di @ndrsju che mette in mostra un bel po’ di screenshot richiesti nel 2002, sempre in giro per la rete. A parte il fatto che comunque mi stupisce un po’ guardare indietro, specialmente per com’era ridotto male Linux/Unix ai tempi (diciamocelo), ci sono un paio di cose che mi hanno creato degli scompensi:
I nostri desktop erano veramente brutti; eppure a noi piacevano tantissimo :-D Come diavolo è possibile anche solo guardare ad un’interfaccia grafica come quella di KDE del 2002 o di Windows XP senza rimanere traumatizzati?
È ancora in parte così, ma nel 2002 di più: mettersi in contatto con un certo tipo di persone è veramente facile, ed è veramente una bazzecola rubare anche solo un millesimo della conoscenza tecnica di persone come Dennis Ritchie (uno che, così per fare, ha inventato il C), le quali…
Usano qualcosa che non ti aspetteresti mai: Dennis Ritchie usava Windows NT? -> wat face here.
A parte queste osservazioni estemporanee, è veramente affascinante la personalizzabilità di Unix, e poter guardare da vicino dei “desktop famosi”, sperando ispezionandoli di cogliere qualcosa che ci farà sorridere. Lo fate anche voi vero? :-)
“Vim Creep” è un post che fa decisamente ridere, ironico al punto giusto e nonostante questo abbastanza crudo da mettere in luce alcune esperienze decisamente trascendentali successe a chiunque abbia mai usato seriamente Vim, o guardato qualcun altro usare seriamente Vim.
Staying late one night to finish an assignment that was due at midnight, you happened to catch a glimpse over one of the quiet uber-programmer’s shoulders. Your eyes twinkled from the glow of rows upon rows of monitors in the darkened computer lab as you witnessed in awe the impossible patterns of code and text manipulation that flashed across the screen.
“How did you do that?” you asked, incredulous.
The pithy, monosyllabic answer uttered in response changed your life forever: “Vim.”
Proprio qualche decina di ore fa, il team di sviluppo di GNOME ha diffuso un video dove vengono messe in luce le novità dell’ultima versione dell’ambiente desktop. Devo dire che ho visto moltissime cose che non sono per niente male, mentre altre mi hanno convinto decisamente poco. Una cosa che ho apprezzato, ad esempio, è il sempre crescente uso di tooltip interattivi per i campi di testo per esempio all’interno di Nautilus, il file manager; altra cosa interessante, poi, è l’uso sempre più spinto di client side window decoration, che permette di decorare le finestre in maniera molto più flessibile, delegando alle componenti istanziate all’interno del server grafico solo ciò di cui c’è veramente bisogno.
Questo approccio non è esente da caveat, come spiegò nel 2010 l’eccellente Martin Gräßlin in una sua lettera aperta. Il che ci porta al prossimo punto, ossia le cose che non mi convincono: sulle mie macchine, purtroppo, Mutter (il decoratore di finestre di GNOME), non gira affatto bene. KWin di KDE, paragonato, è una scheggia. Chiaramente ha molte meno feature, è molto meno flessibile e la decorazione è fatta server-side (almeno quando ne seguivo maggiormente lo sviluppo). Altro aspetto su cui non sono affatto d’accordo è lo spostamento dell’area dove visualizzare le progressbar quando si spostano e copiano file all’interno di un menu contestuale. Questa è una cosa che continua a non piacermi di KDE, e vedere anche GNOME continuare quel percorso mi dispiace.
A prescindere da questo, comunque, quello che continuo a notare è una ricerca di pulizia grafica molto importante per quanto mi riguarda. Sicuramente testerò approfonditamente anche questa versione di GNOME, quando arriverà su Fedora (dato che ormai GNOME lo seguo da lì).