Alessio Biancalana Grab The Blaster di Alessio Biancalana

Diario di un informatico seduttore

Segnalato tempo fa dal mio amico Falling, questo diario è forse anche più bello del precedente. Ma basta preamboli... godiamocelo insieme:

Da qualche tempo sentivo come un bisogno insoddisfatto. Non ero certo
di cosa fosse, era come una strana sensazione alla bocca dello stomaco e
al basso ventre. Come la mancanza di qualche cosa di tenero.
Ho provato ad affrontarlo nei soliti modi: ho installato una nuova scheda
video con 512MByte di VRAM a uno zillione di MegaHertz. Disegna in un
secondo più poligoni di quanti ne immaginasse in un'ora un'intera comune
di hippie sotto acido negli anni '60.
Eppure, niente da fare. Il bisogno era ancora lì. Come se non fosse stata
QUELLA la morbidezza di cui avevo bisogno. Ma cosa si può volere di più che uno zillione di poligoni?

Mi misi a partizionare l'hard-disk e a provate nuove distribuzioni di
GNU/Linux, un'attività che dà grandi soddisfazioni.
Ne ho installate 25, tra cui Red Flag Linux, la distribuzione del governo
cinese. Ha lasciato alcuni effetti collaterali: ora all'avvio il
computer, invece che -BIP-, fa una breve versione de L'internazionale in
cantonese. Ho provato anche Crescent Moon Linux, la distribuzione di Al Qaeda, ma ho lasciato perdere alla selezione della partizione di root:
il puntatore era un piccolo aereo, la selezione un piccolo grattacielo
che prendeva fuoco. Mi è sembrato un po' eccessivo; ma soprattutto, non c'era l'opzione per un installer testuale, cosa davvero grave.
Niente da fare: il bisogno alla bocca dello stomaco era rimasto,
nonostante le 25 distribuzioni.
Ho formattato e reinstallato Windows, erano 3 giorni che non lo facevo
e cominciava ad essere instabile: nessun risultato utile per la mia
situazione, ma ora ci mette 7 secondi in meno a riavviare.
Solita sensazione alla bocca dello stomaco.
Ho cercato su motori di ricerca, mailing list e newsgroup
(alt.mouth.of.the.stomach.various), ho anche consultato un paio di
GNU/Linux HowTo a caso, per cui ora saprei usare Samba per condividere
una vasca di pesci rossi usando segnali di fumo come canale wireless. Chissà, può sempre tornare utile.
Ma di soluzioni per questa sensazione di bisgno nessuna. Niente, nix,
nada, nothing.

IN VISTA DI UNA SVOLTA

Alla fine ho fatto ciò che ogni informatica che si rispetti fa solo quando
è VERAMENTE alla frutta: ho chiesto ad un amico.
Aldo è un amico davvero stretto: a volte mi chiama anche se non ha un
problema con il sistema operativo. Ed ogni tanto parliamo anche di
cose che non hanno a che fare con il computer. Non che ci sia molto da
dire, ma ci provo perché sembra fargli piacere.
Qualche tempo fa, per esempio, mi diceva della sua bicicletta nuova.
Gli ho chiesto se ci girava Linux e lui mi ha guardato strano; però ci ho
provato. Comunque, ho chiesto ad Aldo.
Ci ha pensato un po' sopra, poi con una mano sulla spalla e guardandomi
fisso negli occhi, mi ha detto: "Secondo me tu hai bisogno di una donna".
Una donna! Normalmente mi sarei messo a ridere, avrei dichiarato che
ho bisogno di una donna quanto ho bisogno di una memoria USB a forma di
papero o di un Hub USB a forma di Godzilla. Però dentro di me, da qualche
parte, sentivo che poteva avere ragione: che forse era quella la mancanza
che avvertivo. Dopo tutto, io POSSIEDO una memoria USB a forma di
papero (USB 2.0, 256 Mega, si illumina quando si trasferiscono i dati:
http://www.thinkgeek.com/GADGETS/electronic/6a29 ed anche un Hub USB a forma di Godzilla http://www.charismac.com/Products/firedino/
Forse tutto ciò significa qualche cosa.
Forse ho cercato di sublimare delle carenze di affetto (eppure, chi puo'
resistere a un Hub USB a forma di Godzilla? Chi??).
Forse ho davvero bisogno di una donna, perché da un po' cambiare i temi di
KDE, gli zillioni di poligoni e raggiungere I'HI-SCORE mondiale di X-Bill
non mi entusiasma come una volta.

Una donna. Sono corso a documentarmi, ed ho scoperto che:
- le donne sono la parte femminile dell'essere umano, essenziali per la
riproduzione;
- non sono programmabili ad oggetti, anzi si arrabbiano moltissimo se
trattate come tali;
- contraddittoriamente, con loro è necessario usare metodi
particolari,
tali metodi non sono però documentati in nessun manuale di API:
cercando
"female handling howto" non si trova nulla di adatto a minorenni;
- preferiscono argomenti di conversazione su abbigliamento, profumi e cose
carine (cosa può esserci di più carino dell'Hub a forma di Godzilla? Gli
diventa rossa la bocca quando è connesso!);
- si incontrano FUORI, a meno che non ce ne sia già una in casa, per
cui parte dei problemi sarebbero già risolti (e ne nascerebbero altri). A meno
che non sia una "sorella" o una "madre", che non fanno al caso nostro
-gli informatici non hanno successo con le "donne". Strano: IO non ho mai
provato a gareggiare con loro, non capisco come sia possibile sapere
che non avrei successo.

AZIONE

Armato di tali conoscenze ho deciso di andare dove nessun informatico
è mai andato prima: a cercarmi una donna.
Seguono le mie osservazioni.

Giorno 1: uscito in strada, visto varie donne in giro. Trovarne una
non sembra poi così difficile.Ne ho avvicinata una che, però, mi ha
guardato con gli occhi sbarrati e si è allontanata affrettando il passo. Ho provato con un'altra, è successa la stessa cosa.Alla decima donna ho deciso di capire cosa c'è che non va in loro. Proverò a chiedere ad Aldo

Giorno 2: dice Aldo che dovrei vestimi in modo decente, farmi una doccia e
lavarmi i denti. Gli ho fatto notare che ero perfettamente vestito
(sandali, calzini verdi, pantaloncini corti, maglietta della Debian,
vestaglia da casa), infatti non avevo preso freddo e non ero stato
arrestato per atti osceni in luogo pubblico (mi è successo un paio di
volte, poi ho imparato che è meglio non avere organi genitali a
penzoloni). Gli ho anche ricordato che mi ero già fatto la mia doccia
mensile, nonché il mio lavaggio di denti.
Dice che non basta.
Cominciano a sembrarmi un po' esigenti, queste donne.

Giorno 3: lavato e vestito seguendo i consigli di Aldo: scarpe,
calzini scuri, jeans lunghi senza macchie, maglietta grigia, camicia senza loghi: è incredibile che ce ne fosse una in casa, doveva essere del mio
povero nonno.
Non mi sento per niente comodo ma sono riuscito ad avvicinare alcune donne senza che fuggissero.
Probabilmente il più è fatto.
Alla prima ho detto: "vuoi venire a vedere il mio computer? È un SMP a
quattro vie, 2 Giga di RAM, ricompila il kernel di Linux in dieci minuti e
fa uno zillione di poligoni al secondo". Lei mi ha guardato stupita, ha
detto "I don't speak English" e si è allontanata. Tutte io quelle strane
le trovo.
Anche la seconda ha fatto così. Pure la terza. Devo cambiare tattica. Aldo
consiglia di non essere troppo monotono con gli argomenti, di parlare
anche dei miei successi personali.

Giorno 4: sempre lavato e vestito (ma non farà male, tutto questo
sapone.), ho provato con "lo sai che Linus Torvalds ha risposto per mail
alla rata proposta di un nuovo modulo per il kernel?"; ma non ho avuto
successo.
Aldo consiglia di essere più giocoso.

Giorno 5: "Ieri a Ultima On-Line ho sconfitto il chierico nero di Asvalon
in uno scontro all'ultimo sangue, quasi mi batteva quando il suo minotauro
mannaro non-morto ha fatto il respawn, ma l'ho sorpreso con una pioggia di
meteore urlanti: non ha avuto scampo", niente anche questa volta.
Il mistero si fa più fitto.
Dice Aldo che per strada è di solito più difficile: dovrei provare in un locale.

Giorno 6: mi sono recato nel locale che conosco meglio: ho avvicinato una
donna al Computer Discount, stava guardando le stampanti e le ho spiegato
i vantaggi dei modelli a cartucce ricaricabili.
Sembrava interessata, però quando le ho proposto di venire a vedere
come si faceva a casa mia ha detto "no, grazie".

Giorno 7: questa volta nel settore masterizzatori: l'ho illuminata sulla
differenza tra DVD-RW e DVD+RW. Lei mi ha guardato decisamente
riconoscente, ed ho capito che era fatta. Le ho proposto di venire a
vedere come funzionavano i vari formati sui miei 6 diversi lettori
DVD, di cui uno solo ed unicamente per gli Anime in giapponese: ha esitato, ma poi ha detto di sì.
Stranamente, una volta a casa mia, si è portata la mano alla bocca, si
è girata e è fuggita urlando qualcosa che, a causa della mano, non ho capito
bene; credo "oiiioo checcchioooo", non ne sono certo.
Aldo dice che, prima di portare una donna a casa mia, dovrei eseguire
alcuni riti chiamati "riordinare", "pulire" e anche, pare, "lavare la
biancheria sporca che comincia a mostrare segni di colture verdastre".
Non so: io mi ci trovo bene, non capisco.
Ad alcune mutande sul pavimento mi ci sono affezionato, si muovono e
mi salutano quando passo.

Giorno 10: la pulizia ha richiesto più tempo del previsto. Alla fine sono
riuscito a sistemare tutto, peccato aver dovuto usare il lanciafiamme.
Sono sicuro che nel giro di qualche giorno l'odore di napalm se ne andrà.
Aldo dice che verrà a trovarmi per vedere come va. Per ora continuo
con le esplorazioni dell'universo donna. Dice Aldo che con locale intendeva un
locale notturno.
Sono andato in un pub, ho bevuto una birra e ho avvicinato una donna
che mi aveva sorriso (credo che il mio inciampare su di un gradino per poi
sbattere la fronte sul bancone abbia contribuito, ma noi seduttori non
ci preoccupiamo dell'origine delle occasioni che ci si presentano, ci
limitiamo a sfruttarle). Vicino al suo tavolo c'era una confezione di
ForzaQuattro. Le ho proposto una partita: l'illusa ha accettato. Ho così
dimostrato la falsità delle illazioni sull'insuccesso degli informatici
con le donne: ho vinto tre volte di seguito.
Poi le ho svelato il mio segreto: a ForzaQuattro non mi si batte. Le
ho parlato alcune ore della mia abilità, di come sono invincibile,
imbattibile, immarcescibile; lei ascoltava molto colpita, ma
stranamente rifiutava di giocare ancora. Poi si è coperta il viso con un cuscino e ha finto di dormire: chiaro segno di interesse. Così le ho raccontato delle mie ultime 23 partite al torneo intercontinentale.
Per qualche ragione non è voluta venire a vedere i miei 10 modelli diversi
di ForzaQuattro.

Giorno 12: ieri ho riprovato con la mia abilità a ForzaQuattro, con il
mio computer e con le mie gesta nei giochi di ruolo: incredibile, non ho avuto
successo nemmeno questa volta. Queste donne sembrano proprio aliene:
si interessano solo di chi parla di cose inutili.
Questa sera, però, è venuto Aldo a trovarmi, era diverso dal solito. Avrei
dovuto accorgermene subito. Le calze a rete mi avrebbero dovuto
mettere sulla buona strada.
Anche i tacchi a spillo. Se non altro, la scollatura e quello che c'era
dietro alla scollatura. Ma ero distratto.
L'ho fatto entrare, si è guardato attorno ed ha detto "carino, meglio
dell'altra volta. Credevo però che tu avessi una carta da parati verde".
"Era muffa" ho risposto.
"Volevo chiederti che fine avevano fatto i rilievi floreali in bagno, ma
forse è meglio di no" ha aggiunto.
Si è avvicinato. A quel punto ho notato qualcosa. Forse la scollatura.
O il rossetto: decisamente devo aver notato il rossetto. O i capelli. Forse
il profumo muschiato. Insomma, qualche cosa ho notato, mi sono accorto
che Aldo era diverso dal solito. Che mi guardava in modo diverso dal
solito. "Non mi chiamo Aldo" ha detto Aldo non-Aldo, fissandomi negli occhi. Anche io provavo a fissarlo negli occhi, giuro: ma c'erano tante cose che stavo notando in quel momento. Soprattutto due. Dietro la scollatura.
"Mi chiamo Katia, ho finto di essere Aldo per tutti questi anni perché
stavo scrivendo un libro sulla comunità informatica italiana: volevo
vedervi al naturale. Se mi fossi presentata come donna, mi avreste
trattata diversamente"
"." ho ribattuto prontamente, e con il mio solito spirito ho aggiunto:
"...".
"Ma ora basta. Ho consegnato il libro, non devo più mentire: soprattutto a
te.
"...!" ho risposto.
Colpita, Katia ha sorriso e ha detto: "Baciami, stupido!"

Giorno 13: Katia mi ha fatto buttare l'Hub a forma di Godzilla, ma non
importa: tra di noi va bene e non sento più quella sensazione allo
stomaco.
Ho dimostrato così che anche un informatico può sedurre una donna,
basta che sia una scrittrice che si finge un uomo per documentare un libro sulla comunità hacker.
Buona fortuna a tutti i lettori.

Template 1.0 per il Planet

Dopo ore e ore di indecisione (e latenza della template azzurrina di prova) mi sono buttato a riscrivere il foglio di stile per il planet. Da scarna che era la template ci ha messo poco a diventare quello che è ora, e devo dire che è venuta fuori una gran bella roba.

Certo, va ancora un po' rifinita, ma mi piace, l'ho fatta io, e quell'arancione che si può notare da tutte le parti è un piccolo tributo a Ubuntu. :D

Se non piace, pazienza... bisognerà aspettare l'inverno, allora farò una template bianca-azzurra che sicuramente piacerà a tutti. Per adesso, beccatevi l'arancione.

Planet Bl@ster: si comincia!

Visto che cominciavo da tempo ad arrugginirmi con le mie smanazzate di codice (è da quando ho finito il tema della Home che non tocco più una stringa), ho cominciato ad interessarmi ad altro, infatti avrete notato che durante la malattia non ho postato, ma solo perchè ho avuto un blocco riguardo le idee (che ora invece ci sono), e me ne è nata una, malsana ma che ho deciso di portare avanti. Ho visto che tutti i siti più importanti hanno un loro Planet, cioè un aggregatore di feed RSS, che raccoglie i feed di tutti i più importanti sviluppatori. Ho cominciato a interessarmi di Planet, così stamattina ho preso, ho scaricato e ho installato sul server il motore Moonmoon.

Il motore è già fatto, ma comunque per un'estetica più decente si deve editare a mano il file CSS (che è l'unico file estetico), e avere un bel po' di coraggio. Ho modificato un sacco di file del motore per fargli scrivere quello che voglio io nella maniera che voglio io, e modestia a parte è venuta fuori una grafica carina (mancano ancora le immagini, ma si può rimediare). Devo fare le utime modifiche, e in seguito aggregherò al Planet tutti i siti amici della sidebar, più eventuali richieste che dovessero pervenire. Da ricordare che il Planet non è da prendere come un'iniziativa seria, è solo un esperimento che sto facendo con Moonmoon e me stesso... comunque in tutto questo polpettone di post ancora non vi ho dato il link; provvedo subito:

Planet Bl@ster

Visitatelo in molti! Adesso mi fiondo a caccia di blog da aggregare... :D

Malattia

E niente. Solo un post per segnalare che il maledetto attacco batteriologico nei mie confronti non è finito. Allego foto del sottoscritto che combatte per salvare la pelle.

Io che combatto la malattia. Dite la verità, non sono sexy vestito da cavaliere?

Linux: pregi e difetti di un prodotto multifornitore

Sempre più spesso, istigando le persone che mi circondano contro Windows per spingerli a mettere su una modesta Linux-Box (com'è successo per esempio al mio amico Jude), sento una frase ripetersi sino alla noia, una frase che però mi ha portato a molte riflessioni:

Ma come, non c'è un solo Linux? Noooo... sono troppi...

infatti il nuovo utente si sente letteralmente spaventato: viene infatti da un mondo dove tutto viene costruito per lui da una sola persona (o azienda); non si deve "andare a scegliere" tutto, fin nei minimi dettagli.

Il newbie, se così vogliamo chiamarlo, è terrorizzato da questa realtà, dove la prima cosa che sente è libertà... ma forse per lui anche troppa. Stessa cosa succede non solo ai nuovi utenti, ma anche ai veterani del ramo commerciale, che continuano ad affidarsi ciecamente a Red Hat, non prendendo minimamente in considerazione altre scelte che farebbero risparmiare un sacco di soldi, e forse risulterebbero molto più valide per certi utilizzi. Tornando però al discorso del nostro niubbo spaventatissimo dalla giungla di distro che si pone intorno a lui: adesso bisogna porsi la fatidica domanda... e cioè: tutta questa libertà, tutta questa pluralità, è un bene, o è un male? Dobbiamo considerare il fatto da molteplici punti di vista: mettiamo il caso che il nostro amico newbie voglia effettivamente installare Linux. Arriviamo a casa sua con il bel CD arancione, si, quello di Ubuntu (che altro?), e lui fa "Ah, finalmente, oggi installo Linux!" Per sentirsi rispondere: "No, tu oggi ti installi Ubuntu." Oppure può darsi che lui già sappia tutto ciò, ma in ogni caso bombarderà noi poveri installatori di domande (ovviamente ad hard disk già formattato) tipo: "Ma ora _nome_di_gioco_famoso_ mi parte su Linux?" E quindi via con l'installazione del dual-boot. Comunque l'unico difetto di un prodotto multifornitore come Linux potrebbe stare nel fatto che se qualche sparuto utente dovesse scaricare un RPM, dopo dovrebbe convertirlo... ma questo non accade quasi mai, visto che i repository delle più note distribuzioni sono sempre stra-forniti. Io in questa strategia (a parte il disorientamento del nuovo utente, che non fa proprio bene all'immagine del prodotto finale) non vedo altro che pregi: si può consigliare la distro più congeniale, oppure la più fornita. Ai nuovi utenti io consiglio sempre Ubuntu: per me è il simbolo perfetto di facilità d'uso, è fornita di tutto quello che serve ad un desktop con tutti i crismi, le release sono sempre puntuali e ha un aggiornamento di versione in versione che è a prova di idiota (o di n00b?). Ad uno che vuole il sistema più stabile del mondo, si consiglia Debian, a un maniaco delle prestazioni Gentoo... a un pazzo che stanno per rinchiudere in manicomio Slackware (non intendo scatenare polemiche, spiegherò poi perchè la penso così su Slackware, e soprattutto, per la gioia di molti, con questa ho avuto un'esperienza diretta). Inoltre è possibile personalizzare la propria distro fino a renderla irriconoscibile, pur mantenendone un core stabile e funzionante... e soprattutto mantenendo un core in grado di ricevere gli aggiornamenti (e che fai, te li scrivi da solo?)! Io, per esempio, ho scelto Ubuntu per le ragioni di cui sopra, e ricevo sempre una marea di aggiornamenti visto che il mio sources.list è una cosa immensa :D

Un altro contro di Linux come prodotto multifornitore è il fatto che, a meno che non siamo utenti "fermi", le distribuzioni tendiamo a provarle un po' tutte... ma questo a me piace: è un simbolo di libertà, poter installare quello che mi è più congeniale. Ad esempio odio la strategia che Microsoft ha verso l'utente: si tende a tenerlo sempre con gli stessi programmi, che alla fine usano tutti, cioè lo squallido Media Player, Internet ExploDer, e tanti altri, che hanno a loro volta alternative libere anche sul sistema più odiato della galassia¹. Adesso passo la palla a tutti i passanti: c'è qualcosa che non ho detto, o qualcosa su cui non siete d'accordo? Beh, i commenti sono quì apposta!

[1]: provate un po' a indovinare di chi si parla... :D

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