Alessio Biancalana Grab The Blaster di Alessio Biancalana

I miei videogiochi, oggi (Sagra IndieWeb 2026 - Marzo)

Quando Xab mi ha chiesto se volessi scegliere io il tema della Sagra IndieWeb per Marzo, sono stato perplesso per qualche secondo. Ultimamente mi occupo di cose molto di nicchia, sempre più spesso mi rifugio in attività solitarie e che mi fanno trovare pace, e allora come potevo scegliere qualcosa che interessasse a tutti? Poi mi è venuto in mente che una di queste cose è sicuramente solitaria, ma in realtà interessa un sacco di gente (almeno nella mia prossimità): i videogiochi. Nello specifico cercavo anche una scusa per parlare di un acquisto che ho fatto, proprio complice lo stesso Xab che ne parlava nella sua fedi-bio: il Miyoo Mini Plus. Ma andiamo con ordine.

Tutti i JRPG della mia vita

Non scrivo spesso di videogiochi, anzi, ma questa estate sono rimasto ovviamente come tutti ipnotizzato da Expedition 33. Per chi non lo conoscesse, è un gioco uscito l’anno scorso che raccoglie a piene mani da tutta la tradizione JRPG per consegnare al giocatore una storia veramente clamorosa condita da delle meccaniche di gioco che sì, sfruttano il combattimento a turni, ma lo svecchiano parecchio. Descritto dagli esperti del settore come di un’innovatività senza precedenti, in realtà a me ha smosso qualcos’altro: le meccaniche del battle system di Expedition 33 infatti più che essere “nuove” di per sé trovo che prendano vari elementi da The Legend Of Dragoon, che per me è sempre stato un gioco sottovalutatissimo, ma anche da Chrono Trigger, e da tutta una serie di titoli che gli appassionati di JRPG hanno sicuramente molto a cuore.

Quello che è stato fatto con Expedition 33 non è tanto fare qualcosa di nuovo, ma riuscire a trovare la salsa segreta per massificare il JRPG in una declinazione che pur mescolando ingredienti già disponibili, risulta comunque molto fresca. I miei complimenti agli sviluppatori per questo.

Data la mia lungaggine, adesso vi voglio sorprendere: non era però di questo che volevo parlare. Expedition 33 mi ha fatto pensare che c’erano ancora tantissimi videogiochi della mia infanzia che non avevo mai finito. In particolare, Final Fantasy VI1. Da lì, ho comprato per la mia Switch la Pixel Remaster dei Final Fantasy (dal primo al sesto).

E me li sono finiti tutti. Non starò qui a perdermi in lungaggini anche su questo, ma è stato meraviglioso. Poi è stato il turno di Final Fantasy VIII, che non ero mai riuscito a finire2. Dopodiché ho ripreso il mio salvataggio di Final Fantasy X, fermo al boss finale da troppo tempo, e ho finito anche quello.

Miyoo Mini Plus

Sull’onda di questa ripresa di giochi di quando ero piccolo o quasi, mentre ero in viaggio di nozze ho cominciato ad accarezzare l’idea di avere un handheld più piccolo della Switch su cui far girare giochi emulati, e ne ho parlato ripetutamente con Simone (che invito anche a rispondere a questo post, se vuole). Simone è un appassionatissimo di tutta questa roba, e parlando del Miyoo Mini Plus che avevo già adocchiato mi ha confermato che l’avrei amato.

A gennaio è entrato in casa il Miyoo Mini Plus. E devo dire che non ho mai apprezzato così tanto una console portatile. Ovviamente pesa tantissimo il fatto che te lo mandino con una SD piena di giochi (alcuni abbastanza incogniti, tra l’altro). Nemmeno il tempo di aprirlo per bene e già mi ero infognato malissimo su Pokémon Trading Card Game (il primo), che ho finito a tempo di record. Bellissimo.

Chrono Trigger, i vecchi giochi dei Pokémon, Golden Sun, i Final Fantasy Tactics, e chi più ne ha più ne metta: finalmente è tutto a portata delle mie adulte manacce, ora in grado di finire tutta questa roba (a volte anche capirne la storia, perché ovviamente quando eri piccolo spingevi tasti a caso e l’inglese non era proprio il top in quanto a comprensione). Lo trovo immensamente terapeutico.

La morale (se ce n’è una)

Cosa ci vuole dire l’artista, quindi, con questo articolo? Niente. Semplicemente mi è successa questa cosa bella e la volevo raccontare.

La volevo raccontare perché nella vita ho sempre videogiocato, ed è sempre stata una consistente parte di me, tanto che Agnese dopo un po’ che stavamo insieme ha ricominciato a giocare anche lei. Per non parlare del rapporto che ho col gioco in generale. Ma fermandoci ai videogiochi, avevo comunque continuato a farlo “distrattamente”, passando da un gioco all’altro sfruttando solo la dimensione ludica della cosa. Questo piccolo viaggio che ho fatto e che grazie a questa nuova fregnaccia portatile continuo a fare è stato per me una piccola riconnessione, e una chiusura di un cerchio che mi ha fatto bene.

Lo so che sembro un pazzo a dirlo così, ma tant’è. Ci sono volte in cui sicuramente ognuno di noi sente di essere cresciuto troppo in fretta: per me i videogiochi hanno, adesso, anche la funzione di riconciliare il bambino con l’adulto.

  1. A mio parere uno dei migliori della saga, se non quasi il migliore. Non il migliore in assoluto perché secondo me Final Fantasy VII è comunque imprescindibile. Diciamo che se Final Fantasy VII ricopre quel ruolo, però, a mio modo di vedere, è grandemente merito del suo troppo bistrattato predecessore, dove la Square ha veramente trovato modo di sperimentare con tecnologie fuori scala e una storia, oggettivamente, della madonna. 

  2. E devo dire che rigiocarlo mi ha dato una spinta incredibile perché l’ho sempre apprezzato ma mai abbastanza. Invece leggendo anche dei libri e degli articoli stavolta ne ho apprezzato tantissimo tutto il meta e l’innegabile aspetto filosofico che si porta dietro. 

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