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Twitter - melius deficere, ma deficere bene

Stasera aspettando che un amico si unisse alla sessione di D&D giocata su Google Hangout, ho letto un interessantissimo post di Merlinox sulla forza di Twitter e, beh, un po' di collaterali che fanno pensare.

Melius deficere quam abundare, dice Merlinox, che però in sintesi vede Twitter abbandonarsi alla vipperia e ad alcune cose che importate da altri modelli stanno secondo lui rovinando il modello di networking su cui si basa la piattaforma. Il post è vecchio, banalmente: è del 2011, riportato su da lui stesso come caveat per l'introduzione da parte di Facebook degli hashtag, ma mi offre uno spunto di riflessione mica male.

È vero infatti che il principio KISS sta alla base di Twitter e del suo successo, ma dal 2011 sono cambiate un paio di cosette che rendono addirittura quel KISS insufficiente. Da un paragrafo stesso di Merlinox infatti, riporto alla lettera:

Una deficienza sopperita dalla sua nativa propensione all’apertura: sono migliaia i servizi che si basano sul login di Twitter, e successiva divulgazione, per offrire dalla chat a messaggi estesi, allo stream, alle foto. API semplici che consentono agli sviluppatori di integrare i loro sistemi in poche righe di programmazione. Un successo: tecnologicamente e geekamente un successo.

twitter

Era così nel 2011. Adesso purtroppo le cose sono cambiate in molto peggio: Twitter ha creato una nuova API, limitando le possibilità agli sviluppatori (paganti e non, gestendo il proprio business sostanzialmente in maniera sbagliata: non ho mai sopportato i token ristretti), e pur rimanendo un fornitore di codice e toolkit non indifferente adesso ostacola sviluppatori che creano valore rispetto a contenuti prodotti da utenti che possono restituire "ROI" in un certo senso sia a Twitter che ad altri - un esempio su tutti, il caso di Tweetbot per Mac, client stupendo tagliato fuori per banali token terminati.

Il succo del discorso quale è? È che ci troviamo palesemente davanti al fallimento del melius deficere perché quello di cui parla Merlinox non c'è più. La compensazione naturale tra codice, API, e semplicità delle stesse, dell'interfaccia e del contenuto, è venuta a mancare, col tempo, e alcuni sentono questa mancanza come opprimente.

Ha senso quindi adottare una metodologia di sviluppo di un servizio del genere, in stile less is more, come unico criterio? Oppure dobbiamo farci il nostro diagrammino, e sviluppare qualcosa (anche un chipset, non crediate) e bilanciare la mancanza di qualcosa con l'abbondanza di qualcos'altro? È meglio quindi deficere in qualcosa, ma deficere bene, deficere per una scelta, e fornire dei pro perché quella scelta non rappresenti necessariamente un contro.

Ed è proprio per questo che a marzo parlavo di nuove backbone, paragonando Google+ e altre soluzioni come App.net, che da questo punto di vista mi piace parecchio.

Photo courtesy of Coletivo Mambembe

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