Alessio Biancalana Grab The Blaster di Alessio Biancalana

La Rete come layer sovrapposto alla vita

Oggi mi è successa la cosa più bella del mondo - almeno prendendo come esempio la gamma di cose che possono piacere ad un nerd come me. Stavo uscendo dalla metro A (Colli Albani, per la gioia degli stalker), e proprio sulle scale ho notato una ragazza appostata, con lo smartphone puntato verso di me, o meglio verso l'uscita. Stava catturando con la sua fotocamera i passanti; sono stato colto dal suo obiettivo, e mi sono prontamente girato a guardare, una volta superatala, cosa facesse: mi stava mettendo su Instagram.

Questo ha scatenato in me una reazione primaria e una riflessione secondaria. La reazione primaria è stata quella di chiederle di menzionare @dottorblaster al momento della messa online, così avrei ritrovato la foto in mezzo all'overflow di contenuti; purtroppo mi sono vergognato, quindi anche cercando in vari hashtag non ho trovato una beata mazza. La riflessione secondaria invece è stata più profonda (ovviamente :D), e cioè che la rivoluzione della rete, almeno per early adopter et similia, può dirsi compiuta, perché grazie a smartphone e social media così pervasivi ogni istante che viviamo può essere messo online in vari modi - e spesso il talento di un vero blogger o un comunicatore è proprio quello di saper scegliere il mezzo più adatto al momento.

Droid we are lookin' for

Tutto questo ovviamente si coniuga nel mio "menzionami su Instagram" ad una completa sconosciuta; non più il virtuale che estende i suoi tentacoli ad un mondo reale arretrato, ma finalmente una dimensione reale che compenetra i confini del nostro second self - e ci costringe a fondere le due cose. È vero per tutti? Beh, no: ci sono persone che scindono la loro presenza su alcuni social network dalla vita reale, tuttavia a volte fanno uno strappo alla regola.

E il futuro? Il futuro è fatto di strappi alla regola, per tutti. Il blasonato concetto del quarto d'ora di celebrità si espande e non risulta quasi più calzare alla perfezione.

Photo courtesy of Stéfan

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