Adesso ti dico la verità

Over the past two years, we’ve delivered Flash Player for mobile browsers and brought the full expressiveness of the web to many mobile devices.However, HTML5 is now universally supported on major mobile devices, in some cases exclusively. This makes HTML5 the best solution for creating and deploying content in the browser across mobile platforms

Ok. Adesso che anche Adobe stessa ci ha detto che Flash per la distribuzione di contenuti web interattivi fa cagare, vogliamo smetterla di fare ‘sti sitacci in Flash, che le aziende nel 2011 ancora vanno in giro con la barra di caricamento e il bottone grande come un mio pugno (e vi assicuro che il mio pugno è gigantesco) con scritto “Entra” quasi in maniera supplichevole, a caratteri cubitali?

Grazie per l’attenzione.

Posted in Informatica | 11 Comments

Global Sustainibility Jam 2011 – sintesi.

Tornato alla routine quotidiana, analizzo freddamente (o caldamente, come vi pare, ma un avverbio strafigo ci stava tutto) ciò che mi è successo in questo weekend: ho partecipato infatti alla Global Sustainibility Jam 2011. Comincio dal finale: è stato assolutamente epocale. Le presentazioni sono state tutte meravigliose, sono stati proposti dei progetti che possono cambiare il mondo nel campo della sostenibilità e della parola chiave di questa jam, che era “Playground”.

Personalmente, ciò che ho apprezzato di più è stato Guerrilla Playground (qui la loro pagina Facebook), il progetto di rivalutazione degli spazi urbani inutilizzati (ma anche utilizzati hahah) come campo di gioco temporaneo ideato dal nostro bravissimo Tomas Mancin, membro di Hopen e soprattutto architetto molto molto capace. Io, Simone, e gli altri membri presenti, ci siamo dati parecchio da fare per evangelizzare la folla sul nostro progetto, ma lo scopo principale della nostra presenza è stato godersi la jam in compagnia: anche le altre piccole creature sono state assolutamente all’altezza di Guerrilla Playground, e un mio personale ringraziamento va ai ragazzi del team Melopresti (LOL) con cui ci siamo sopportati per due giorni a vicenda senza dire a né ba :D

Non avevo mai fatto una jam di progettazione, ed effettivamente è stata un’esperienza costruttiva sia per la mia vita professionale che per la mia vita sociale: ho conosciuto tanta bellissima gente, un sacco di nerd, un sacco di meno nerd, ma nel complessivo persone con delle storie dietro e tantissime idee nella testa. Senz’altro il mio ego ne ha beneficiato, anche se mi sono sentito da una parte troppo “essere divino sceso sulla terra”, dall’altra troppo uno schifo perchè potevo disegnare meglio, quando il mio schizzo ispirazionale ha ricevuto abbastanza smile da essere scelto per essere realizzato.

Le cose storte ci sono state, ed è stata un’esperienza significativa anche per imparare dai miei fallimenti e fare tesoro di ciò che ho appreso per non dover mai rifare gli stessi errori. Grazie mille, infine, a Cristiano che è un figo, a tutti gli organizzatori, e a tutti i mentori, dai quali mi sono sentito in dovere di rubare il know-how che mi mettevano a disposizione.

Posted in My Life | 1 Comment

La posta del Quore #1

Ho deciso di iniziare questa rubrica con tutte le richieste di cose più o meno strane che mi arrivano per email o messaggi privati di qualsiasi genere, perchè a volte scrivo delle cose in mail, poi effettivamente mi rendo conto che sarebbero utili un po’ a tutti.

Iniziamo quindi con un lettore che preferisce rimanere anonimo, e che mi pone un quesito interessante.

Ehi Alessio, a natale pensavo che forse potrei togliermi lo sfizio di prendere uno smartphone… pur non avendone uno, mi sono abbastanza informato e a conti fatti non c’è nessuno di cui mi fidi oltre a me stesso per un’opinione, a parte te, quindi quando avrai tempo magari dammi qualche consiglio :)

Pur usando linux non sono un integralista e wp7 sembra un buon prodotto, seppur con alcune limitazioni… hai mai avuto occasione di provarlo?

In ogni caso sono molto più portato verso android… non volevo spendere molto, ma a quanto pare sembra che serva minimo un procio da 1ghz per farlo girare discretamente bene.. quindi si gira attorno ai 300€. ci sonno molti terminali disponibili attorno a questa cifra, non essendo un particolare cultore dell’estetica, peso la scelta sul software..sembra che non tutte le compagnie siano in grado di migliorare android “stock” (vedi samsung e il suo launcher laggoso) o che riescano a garantire gli aggiornamenti/farlo in tempi accettabili (vedi lg).

In sostanza ho addocchiato

  • HTC Desire S
  • LG Optimus Dual
  • Nexus S

Il primo è carino, mi sembra che la Sense porti *effettivamente* miglioramenti più che lag (confermi?). Però HTC sta rilasciando così tanti terminali che non so se riuscirà a garantire l’aggiornamento a Ice Cream Sandwich.
Il secondo è un dual core, che ora come ora non è che viaggi più veloce degli altri con la 2.2, presumo che con gingerbread o ICS la situazione migliori di molto…
L’ultimo ha gli aggiornamenti garantiti essendo un googlefonino (quindi in ogni caso ho il culo parato).

In sostanza se scelgo uno dei primi 2 probabilmente dovrò affidarmi*esclusivamente* a versioni moddate di Android, con un Nexus invece no.. .xda è molto attivo per quello, ma non conosco il livello di qualità/disponibilità futura delle varie mod…

So che il messaggio è piuttosto lungo, puoi rispondere (o no) con calma eccetera. mi dispiace rompere le balle a te, ma 300€ non crescono sugli alberi e come ho già detto tutti i possessori di smartphone android che conosco lo usano così come sono usciti dalla fabbrica… uno solo di loro, per dire, sa che sotto c’è linux :)

Aggiungendo a posteriori che io Windows Phone 7 l’ho provato e m’è sembrato una gran cagata, ma devo ammettere di averlo testato superficialmente (mi affascina di Windows il fatto che sia scritto in C++… come KDE del resto), devo essere sincero? Ho poche risposte per te (o molte, dipende da come la vedi.).
Quello che posso dirti è che Optimus Dual ha una buona comunità dietro, e soprattutto LG accetta terminali moddati in assistenza. Ha un dual core e non dovrebbe avere problemi con una 4.0, comunitaria o ufficiale che sia ;);)
Desire S ASSOLUTAMENTE NO, ha il bootloader bloccato, criptato e devi comprare un cazzillo che costa 100 pound per unlockarlo.

Nexus S, discorso a parte. Nonostante le caratteristiche meno strong, comunque è un gphone, e questo lo pone su un piano decisamente superiore. Ha un form factor decisamente superiorea tutti, si difende benissimo e va che è un piacere. Io propenderei per un Nexus, perchè di riflesso (HTC Desire, device parallelo del Nexus One) so cosa significa avere un terminale che ti garantisce la piena google experience.
Quello che dici è verissimo comunque, il futuro di Optimus Dual è un po’ incerto anche se credo che presto CyanogenMod lo inserirà nei device supportati.
Ti consiglio il Nexus, anche perchè rootarlo è facilissimo: fastboot oem unlock, push di superuser.apk e del binario di su, e hai finito ;D

Hai comunque ragionissima: non tutte le compagnie sono in grado di migliorare Android stock, anzi: IMHO c’è riuscita solo Xiaomi, con MIUI, che è veramente un prodotto d’eccellenza il quale apporta modifiche pesanti ad Android modificandone persino la struttura base. Per il resto, le interfacce proprietarie a me non piacciono (Touchwiz, Motoblur), o sono carine ma non le ritengo necessarie (Sense UI), quindi spingo sempre qualcosa che monti un sistema AOSP e che ti dia aggiornamenti garantiti, come un Nexus. :P:P

Posted in Android, La posta del quore, Linux | 16 Comments

Debian su SPARC – ce la feci

(Non fate battute sul titolo o vi ammazzo)

Finalmente ce l’abbiamo fatta. Con la collaborazione di qualche valoroso cavaliere del Kernel Rotondo sono riuscito a buttare una Debian funzionante sullo SPARC  che è arrivato qualche giorno fa al LUG di Tor Vergata. Ovviamente non vi dirò che era chissà quale problema, ma la semplice verità, ossia che bastava invertire l’attacco del lettore DVD collegato alla macchina per farlo andare correttamente: dopo aver dato il famigerato boot cdrom di cui OpenBoot aveva bisogno, mi sono sentito rispondere Welcome on Debian sul monitor, e ho visto la nostra workstation Sun cominciare a fare il boot. Mi sono quasi emozionato :D

La procedura d’installazione non ha richiesto grandi abilità, è stato come bere un bicchier d’acqua: tutto funziona e ora quella macchina credo sarà uno dei nostri server di punta. Intanto c’è un Windows ME da esorcizzare, su cui ci impegneremo presto.

P.S.: abbiamo un sito ufficiale del LUG ospitato direttamente sotto uniroma2.it. Visto che figata? Poi dicono che i soldi dei contribuenti non sono ben spesi. :P

Posted in Linux | 2 Comments

Incontri ravvicinati con un UltraSPARC

Sono giorni di lavoro, lavoro e ancora lavoro, tuttavia tra una cosa e l’altra abbiamo trovato il tempo di aprire anche il LUG dell’Università Tor Vergata. All’interno della nostra alcova nerd da qualche giorno si trova un nuovo piccolo gioiello recuperato da uno scantinato, un bel Sun SPARC Ultra5, con sopra una Gentoo parecchio vecchia e un po’ malmessa; la mia iniziativa è stata quella di scaricare varie ISO di Debian per SPARC e provare a farci qualcosa.

C’è un problema però: a quanto pare il DVD che abbiamo masterizzato non risulta bootabile (e si, in caso ve lo steste chiedendo, la workstation *è dotata* di lettore DVD). OpenBoot di Sun dice che non gli piace, che è peggio dei broccoli, e che, soprattutto, non risulta un file eseguibile; mi sto addentrando nel mistero. Spero che si risolva tutto con una nuova masterizzazione fatta da me a casa, anche se mi sa che dovremo ricorrere a soluzioni più arcane come il boot via rete, o il boot da floppy.

ok boot cdrom

Posted in Linux | 6 Comments

L’esperienza social prima e dopo il “contatto”

Negli ultimi giorni mi sono fermato a pensare ad alcuni aspetti di quella che è la social life, in particolare italiana, ma anche del resto del mondo, anche se non ho dati sufficienti sul resto del mondo. Assumendo per ipotesi però che tutto il mondo è paese possiamo estendere questi miei piccoli pensieri dalla nazione italica (n) al mondo (n+1). Quello che ho ideato è ovviamente come al solito malsano e nocivo per le vostre menti, quindi onde evitare di prendermi davvero sul serio, sappiate che è tutto frutto di del cazzeggio, mica di cose vere e di studi effettuati a tavolino. La mia esperienza, nient’altro.

Partiamo con un esempio: molto tempo fa, secoli, anni, eoni, ere, antani, ho conosciuto Piplos, su questo bel forum, e abbiamo cominciato a parlare così tanto, ma così tanto, ma veramente in una quantità così inusitata che è successo che poi col tempo siamo anche diventati – colpo di scena – amici. E da amici poi abbiamo cominciato a condividere l’uno con l’altro reciproci aspetti della nostra vita, dalle passioni a quello che mangiavamo per pranzo. È successo poi che abbiamo deciso di incontrarci, dato che, per una fortuita coincidenza, mi sono recato in vacanza in un paese che era poco distante dalla sua terra natale, così è venuto a beccarmi lui, di persona, e sin da quando l’ho visto qualcosa è cambiato.

La stretta di mano, convenzione sociale fisica, ha improvvisamente allargato la banda della nostra comunicazione e, detto molto ingegneristicamente, il throughput dei nostri messaggi è aumentato in maniera esponenziale. Questo cosa significa? Ma è semplice, significa che davanti a me avevo comunque una persona fisica, non fatta di bit, che oltre che con le parole mi narrava di sé con la gestualità, con il movimento degli occhi, e parlava anzichè scrivere. Così l’evento si è ripetuto, e dato che lui sale spesso a Roma, abitualmente si fa sentire e usciamo a goderci un po’ la città (e generalmente un Legendary all’Hard Rock Cafè).

Ho usato Piplos come esempio perchè è una delle amicizie più antiche che io abbia stretto online, ma anche la mia amica Alice è un buon esempio: certo non posso dire che la nostra esperienza sociale da quando ci conoscevamo solo in maniera “informatica” a quando poi siamo usciti una sera per un gelato sia rimasta la stessa cosa. Anzi: quando si approccia una persona conosciuta online, anche se si sono viste foto di questo individuo o si ha a disposizione l’intero profilo psicologico, la relazione rimane comunque qualcosa di incompleto; che può essere, per carità, sufficiente persino ad innamorarsi ad esempio di alcuni aspetti dell’interlocutore, ma è qualcosa di più asettico.

In ogni caso, è certo che un buon ingegnere sociale che punti alla schiusa del soggetto debba avere nel proprio bagaglio una serie di atteggiamenti validi in entrambi i casi, ma soprattutto un buon pool di comportamenti e gestualità da adottare per l’accesso alle informazioni in modalità online, ed un certo numero di approcci già verificati e funzionali nel caso in cui invece il soggetto a cui carpire i dati sia presente fisicamente, in carne ed ossa; se dunque il confidare delle informazioni coperte da presunto segreto può essere una motivazione abbastanza sufficiente per ottenere fiducia presso il bersaglio, in un incontro fisico offrire un caffè può essere già un buon primo passo.

Insomma, deriva socialingegneristica a parte, comunque è chiaro che conoscendo un individuo online, non possiamo comunque prevederne tutti i comportamenti, ma solo un ampio spettro che sarà comunque da completare con una profonda conoscenza fisica, durante la quale saremo comunque matematicamente sorpresi dalla vastissima gamma di gestualità che il soggetto adotterà, e noi non ci aspetteremo.

Posted in Informatica, My Life | 6 Comments

Il delirio nerd

Stamattina ero bloccato nel traffico ed effettivamente mi ha colto un pensiero non indifferente, sia in quanto a contenuto che come momento epifanico-catartico.

Ho pensato infatto che le trecce figherrime interoperabili dei cosi blu di Avatar siano il miglior esempio di standard de facto applicato al plug and play che si sia mai visto nella storia del cinema.

Ora potete menarmi.

Posted in My Life | 15 Comments

Ventuno.

Apro Wikipedia e controllo un po’ di cose.

Ventuno è il numero naturale dopo il 20 e prima del 22. È un numero difettivo. È l’ottavo nella successione di Fibonacci. Servono almeno ventuno quadrati distinti per comporne uno grosso. È numero ottagonale, fortunato, nonchè di Harshad.

L’alfabeto italiano ha ventuno lettere, ventuno poi è anche la porta raccomandata per FTP.

Ma soprattutto è il numero dei miei anni oggi: questo nuovo genetliaco porta tanta roba con sé. Il primo grosso regalo mi è già arrivato: con il lancio di Hopen, ho cominciato a pensare di potercela davvero fare, e da quel venerdì sera credo di aver capito tantissime cose su come funziona il mondo e soprattutto su come funziono io. Oltre il boot meeting di Hopen, che è un progetto in cui sto davvero mettendo me stesso, sono giunte soddisfazioni anche dalla vita universitaria; un’opinione forte sul sottoscritto di un paio di prof la cui stima mi rende davvero felice, nonchè poi il resto. È stato un anno ricco, infatti: ho fatto tanti test, tante prove, tante recensioni e mentre avevo vent’anni ed ero giovane e forte ho anche (e continuo) scritto fiumi di parole su OneOpenSource, con quel santo di Matteo a sopportare i miei scleri. Ma, oh, che ci volete fare, è il genio dell’artista.

Ventuno. Dio mio. Ventuno.

Posted in My Life | 56 Comments

Ubuntu 11.10, le mie impressioni

Oggi mi sono trovato per qualche minuto senza avere niente da fare, attendendo che venissero completati dalla mia macchina vari task (imparate: l’automazione è la cosa più bella che l’essere umano abbia inventato); così, ho deciso di impiegare una trentina di secondi per mandare in esecuzione un debootstrap su una partizione vuota ed installare a manina Oneiric, cosa che viene fatta in circa cinque minuti, più due di setup finale, avendo a disposizione una buona banda e residuati bellici di ben dell’intelletto.

Quando è stato tutto pronto ho fatto il primo boot e ho messo le mani sulla distro: non c’è dubbio che Canonical come ho detto più volte stia facendo un buon lavoro, e se uso Arch Linux è solo per il mio stranoto sadomasochistico fustigazionismo nerd; Unity risulta ben curata, assolutamente coesa, e in grado di offrire un’esperienza utente decisamente superiore, ove possibile, se confrontata con quella della precedente versione della distro africana. L’uso del branch di sviluppo di Compiz comporta la morte civile in caso di smanazzamento dei settaggi, ma poco male. Sono dell’idea infatti che un paio di bacchettate sulle mani ai troppo smanettoni ci vogliano… e con questo non intendo dire che sono favorevole all’assoluta mancanza di configurabilità che impera sovrana in GNOME 3.0. GNOME 3.0 che si presenta alla base dell’ambiente grafico di questa piccola neonata ancora nella pancia della mamma come qualcosa di monolitico ma immensamente patchato per certi aspetti, come la gestione energetica e tante altre piccole cose che ne fanno una versione riveduta e corretta al gusto arancio, e che sinceramente a me non dispiacciono per niente, dato che comunque si sacrifica un pezzetto della vision dei designer GNOME per inserire qualche funzionalità comunque non troppo invasiva rispetto alle HIG e in ogni caso funzionale.

Quello che ho potuto notare è stata una piccola regressione delle prestazioni di Compiz nel dragging delle finestre e nel disegno dei widget grafici, cosa che si è poi scoperto dipendere ovviamente dalla mia scheda video imbarazzante ma soprattutto dal doppio monitor: su monitor singolo con una risoluzione più umana infatti il comportamento era normale, mentre nella gestione di due testate visuali improvvisamente il mio compositing preferito diventa rosso e comincia a balbettare. Gliel’ho detto che non dev’essere timido, ma credo non ci si possa far niente. E io però col PC devo lavorarci, per tutti i santi; possibile che addirittura Mutter abbia bissato Compiz 0.9 in quanto a performance sul dragging? Ma non è nemmeno immaginabile. Eppure accade.

A parte questo, un altro aspetto molto fastidioso è stato il non poter invocare il pannello di Unity una volta impostato a scomparsa: non voleva proprio più emergere dal lato sinistro dello schermo ._.

Fortunatamente, con un paio di moine e qualche carezza sexy sul tasto super hanno fatto comparire la dashboard, e da li ho poi potuto cominciare a lavorare regolarmente: peccato che ad ogni boot mi tocchi fare questa cosa ridicola di dover andare a ripescarmi la dock dentro la dashboard perchè non ne vuole sapere di venir fuori da sola finchè non apro un programma.

Per il resto, tutto molto bello: ovviamente GNOME 3 atterra qualsiasi altro DE, tralasciando la questione GNOME Shell che è parecchio controversa (anche nella mia testa, il mio emisfero sinistro la odia e quello destro la ama); Nautilus tra le riscritture di GNOME Foundation e le patch di Canonical è diventato veramente un bel pezzo di gnoc software. Stesso dicasi per qualsiasi componente della distribuzione, come il Software Center: semplicemente orgasmico, oltre che scattante e non più pachidermico come suo nonno della versione 11.04.

Fortemente consigliato l’update, ASAP se siete persone che vogliono smanettare, con diciassette giorni (circa) di delay se siete utenti che invece con il PC ci fanno anche altre cose oltre lo smanetto. Daje.

Posted in Linux, Oneiric, Ubuntu | 12 Comments

Vasco, Nonciclopedia, e il non saperci stare

Quest’oggi stavo firmando delle cose per lavoro e non mi sono accorto subito del putiferio che si stava scatenando in rete; da stamattina infatti Nonciclopedia ha chiuso, e non ha chiuso per fare i lavori in soggiorno e divenire più grande e più bella di prima, bensì come autocensura di protesta da parte degli amministratori per via di azioni intimidatorio/simil-processuali intraprese da… Vasco Rossi. Dopo la gran brutta figura fatta poco tempo fa in cui praticamente anche mia cugina di sette anni poteva dargli lezioni sull’uso dei social media, la sedicente – e solo “sé”, perchè nessuno a parte lui penso sia dicente che egli rivesta qualcosa di simile al ruolo di – rockstar ha visto che questo sito praticamente sconosciuto (o no? :D) riportava cose poco carine sul suo conto e, come il miglior Sheldon Cooper a cui bisogna spiegare il sarcasmo prima che possa capire una battuta, ha deciso di prendere provvedimenti.

Poteva farsi una risata, poteva mandare a quei poveri uomini di Nonciclopedia una torta, poteva comportarsi in mille maniere, ma ha deciso per quella che da buzzurro quale è gli si confà alla perfezione: tirare una piazzata notevole in campo legale, facendo il bullo coi più piccoli (e i conti senza l’oste ma questa è un’altra storia). Ovviamente è tutto documentato sia su Facebook da persone che dovrebbero fargli da social PR ma che in realtà sanno solo peggiorare l’effetto valanga che si è venuto a creare, che su Nonciclopedia stessa, la quale reca un diario più o meno aggiornato degli eventi e delle impressioni.

Il risultato di questo gesto, che denota una pochezza infinita e un’infima conoscenza della rete sia da parte di Rossi in prima persona, che di coloro che gli stanno a fianco per assisterlo a fare la socialstar mancata, dato che comunque Nonciclopedia ormai è un sito simbolo dei tempi e qualcosa di più che famoso, si palesa in questo modo: #vascomerda a tratti in top five dei trending topic mondiali, caterve di insulti, su praticamente qualsiasi piattaforma, e soprattutto una pagina, messa su non so da chi e non so come, che però in qualche ora e rotti di attività ha superato i centomila fan e continua a fagocitare iscritti ad una velocità impressionante.

Complimenti Vasco, bellissima opera di personal branding. Un lavoro coi fiocchi veramente studiato, preciso e puntuale.

Posted in Informatica, Twitter | 7 Comments