Alessio Biancalana Grab The Blaster di Alessio Biancalana

Kubuntu e il delirio dei "sottuttoio"

Nonostante fosse palese il beneficio inevitabile di Kubuntu dell'accaduto recente, il fatto che Canonical si sia scrollata di dosso l'onere dello sviluppo di Kubuntu ha generato negli isterici quanto simpatici trollini della comunità Linux un senso di panico: da chi credeva che KDE fosse eliminato dai repository ad altre amenità (leggasi "stronzate") simili, sono volate verso la casa che sforna una release di Ubuntu ogni sei mesi una serie di invettive corredate da improperi, mancanza profonda di competenze e un quoziente intellettivo pari a zero, decimo più, decimo meno.

Il buon Dario 'iced' Cavedon invece ci racconta cos'è successo, concordando bene o male con quanto scritto nel mio speciale su TechEconomy pubblicato proprio ieri, arricchendo il concetto però con la sua opinione da insider: alla fine, il gesto di Canonical è stato quasi magnanimo. Il fatto di lasciare di fatto il packaging di KDE in mani di terzi è stato soltanto l'atto (obbligato a mio parere) di concedere a qualcuno a cui importasse realmente del flavour di avere la sua voce in capitolo in veste di individuo appassionato, mandando in "pensione" (reassign al team QT) Jonathan Riddell che ormai conduceva le operazioni come una tartaruga vecchia e stanca.

Piccoli orgogli

Stamattina ero in fuga dalla neve; per tale motivo, appena arrivato a Roma mi sono rifugiato in una libreria (quella della stazione Termini) e ingannando la noia sono andato nella solita sezione Informatica.

In mezzo a tanta fuffa ho trovato un libro carino su Ubuntu, che ne descrive il funzionamento, molto nabbo-oriented, e nei software consigliati c'era Docky. Mi sono un po' inorgoglito, in fondo sono stato il primo a metterlo su AUR tanto tempo fa per Arch Linux, e a riprova di questo anche il pacchetto che c'è (era?) in Community porta la mia firma assieme a quella del maintainer.

Sigh :')

Happy birthday Windows Vista

Come ci ricorda Pingdom via Twitter, oggi è il quinto compleanno di Windows Vista.

È una sensazione strana, un po' come se oggi fosse il Natale del Male (alla Richard Benson, per intenderci), coi Coboldi, gli Elfi, creature ripugnanti e in mezzo pure Windows Vista, a completare il cerchio. Proprio l'altro giorno pensavo, tra l'altro, che sinora nella mia vita ho visto una sola persona dire che Vista non è male. Una sola. Ammazza che bel feedback.

In ogni caso pensare a Vista mi ha fatto tornare in mente i bei tempi di quando Ubuntu era appena nata, e si poggiava su GNOME 2.16 o versioni precedenti; roba che mi viene quasi da piangere, ecco.

Su Twitter fai 'stocazzo' ai VIP

Di solito su questo blog non posto cose frivole, ma me ne è capitata una così bella che non solo ho fatto reblog sul mio Tumblr, come potete vedere, ma devo anche obbligatoriamente, per dovere morale, replicarla qui.

Un'altra occasione per riflettere su come le persone ritenute in qualche modo VIP tramite i social media vengano esposte all'opinione pubblica, molto più di quanto potrebbe farlo il mondo ovattato che hanno intorno.

Mi scuso per chi si aspettava il postone professionale, anche se il titolo già lasciava presagire abbastanza.

New media, same shit

La solita riflessioncina delle quattro di notte. Ma come, tu alle alle quattro di notte non hai niente da fare che pensare a 'ste cose? Ebbene no, tantomeno dormire.

Ché uno dice, si adesso arrivano i new media e ti spaccano tutta la concezione tradizionale, con l'informazione capillare che pervade al rete. Beh si, è vero ma sino a un certo punto. Sul blog di Twitter infatti proprio in questi giorni è comparso un annuncio inquietante: la piattaforma si avvale del diritto di censurare singolarmente tweet o addirittura interi profili su richiesta di parti più o meno politiche. Ora, a parte tutti i pensieri possibili stile V per Vendetta del tipo "governi che hanno paura dei popoli" o cose del genere, voglio soprassedere. Considero il fatto da un punto di vista leggermente più esterno: innanzi tutto è tristemente vero quello che scriveva Nicola qualche anno fa. E soprattutto: è lecito dire che i new media rivoluzioneranno, o stanno già rivoluzionando il mondo, quando in realtà poi ci viene imposto un controllo di tipo cautelare dalle aziende che ci mettono a disposizione il servizio?

Morale della favola: come al solito sono fiero del cammino che ho intrapreso, lasciando a Twitter e Facebook solo i miei aggiornamenti effimeri, e postando su un blog le cose veramente importanti e la mia persona. Un blog che è costantemente esportabile in XML, un blog di cui tengo dei backup periodici per non perdere nulla di me, di quello che ho tracciato. L'altro pensiero che mi è venuto in mente è che magari, con Facebook che applica già un tipo di facoltà di censura simile, e Twitter con il suo nuovo meccanismo di autoprotezione alle porte, forse, e dico forse, Google+ otterrà maggiore attenzione, anche se non ne sono certo.

Di sicuro molti storceranno il naso di fronte a un potenziale di questo genere, e anche se il bacino di utenza verrà scalfito in minima parte, Twitter come compagnia ha da stare attenta a quello che fa.

Il meccanismo di censura "su richiesta" di Twitter ce lo spiega in italiano Mariangela Parenti su TechEconomy.

Member of

Previous Random Next