Alessio Biancalana Grab The Blaster di Alessio Biancalana

Hardware superdotato

Molto spesso uno sente in giro dei discorsi sull'hardware veramente senza senso. Persone che comprano gli scarti della NASA solo per leggere la posta e andare su Facebook a trollare il primo arrivato.

Beh, quantomeno il mio i5 è utilizzato bene :D

In figura potete vedere:

  • Una OpenSUSE desktop in modalità scalata altrimenti sarebbe fullscreen;
  • Una Xubuntu desktop per alcune cosette che ho installato al volo;
  • Un server LAMP Debian stable;
  • Un server Gentoo per degli smanettamenti in cluster.

E ovviamente la mia sempre fidatissima Arch Linux come sistema host. Poi uno dice... :P

2012 VS 1960

Piccolo sfogo di ordine totalmente personale.

Mi chiedo come diavolo sia possibile che nel 2012 vengano ancora utilizzare alcune piattaforme (sto parlando di CMS nello specifico ma è un discorso che può applicarsi ad altro) che, oltre ad essere chiuse - che è una logica che ci sta se un prodotto comunque funziona bene e ti fa fare il tuo lavoro - hanno bisogno che un utente passi l'HTML a mano senza parsare minimamente il testo.

Ecco, io quando vedo certe vergogne della programmazione web vorrei trafiggermi gli occhi con uno spiedo e maledire col mio sangue i creatori di certi scempi; non dico che uno debba installarsi Wordpress da SVN, ma quantomeno mantenere un'infrastruttura facilmente portabile per non ritrovarsi, dopo anni, a dover piangere per una migrazione massiccia che invece, greppando uno standard aperto, poteva essere fattibile con quattro script.

E invece.

Che palle.

Un nuovo arrivo in casa Blaster

Da qualche tempo in casa Blaster si era fatta sentire la necessità di una nuova macchina che soddisfacesse delle esigenze di mobilità dei miei genitori, che hanno da poco iniziato una nuova avventura impreditorial-mangereccia (ossia un bar - e non vi dico i cornetti che mi riportano). Così, da scaltro nerdone, ho colto al volo l'occasione per cambiare il mio ferro e mandare il vecchio Polinice (vecchio poi, ha solo  quasi cinque anni ma col sottoscritto la convivenza è sempre dura. Vi ricordo le mie peripezie con Gentoo) in pensione favorendo l'arrivo di una nuova macchina a rinforzare la mia nerditudo di livello già molto alto.

È stato con questo spirito che circa una settimana fa mi sono recato in un negozio di una nota catena di distributori: con il bisogno di una macchina, il bancomat carico e nessuna paura di usarlo. Ho preso lui. Perchè lui? Beh, Intel Core i5, doppia scheda video Intel + nVidia, ottima carrozzeria di cui vi parlerò in seguito. E poi perchè con tutta 'sta roba, il modello era in esposizione e costava 400 euro invece che 650. Scontone! :D

tl;dr - sono soddisfattissimo dell'acquisto che ho fatto. Non vi spoilero oltre, se vi va leggete il resto.

Hardware

Le specifiche ve le ho già elencate:

  • Intel Core i5
  • nVidia GT540M + Intel modello a me ignoto ma piuttosto potente anche quella
  • 4GHIGHI di RAM
  • Un numero imbarazzante di porte USB 3.0
  • Leddini vari e lucette più o meno spettacolose
  • Tastiera a isola con tastierino numerico

L'unica cosa che non mi piace tantissimo è il BIOS un tantino vecchio: non posso spegnere la scheda nVidia direttamente da lì, ma di questo parleremo in seguito. Nonostante la doppia scheda video, con qualche gabola (leggi: tecnologia nVidia Optimus aut similia) l'autonomia è decisamente buona.

Spacchettando questo piccolo gioiellino mi sono immediatamente accorto di due cose: che l'estetica del computer mi piace molto, e che come al solito il sistema operativo di fabbrica sarebbe durato circa cinque minuti, causa esigenze da power user del sottoscritto. E con power user, non intendo di certo Windows.

Doppia scheda video: croce e delizia [bestemmie randomiche]

Ho giustappunto installato immediatamente Kubuntu, tanto per avere una distribuzione Linux con KDE che funzionasse subito, ma al momento di andare ad abilitare qualche effettino grafico in KWin, non è andata una beneamata mazza. Non capendo, ho continuato a provare, tentando in tutti i modi di abilitare il driver nVidia che in nessuna maniera voleva saperne di andare.

Dopo qualche ora di smanettamenti, ho rinunciato e mi sono votato ancora una volta alla distro che conosco meglio, ossia Arch Linux: con questa avrei sicuramente potuto scoprire la magagna. E cioè che le schede video nel mio computer erano due (!). Cercando Xorg sempre la Intel, andavano storte delle cose; aggiustando l'aggiustabile, ho potuto godermi il mio KDE con tanto di effettini grafici da bimbominkia. Ho preferito poi tornare alle cose serie, e vedere cosa diavolo potevo fare per la questione della doppia video card. Greppando, cattando e lessando (LOL) l'Internet alla ricerca di un indizio, ho scoperto che un tipo dall'altra parte del mondo ha scritto un tool che si chiama Bumblebee che promette di far andare in maniera più che decente la tecnologia nVidia Optimus, ovviamente disponibile solo per Windows, anche su Linux.

Dopo aver risolto le altre piccole magagne di cui parlerò nei paragrafi successivi, ho installato e configurato alla bell'e meglio, salvo poi configurare tutto un po' più approfonditamente in un secondo momento, il demone di Bumblebee: la cosa stupefacente è che tramite il driver nVidia ufficiale, all'attivazione del demone ho sentito la temperatura abbassarsi di colpo, spegnendo la scheda dedicata che fino ad allora era stata accesa. Posso in ogni caso far partire applicazioni sfruttando la GPU nVidia tramite la utility optirun che si occupa, detta in soldoni, di eseguire in un monitor virtuale i programmi tramite la seconda scheda video. Dopo qualche bestemmia quindi, tutto a posto su quel fronte. Rimane incognito il perchè Ubuntu non andasse bene con la Intel nonostante il driver sia open source e incluso in Xorg. Mah.

Ancora hardware

Altri motivi di ribaltamento del tavolo di lavoro? Si. Il microfono si sente piano, e questo non ho ancora capito come aggiustarlo, anche se sono sicuro che agendo sui boost nel mixer si possa fare qualcosa; la scheda audio in ogni caso prima del mio intervento era completamente muta e deconfigurata. A tale scopo ho usato uno script preso dalla pagina del Timeline (cambia il numero ma grossomodo il modello è quello ed è applicabile a tutti i PC della linea) sull'ArchWiki. Se mi attrezzo per la microfonistica vi faccio sapere, comunque.

Nel frattempo, per essere un notebook questo computer ha uno schermo eccezionale, ma di fabbrica ha un profilo di colorazioni schifoso: così non mi sono piegato al regime delle case produttrici di PC con schermi sfasati, e ho configurato un profilo di colori corretto grazie a KDE e al tool integrato. Non sarà fatto col Pantone Huey, ma è già qualcosa.

Tastiere a isola

Credo sia tutto. Un'ultima nota goduriosa è che finalmente sto scrivendo questo post e lo sto scrivendo dal mio notebook con la mia nuova tastiera a isola: non credevo di poter mai osannare una cavolata come questa, eppure non credo di potermi più staccare da questa tastiera. È la mia nuova droga.

Photo by me @ PicPlz

Sarò modaiolo, magari è solo impressione, ma a me pare proprio di lavorare meglio. Babbeh. Cià. :D

Twitter acquista Posterous

...e io mi immagino più o meno come sia andata la questione, con Evan Williams che voleva mettersi su un blogghettino personale, e ha lanciato "I need to blog!" da qualche parte, poi ha chiamato Posterous e gli ha detto "ok, vi compro. Adesso mi mettete su un blog?".

Scherzi a parte, i signorini di Posterous sono dei bravi ragazzi e mi auguro che sappiano continuare a sviluppare la propria infrastruttura anche a bordo della nave madre. Speriamo di vedere all'interno di questo network un bel po' di innovazione grazie a Twitter: di solito la strategia è quella di comprare e uccidere in molti di questi casi, ma credo che ci siano ampi margini per la mia curiosità in questa faccenda.

Nel frattempo, comunque, Posterous mette a disposizione le sue FAQ riguardo l'acquisizione. Toolkit appositi per l'esportazione dei contenuti verranno resi pubblici nei prossimi giorni.

Ubuntu for Android - Le mie lascive impressioni

Io volevo fare un post ultrafigo su Ubuntu per Android, ma ne ha già parlato Felipe nel suo approfonditissimo e afrodisiaco articolo, quindi niente, devo limitarmi alle considerazioni solite da nerdazzone della situazione. Devo amettere innanzi tutto, nonostante il mio odio per i processori ARM che giocano a fare i grandi come i bambini che fanno finta di fumare come i genitori, che Ubuntu per Android ha generato in me quel sentimento di onanismo nerd autoeroticoinformatico che non vivevo da anni, perchè mi ha incuriosito a tal punto da passare le ore a chiedermi cosa diavolo abbia fatto Canonical per mettere su una struttura simile.

Vai con le diapositive.

Non è un dual-boot

Innanzi tutto Ubuntu per Android non è assolutamente un dual-boot; appena lo infili in maniera molto lussuriosa dentro la dock, il telefono magicamente prende vita, ruota la visuale e sul tuo monitor viene mostrato un workspace Ubuntu completo, il tempo di dare l'avvio al framework grafico (presumo che il server sia sempre Xorg) e qualche altra cosuccia. Questo mi lascia molto perplesso, perchè significa che Android lavora con Ubuntu, e Ubuntu con Android. C'è sinergia, dato che la Dalvik Virtual Machine può eseguire applicazioni in finestra, e non sono due ambienti separati; da Ubuntu hai accesso a tutto l'ecosistema telefonico-messaggistico vario, più le app.

Strano modo.

RISC VS CISC, ossia Davide contro Golia

È inutile che ci stiamo a prendere in giro, per operazioni massicce di I/O un RISC come un ARMv7 non va bene. Ho le mie perplessità sul fatto che fare operazioni un pelo più complesse dell'editing di un documento di testo possa essere meno facile e indolore come scolarsi sei litri di grappa a garganella. Sicuramente mettersi su un piccolo client torrent con più di una cosina a scaricare in contemporanea renderà la macchina inservibile. Come? Dici che non è pensato per quello? E ho capito, ma io mica posso fomentarmi per Ubuntu su Android se poi il massimo che posso farci è guardarmi un film. Se devo usare il computer per lavorare, con il futuro prossimo fatto tutto di cloud, sincronizzazione e indicizzazione, è inutile che mi fornisci la pietanza senza piatto su cui mangiarla.

Insomma, una roba figa. Chissà se magari con i nuovi Atom di Intel per smartphone (magari sono pazzi questi di Intel, magari no) che sono dei CISC riusciremo a vedere qualcosa di più performante da questo punto di vista. Quello che è sicuro è che sarei curioso di provare la soluzione di Canonical su uno smartphone quad-core. ;)

L'assolo

Effettivamente un assolo ci sta tutto.

Magari qualcosa di estremamente cervellotico di Tosin Abasi, perchè è quello che mi ha attraversato il cervello quando ho visto per la prima volta Ubuntu per Android. O forse... meglio questa. ;)

Member of

Previous Random Next