FOSDEM 2026: una splendida garanzia, e anche di più
E anche quest’anno (di ritorno da tre settimane di viaggio di nozze in Giappone) sono stato al FOSDEM, che continua a essere la mia conferenza software preferita. Ci sono stato con ancora più amici, e devo dire che per il primo anno la quantità di talk che ho visto (anche complice la piacevolissima compagnia) è stata infinitesimale.
I talk che ho seguito sono stati (diciamo) pochi ma buoni:
- Reproducible XFS Filesystems - Populating Images Without Mounting di Luca Di Maio: in cima alla lista, ovviamente il mio ormai fidatissimo compagno di marachelle Luca che l’anno scorso si è divertito a rendere XFS un filesystem riproducibile. Dice ma non ti potevi divertire giocando coi videogiochi come gli altri bambini? Ma lo sapete che noi siamo speciali. Dieci più, sia per l’esposizione che per il contenuto e per le trovate tecnologiche.
- Concurrency + Testing = synctest di Ronna Steinberg: principalmente dovuto al fatto che nel 2025 Go è stato il linguaggio che ho scritto di più, e quindi volevo dare un’opportunità anche al mio Go di fare un piccolo salto di qualità. Talk veramente consigliato anche perché lascia tantissimo spazio a implicazioni su come testiamo il nostro codice.
- gomodjail: library sandboxing for Go modules di Akihiro Suda: mi ha fatto venire in mente una serie di cose con cui hanno sperimentato dei colleghi. Un approccio veramente interessante al rendere certamente più sicuro un ecosistema.
- The limits of ABI stability in the kernel di Amelia Crate: oltre il fatto che il talk in sé è stato una figata per via del lavoro di Amelia su FIPS, il fatto di poterci anche fare conversazione in corridoio e approfondire la domanda che le ho fatto sul data gathering riguardo le metodologie che suggerisce è stato un plus notevolissimo.
Al di là dei talk specifici, quest’anno ho visto un particolare focus sicuramente sulla costituzione di un polo di competenze digitali non statunitensi, per ovvi motivi. Se da un lato mi fa molto piacere che si stia spostando il focus dagli Stati Uniti ad altri posti nel mondo per costruire la tecnologia, pensare alle motivazioni (conflitti, abusi, stragi) mi rende un po’ triste. L’altro punto focale che ho notato poi è la sicurezza: dai sistemi operativi immutabili che sicuramente vanno ad infilarsi in quel filone, a talk sulla supply chain security, quest’anno davvero l’attenzione è stata portata sicuramente su questi temi in maniera particolare.
Quello che però ha fatto veramente la differenza malgrado il livello dei talk è stato tutto quello che è successo al di fuori: dall’aver incontrato colleghi con cui ho condiviso momenti di gioia immensa1, e vecchi opensource old-timer con cui bere qualcosa e ricordarsi di vecchi progetti, al tavolo della Distrobox gang con cui abbiamo scritto un bel po’ di codice2 e fatto una dose insana di brainstorming.
Le cene, le risate, sinceramente oltre la qualità anche la quantità di persone che conoscevo e che ho ritrovato quest’anno: non avrei davvero potuto sperare in un FOSDEM migliore. Spero che l’anno prossimo sia all’altezza.
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Jan è stato un mio mentee oltre che un mio collega per diversi mesi, e sta facendo un percorso stellare. Al momento della scrittura di questo post mantiene (“co-mantiene” a detta sua) NetworkManager. Gli voglio troppo bene. ↩
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Get ready… ↩