Alessio Biancalana Grab The Blaster di Alessio Biancalana

"Come stai?"

Empty classroom

Penso sempre al blog, “adesso scrivo sto post e faccio il botto”, “adesso documento come ho fatto questa cosa complicatissima”, poi invece i motivi che mi spingono davvero alla scrittura sono altri. Come questo bellissimo post di Lorenzo.

E io come sto?

Io sto bene. Mi mancano un po’ le uscite con gli amici, andare in un ristorante, ma è una cosa che fatta un paio di volte sono talmente orso che posso tornare a scordarmela per un paio di mesi. Il mio carattere è decisamente affine non tanto al clima di terrore che ci impone la pandemia quanto allo stare chiusi in casa – non perché sia terapeutico, ma perché me la sto proprio godendo.

Parlando di lavoro, il mio team sta lavorando completamente da remoto da due mesi e a livello di output direi che non ci possiamo lamentare. Certo, più che lavoro remoto/distribuito questi somigliano a arresti domiciliari, e sicuramente qualche azienda proverà a marciarci per rifiutarsi in futuro di provare del vero remoto, senza in realtà alcuna ragione pratica alla base. Lascio a voi i commenti su questo modo di concepire il lavoro della conoscenza come se fossimo invece in catena di montaggio.

Nel tempo libero, prevalentemente durante il weekend, il mio prodottino sta prendendo forma. Una forma tipo mostro di Frankenstein, infatti ho chiesto al povero Francesco una mano lato prodotto per darmi una mano a definire un MVP degno di questo nome. Ancora non mi va di parlare delle feature, di “quello che fa”, perché sarebbe come pretendere da un feto che si laurei in medicina.

L’altro giorno ci siamo sparati una bella maratona di Frankenstein, tra il Frankenstein di Danny Boyle con Benedict Cumberbatch che potete guardare aggratise su Youtube, e Frankenstein Junior in versione integrale.

Riguardo il software e il blog (prodotto a parte), sto come al solito facendo molta più roba di quanta ne stia scrivendo purtroppo. Però giuro che metto tutto in un calderone che molto presto inizierò a smaltire, parlando di Elixir e Rust e JavaScript oltre che di come sta andando la quarantena (peraltro argomenti che trovo decisamente più appassionanti – ma questo è un problema che mi sto accorgendo di avere in questo periodo, il fatto che mi appassionano più le macchine che gli esseri umani).

Riguardo l’uscire o meno, non giudico chi lo farà a breve, penso che ci stia. Più che altro mi ritrovo molto in questo post di Brent Simmons che riporto per intero:

Some people are starting to act as if this whole thing is pretty much over. It has become more and more the norm to bend the rules, and there will be increased social pressure to go along.

I think this is important to note: you will feel bad, sometimes really bad, if you don’t go along.

But please remember that this is a sacrifice. Part of that sacrifice might be that you have to feel bad about not doing what your group is doing. But we have to do this to save lives.

Per la precisione, soprattutto nella parte iniziale: “Some people are starting to act as if this whole thing is pretty much over”. L’abbiamo capito tutti che non è “over” manco per il cosiddetto? Siamo tutti allineati?

Insomma, personalmente altro che Fase 2: io penso che sarò un hikikomori pure fino alla Fase 10. :-)))

Ovviamente sono consapevole che c’è chi non ne può più, caratteri diversi dal mio che soffrono – o individui che semplicemente per motivi economici devono uscire. A queste persone va il mio abbraccio più forte.

Ho deciso che questo messaggio mi piace, è molto meglio di qualsiasi “ce la faremo” e mi riporta alla mente il tema centrale di un videogioco che ho adorato e che ho giocato poco tempo fa, Death Stranding. Quindi lo ripropongo paro paro.

E tu come stai?

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