Alessio Biancalana Grab The Blaster di Alessio Biancalana

Oltre che si, pure sissignore

Succede che scrivi un post, su come stiano cambiando certi paradigmi. Illustri quello che hai visto per strada, cioè un pieno clamoroso di nuovi top di gamma Android, iPhone che cominciano a ridursi al minimo, e utenti che nonostante tutto il marketing dello stupore hanno cominciato a farsi stupire da feature reali e handset prestanti.

Succede poi che ti prendi una vagonata di insulti e critiche infondate: c'è chi dice che iOS è l'unica piattaforma stabile sul mercato, che Android "dà problemi", e chi ti viene a confutare con una grammatica da seconda elementare (a malapena) - e argomenti anche più puerili, tant'è che finisce per dire una marea di scemenze confondendo l'apertura di una piattaforma, i processi open source che la contraddistinguono e tutto il resto, con la peculiarità del Play Store di non assicurare un meccanismo di QA alla fonte. Cose, insomma, che vomitate a raffica senza ritegno dalla bocca di presunti tecnici ti fanno seriamente pensare a quanto la mediocrità stia invadendo un settore come quello dell'IT.

In aggiunta a questo, come condimento, come il cacio sui maccheroni, dati di vendita dell'iPhone 5 sciorinati come l'Ave Maria, presunti sold out di prevendite dove non si hanno numeri di richieste e numeri di giacenze reali, tutto pronunciato - virtualmente - con un astio incredibile, come se a chi lo ricorda venisse in tasca qualcosa, o anzi anche più di qualcosa.

iPhone

Esco, vado a farmi un giro con la mia dolce metà nel "mondo reale": aperitivo del sabato sera. Il mio amico Emiliano tira fuori il suo HTC Explorer, un telefono che costa poco e ti da tanto: "Sai Ale, ho letto il tuo articolo sull'iPhone 5: c'hai veramente ragione. La potenza dell'open source è immensa, pensa che su questo telefono ho messo la CM9 che è arrivata da poco, un tizio s'è messo di buzzo buono a programmare finché non ce l'ha fatta". Prendo il suo terminale in mano, ci faccio il solito giro di prova. 130 euro di costo originale, Android 4.0.4, accelerazione hardware abilitata, esperienza utente molto fluida per l'hardware di cui dispone.

Mi descrive poi come percepisce gli utenti Apple, o almeno quelli (pochi) contenti del nuovo iPhone 5. "Grazie, signora Apple, di aver messo ancora un altro caricabatterie non standard, io volevo la USB come tutti i mortali, ma se tu mi dici che è più figo così, allora sono disposto a tutto pur di averlo" - me ne parla come del migliore dei rapporti sadomasochisti, e io mi trovo totalmente d'accordo. Concordiamo anche sul fatto che ultimamente, a quanto pare, la società sta perdendo consenso a causa di un fallimento insito nella sua strategia di marketing dello stupore. Tra i commenti sensati che ho ricevuto all'articolo: "Steve Jobs era tutta un'altra cosa, adesso c'è Tim Cook che ha presentato il prodotto senza accarezzarlo" - probabilmente sono le conseguenze di aver preso la strada di unire la figura di CEO e quella del testimonial principale della compagnia.

Insomma, fetta di utenti scontenti a parte, c'è ancora chi non solo dice si, ma dice anche sissignore. Ad un padrone che più lo tiene a stecchetto a livello di feature, più lo fa godere ad un livello che sfiora la dimensione sessuale; e sta lì, incapace di dire basta, e di rivolgersi ad altri, per colpa della gabbia dorata in cui si trova, che gli ricorda ogni giorno quanto è bello lui, e quanto è malvagio il mondo.

L'altro giorno ho postato un'immagine finita anche su Mashable, di Obi Wan che maneggia un presunto iPhone 20 (lunghissimo) come una spada laser. C'è da chiedersi come mai abbia collezionato in circa una giornata 500 +1, e 300 reshare.

Photo courtesy of Mike Lau

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