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Arch Linux: addio ad rc.conf. KISS?

In questi giorni ho letto una RFC all'interno della mailing list arch-dev, che si è poi tramutata col tempo in una solida realtà, malgrado la scelta snaturata che propone: Arch Linux, a causa del passaggio a systemd, dirà addio ad rc.conf come unica unità di configurazione del sistema operativo. Mi sono fatto un paio di domande sulla questione, e su come questo potesse riflettersi in maniera positiva su un utente Arch. Fortunatamente, poi, comprendo abbastanza lo spagnolo e il post di Rafael Rojas mi ha aiutato a capire meglio la situazione.

Che palle

Primo paragrafo in cui mi lamento. In fondo, ho sempre apprezzato Arch Linux per la sua semplicità e la sua monoliticità, che mi permette di avere un sistema configurato e funzionante, sapendo dove mettere le mani, in pochissimo tempo. Tramite la migrazione a systemd tutto questo viene messo in gioco ripudiando rc.conf come fonte unica del sapere, e rendendolo un mero file di gestione dei demoni, mentre il resto viene affidato non ad un altro file, ma ad una serie di microglobuline sparse per il filesystem; io che sono fondamentalmente una persona molto pigra credo che verrò salvato da tutta questa accidia solamente per intercessione della modalità splittata di vim.

Pessimismo e fastidio.

KISS?

Come sopra. Quanto è KISS qualcosa del genere? Il mio metro di paragone su queste piccolezze è sempre Gentoo Linux: non potrebbe esistere distro più complicata e soggetta alla frammentazione (nonostante make.conf), per quanto mi riguarda, quindi mi rifaccio sempre agli esempi dettatimi dall'esperienza. Purtroppo, la gestione attraverso microfile di configurazione diffusi un po' ovunque avviene anche sulla famosa distro di Robbins, e questo mi porta a pensare che non solo si stia andando verso un approccio meno KISS, ma che ci si stia dirigendo con una scelta del genere verso una strada che, dal KISS, non potrebbe essere più lontana.

KISS my ass, è proprio il caso di dirlo. :D

Linux Machine

Effetti collaterali positivi

Alcuni mi hanno accusato di essere sempre troppo indulgente con le scelte dei developer di Arch Linux, ma la verità è che qualsiasi cosa sia stata fatta fino ad ora, comunque hanno incontrato il mio consenso, anche rimuovendo l'installer grafico (AIF) e sostituendolo con degli script, per non parlare del link simbolico da /lib verso /usr/lib. Entrambe scelte discutibili, ma che seguono una filosofia di fondo che approvo e della quale mi faccio spesso portatore.

Anche questa scelta come tutte ha degli effetti collaterali non negativi; come diceva un tizio famoso, la verità sta nel mezzo, e chi sono io per confutarlo? Arch Linux potrà quindi aderire in toto ad un nuovo standard, ed essere maggiormente apprezzata da chi si affanna per portare in maniera più indolore possibile l'ordine in quel caos che a volte si rivela essere il panorama Linux in generale.

Con l'affermazione di un sistema di init standard de facto che interagisce in maniera così profonda con il sistema, e l'adozione di un software ormai maturo ma ancora agli albori per quanto riguarda la diffusione e gli sviluppi "futuri" come lo è systemd, mi sento orgoglioso di appartenere all'utenza e alla comunità di una distribuzione che si fa sempre scrupolo di rimanere aggiornata sia banalmente in tema di versioni del software, che in tema di adozioni di concetti (sempre a prescindere dal KISS).

Abbandonare Arch Linux

C'è chi magari troverà sin troppo fastidiosa questa scelta e deciderà che magari è venuta la volta buona di provare qualche altra distribuzione. È libero di farlo. Pur non gradendo io personalmente che rc.conf venga "droppato" reso non preferenziale (pardon) in maniera così brusca per una soluzione così suddivisa e per gente che - diciamocelo - non ha niente di meglio da fare che ravanare il proprio filesystem alla ricerca di tali follicoli di configurazione, in ogni caso apprezzo Arch Linux per l'approccio KISS applicato in tutti gli aspetti in cui una distribuzione Linux possa essere personalizzata.

Continuerò quindi ad usarla felicemente. Sono comunque fortunato, e non vorrei essere nei panni di chi si è trovato ad installare in questi giorni: auguri, per leggervi tutto il manuale degli scriptini ci vuole voglia :D

Photo courtesy of telwink

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