Alessio Biancalana Grab The Blaster di Alessio Biancalana

Neovim e Vim 8, full immersion

If you’re a Vim or Neovim user, it feels like there is unlimited room for optimization.

E questo è senza dubbio vero. Vimcasts, Upcase e compagni consigliatissimi. Personalmente ormai faccio un sacco di cose in più rispetto all’anno scorso solo con Vim, e tra un plugin in più e qualche keybinding personalizzato sono arrivato al nirvana.

Prossimamente, un post su come mantengo il blog solamente con Vim e una CLI.

Coincidenze

Instead of denying coincidence, I love to look around and realize that it’s all an amazing coincidence that everything is the way it is, and all of us exist.

Il blog di Derek Sivers è veramente meraviglioso, ogni volta mi dà spunti nuovi per rivedere e migliorare ed affilare la visione del mondo che ho. Nello specifico, condivido particolarmente questo passaggio.

La mia vita e paradossalmente anche il mio mestiere di sviluppatore mi hanno insegnato di recente che in realtà le coincidenze possono essere fatte accadere stimolando ciò che ci sta intorno a dare il meglio, o il peggio.

Markdown e Tumblr, tutto da CLI con Tumbledown

Tumbledown

Woh, il mio git prompt mi ha fatto appena realizzare che è più di un mese che non scrivo nulla. Questo è male. Ma non così tanto, perché nel frattempo sono successe un po’ di cose interessanti, tra cui un matrimonio, un viaggio di nozze, e tadaaaa, il fatto che mentre ero in Giappone e avevo necessità di scrivere qualche riflessione personale sul mio taccuino digitale, ho rispolverato il text editor e ho scritto Tumbledown, un programma per postare markdown su Tumblr da riga di comando senza impazzire.

Current status

Lo stato corrente dei lavori è che il programma funziona, e lo sto usando per pubblicare cagate su Tumblr dalla mia comodissima riga di comando senza dover aprire il browser. Quello che mi fa stare “male” è che al momento l’autenticazione fa comunque uso delle API key che l’utente deve immettere manualmente, mentre vorrei che questa cosa venisse realizzata tramite un retrieve OAuth.

Nonostante questo però ho realizzato una simpatica interfaccia con Inquirer.js che una volta immesse le chiavi consente di scegliere in che blog pubblicare i post.

Dipendenze interessanti

Durante questo piccolo esperimento ho scoperto un po’ di moduli su NPM che mi hanno facilitato tantissimo la vita: il primo è conf, che gestisce da sé la configurazione dell’applicativo (e io lo uso per lo storage delle chiavi). Ha una API a prova di imbecille, ed è solo ad un npm install di distanza.

Stesso discorso vale per Inquirer.js, con cui ho realizzato l’interfaccia “grafica”, ossia i prompt.

Promise: un uso estensivo

Forse in maniera un po’ ridondante e prolissa alla fine della fiera, ma ho usato Promise su tutto il codice per fattorizzarlo meglio e devo dire che mi ha aiutato. Pur essendo un progetto piccolo, mi ha permesso di apprezzare i pregi dell’uso estensivo delle promise, e me ne ha fatto notare i difetti, come il fatto che per esempio si tende ad esagerare leggermente inondando il call stack di roba.

Nonostante le criticità sono soddisfatto del mio lavoro. Spero di migliorarlo presto – e anche di cominciare a postare qualche pillola di functional programming presto 😁

Mettere i developer al centro

Stamattina come mi sono svegliato ho aperto il news reader e Twitter. Tra le cose che mi scorrevano davanti ha attirato la mia attenzione il fatto che Sean Larkin, membro del core team di Webpack, ha deciso di lasciare il suo attuale lavoro per unirsi a Microsoft ed andare a lavorare nel team di EdgeHTML.

A prescindere comunque dalle sue azioni, il suo post di commiato dal Nebraska mi ha colpito per questa associazione tra il focus sui developer e il successo di una piattaforma:

Since I joined, and and we formed the core team, all of the maintainers agreed that we needed put our users first to succeed. […] When you focus on Developers, your platform succeeds.

Dovrebbe essere qualcosa di banale, eppure forse troppo presi da noi stessi, dal business, e dall’importanza che diamo alle nostre idee, ci dimentichiamo che quello che facciamo lo stiamo facendo per risolvere un problema ad altre persone.

Blogging, now and ever

Andrea ha ricondiviso una serie di motivazioni decisamente importanti riguardo al mantenere un blog, a prescindere da quante visualizzazioni possa attirare.

Anche per me è la stessa cosa, identica: da una parte è vero che scrivo per diffondere informazioni che reputo rilevanti. Dall’altra, probabilmente comunque lo scopo primario dello scrivere per me rimane una sorta di rifinitura di me stesso.

E dopo dieci anni, lo consiglio ancora.