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	<title>Bl@ster&#039;s Home &#187; Ubuntu</title>
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		<title>EA Games, la delusione dell&#8217;Ubuntu Developer Summit</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 09:30:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bl@ster</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<div><a href="http://dottorblaster.it/2012/05/ea-games-la-delusione-dellubuntu-developer-summit/"><img title="EA Games, la delusione dell&#8217;Ubuntu Developer Summit" src="http://farm7.staticflickr.com/6047/6327942540_7d2be40d27.jpg" alt="EA Games, la delusione dell&#8217;Ubuntu Developer Summit"  width="200" height="133" /></a></div><br/>Come i miei innumerevoli fan (hahah) avranno notato, non mi sono espresso molto sulla questione EA Games negli ultimi giorni: ho preferito non dare personalmente notizie relative alla presenza di Electronic Arts presso l&#8217;Ubuntu Developer Summit semplicemente perchè avevo intuito la patata bollente, e ho preferito tirarmene fuori lasciando ad altri il compito di occuparsi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come i miei innumerevoli fan (hahah) avranno notato, non mi sono espresso molto sulla questione <strong>EA Games</strong> negli ultimi giorni: ho preferito non dare personalmente notizie relative alla presenza di Electronic Arts presso l&#8217;<strong>Ubuntu Developer Summit</strong> semplicemente perchè avevo intuito la patata bollente, e ho preferito tirarmene fuori lasciando ad altri il compito di occuparsi di dare copertura mediatica a quello che definirei un vero e proprio scempio.</p>
<p>Uno dice vabbeh, ma non ti sta mai bene niente. E invece si che mi sta bene, ma alle condizioni dettate da me; sono criptico. Mi spiego.</p>
<p>Già da quando ho visto il marchio come presenza al Summit, mi ero insospettito, finchè non sono venute fuori le vere intenzioni. <strong>EA Games</strong> ha infilato di soppiatto due giochi nell&#8217;<strong>Ubuntu Software Center</strong>, con un po&#8217; di piaggeria e un po&#8217; di melliflua nonchalance; prima di questo atto però, analizziamo ciò che è successo prima. Tutti ebbri di felicità, eravamo, all&#8217;idea che fosse finalmente in procinto di arrivare <a href="http://www.oneopensource.it/30/04/2012/valve-e-canonical-insieme-per-steam-su-linux/">Steam per Linux</a>, e che il Source Engine potesse essere disponibile a carrettate pronto per essere fruito da ogni orifizio, a cominciare dai bulbi oculari; nel frattempo EA ha diffuso il comunicato della sua presenza all&#8217;UDS. Dalla comunità è venuto un odore di hype come non se ne sentivano da anni: che addirittura dopo l&#8217;annuncio di <strong>Left 4 Dead 2</strong> dovessimo addirittura fare spazio ad un altro titolo che soddisfacesse la ghiottoneria dei gamer più incalliti?</p>
<p><img class="aligncenter" title="Mark Shuttleworth mask" src="http://farm7.staticflickr.com/6047/6327942540_7d2be40d27.jpg" alt="Mark Shuttleworth mask" width="500" height="333" /></p>
<p>Ovviamente no.</p>
<p>I suddetti due giochi di EA sono approdati una di queste mattine presso i lidi del Software Center, e sono due browser game, che possono divertire cinque minuti e poi basta che è meglio. Non contenta, <strong>EA</strong> ha oggi parlato in &#8220;sua difesa&#8221;; sembra infatti che l&#8217;accoglienza dei prodotti sia stata un po&#8217; fredda ma, signori miei, capirete che mentre voi ci offrite due browser game, dall&#8217;altra parte <strong>Valve</strong> ci ha detto e provato che avremo Steam. E il Source Engine. E tutto quello che ne consegue.</p>
<p>Ero fiducioso, finchè non ho letto il resoconto sullo <a href="http://omgubuntu.co.uk/2012/05/ea-delivers-talk-at-ubuntu-developer-summit/">speech di EA</a> su OMG! Ubuntu, che esprime dei punti fondamentali: a quanto pare infatti EA non guarderà la revenue finanziaria dei giochi ma valuterà il feedback con uno spettro molto più ampio. Beh, vorrei ben vedere; se sperate di alzare due centesimi con quella roba, sono felice per voi ma occhio alle ragnatele nel portafogli. Secondo punto: gli interessa un sacco <strong>WebGL</strong> e <strong>HTML5</strong>. Presenteranno infatti un browser game (un altro? Ma che c***o!) con grafica &#8220;da PlayStation 2&#8243; al <strong>Google I/O</strong>.</p>
<p>Un altro. Browser. Game. Ditemi che ho letto male, vi prego.</p>
<p>Certo, anch&#8217;io sono un amante di <strong>Quake Live</strong>, e sicuramente WebGL può consegnare una nuova user experience e una rinascita artistica multipiattaforma al mondo del gaming, ma mi si consenta di contrassegnare l&#8217;intervento di EA Games come la figura più deludente di ogni Ubuntu Developer Summit di sempre, anche perchè di cose sugose d&#8217;altro canto ce ne sono abbastanza &#8211; come <a href="http://www.oneopensource.it/11/05/2012/ubuntu-12-10-conterra-una-preview-tecnica-di-wayland/">Wayland</a>. L&#8217;intervento, i giochi uploadati e tutto il resto, sembrano voler dire una cosa sola: &#8220;Guardate, come vi reputiamo sciocchi e pensiamo di comprarci un po&#8217; di hype a buon mercato. Tenete queste due bazzecole e fatevele bastare&#8221; &#8211; il che avrebbe anche senso, dal punto di vista imprenditoriale. Ma a questa figuraccia porrà rimedio solo un buon titolo con un degno supporto.</p>
<p>Quindi, signori di Electronic Arts, <strong>smettetela</strong> di prenderci in giro.</p>
<p><em>Photo courtesy of <a href="http://www.flickr.com/photos/37955218@N08/6327942540/">Tara Oldfield</a> (ma che diavolo di occhiali porta Shuttleworth?)</em></p>
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		<title>Ubuntu for Android &#8211; Le mie lascive impressioni</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Mar 2012 18:05:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bl@ster</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Io volevo fare un post ultrafigo su Ubuntu per Android, ma ne ha già parlato Felipe nel suo approfonditissimo e afrodisiaco articolo, quindi niente, devo limitarmi alle considerazioni solite da nerdazzone della situazione. Devo amettere innanzi tutto, nonostante il mio odio per i processori ARM che giocano a fare i grandi come i bambini che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io volevo fare un post ultrafigo su <strong>Ubuntu per Android</strong>, ma ne ha <a href="http://pollycoke.org/2012/02/23/il-tuo-prossimo-pc-un-telefono-android-con-ubuntu-o-anche-no/">già parlato Felipe</a> nel suo approfonditissimo e afrodisiaco articolo, quindi niente, devo limitarmi alle considerazioni solite da nerdazzone della situazione. Devo amettere innanzi tutto, nonostante il mio odio per i processori <strong>ARM</strong> che giocano a fare i grandi come i bambini che fanno finta di fumare come i genitori, che Ubuntu per Android ha generato in me quel sentimento di onanismo nerd autoeroticoinformatico che non vivevo da anni, perchè mi ha incuriosito a tal punto da passare le ore a chiedermi cosa diavolo abbia fatto <strong>Canonical</strong> per mettere su una struttura simile.</p>
<p>Vai con le diapositive.</p>
<h3>Non è un dual-boot</h3>
<p>Innanzi tutto Ubuntu per Android <strong>non è assolutamente un dual-boot</strong>; appena lo infili in maniera molto lussuriosa dentro la dock, il telefono magicamente prende vita, ruota la visuale e sul tuo monitor viene mostrato un workspace Ubuntu completo, il tempo di dare l&#8217;avvio al framework grafico (presumo che il server sia sempre Xorg) e qualche altra cosuccia. Questo mi lascia molto perplesso, perchè significa che Android lavora con Ubuntu, e Ubuntu con Android. C&#8217;è sinergia, dato che la Dalvik Virtual Machine può eseguire applicazioni in finestra, e non sono due ambienti separati; da <strong>Ubuntu</strong> hai accesso a tutto l&#8217;ecosistema telefonico-messaggistico vario, più le app.</p>
<p>Strano modo.</p>
<h3>RISC VS CISC, ossia Davide contro Golia</h3>
<p>È inutile che ci stiamo a prendere in giro, per <strong>operazioni massicce di I/O</strong> un RISC come un <strong>ARMv7</strong> non va bene. Ho le mie perplessità sul fatto che fare operazioni un pelo più complesse dell&#8217;editing di un documento di testo possa essere meno facile e indolore come scolarsi sei litri di grappa a garganella. Sicuramente mettersi su un piccolo client torrent con più di una cosina a scaricare in contemporanea renderà la macchina inservibile. Come? Dici che non è pensato per quello? E ho capito, ma io mica posso fomentarmi per Ubuntu su Android se poi il massimo che posso farci è guardarmi un film. Se devo usare il computer per lavorare, con il futuro prossimo fatto tutto di cloud, sincronizzazione e indicizzazione, è inutile che mi fornisci la pietanza senza piatto su cui mangiarla.</p>
<p>Insomma, una roba figa. Chissà se magari con i <strong>nuovi Atom di Intel</strong> per smartphone (magari sono pazzi questi di Intel, magari no) che sono dei CISC riusciremo a vedere qualcosa di più performante da questo punto di vista. Quello che è sicuro è che sarei curioso di provare la soluzione di Canonical su uno smartphone quad-core. ;)</p>
<h3>L&#8217;assolo</h3>
<p>Effettivamente un assolo ci sta tutto.</p>
<p>Magari qualcosa di estremamente cervellotico di <strong>Tosin Abasi</strong>, perchè è quello che mi ha attraversato il cervello quando ho visto per la prima volta Ubuntu per Android. O forse&#8230; meglio questa. ;)</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/1UIwqUkSnIc" frameborder="0" width="420" height="315"></iframe></p>
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		<title>Kubuntu e il delirio dei &#8220;sottuttoio&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 16:24:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bl@ster</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Linux]]></category>
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		<description><![CDATA[Nonostante fosse palese il beneficio inevitabile di Kubuntu dell&#8217;accaduto recente, il fatto che Canonical si sia scrollata di dosso l&#8217;onere dello sviluppo di Kubuntu ha generato negli isterici quanto simpatici trollini della comunità Linux un senso di panico: da chi credeva che KDE fosse eliminato dai repository ad altre amenità (leggasi &#8220;stronzate&#8221;) simili, sono volate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nonostante fosse palese il beneficio inevitabile di <strong>Kubuntu</strong> dell&#8217;accaduto recente, il fatto che Canonical si sia scrollata di dosso l&#8217;onere dello sviluppo di Kubuntu ha generato negli isterici quanto simpatici trollini della comunità Linux un senso di panico: da chi credeva che <strong>KDE</strong> fosse eliminato dai repository ad altre amenità (leggasi &#8220;stronzate&#8221;) simili, sono volate verso la casa che sforna una release di Ubuntu ogni sei mesi una serie di invettive corredate da improperi, mancanza profonda di competenze e un quoziente intellettivo pari a zero, decimo più, decimo meno.</p>
<p>Il buon Dario &#8216;iced&#8217; Cavedon invece <strong><a href="http://dariocavedon.blogspot.com/2012/02/canonical-ha-liberato-kubuntu.html">ci racconta</a></strong> cos&#8217;è successo, concordando bene o male con quanto scritto nel mio <strong><a href="http://www.techeconomy.it/2012/02/10/canonical-abbandona-kde-questione-di-business/">speciale su TechEconomy</a></strong> pubblicato proprio ieri, arricchendo il concetto però con la sua opinione da insider: alla fine, il gesto di <strong>Canonical</strong> è stato quasi magnanimo. Il fatto di lasciare di fatto il packaging di KDE in mani di terzi è stato soltanto l&#8217;atto (obbligato a mio parere) di concedere a qualcuno a cui importasse realmente del flavour di avere la sua voce in capitolo in veste di individuo appassionato, mandando in &#8220;pensione&#8221; (reassign al team QT) Jonathan Riddell che ormai conduceva le operazioni come una tartaruga vecchia e stanca.</p>
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		<title>Piccoli orgogli</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 07:19:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bl@ster</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Stamattina ero in fuga dalla neve; per tale motivo, appena arrivato a Roma mi sono rifugiato in una libreria (quella della stazione Termini) e ingannando la noia sono andato nella solita sezione Informatica. In mezzo a tanta fuffa ho trovato un libro carino su Ubuntu, che ne descrive il funzionamento, molto nabbo-oriented, e nei software [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Stamattina ero in fuga dalla neve; per tale motivo, appena arrivato a Roma mi sono rifugiato in una libreria (quella della stazione <strong>Termini</strong>) e ingannando la noia sono andato nella solita sezione Informatica.</p>
<p>In mezzo a tanta fuffa ho trovato un libro carino su <strong>Ubuntu</strong>, che ne descrive il funzionamento, molto nabbo-oriented, e nei software consigliati c&#8217;era <strong>Docky</strong>. Mi sono un po&#8217; inorgoglito, in fondo sono stato il primo a metterlo su AUR tanto tempo fa per <strong>Arch Linux</strong>, e a riprova di questo anche il pacchetto che c&#8217;è (era?) in Community porta la mia firma assieme a quella del maintainer.</p>
<p>Sigh :&#8217;)</p>
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		<title>Ubuntu 11.10, le mie impressioni</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Oct 2011 09:39:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bl@ster</dc:creator>
				<category><![CDATA[Linux]]></category>
		<category><![CDATA[Ubuntu]]></category>

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		<description><![CDATA[<div><a href="http://dottorblaster.it/2011/10/ubuntu-11-10-le-mie-impressioni/"><img title="Ubuntu 11.10, le mie impressioni" src="http://i51.tinypic.com/2whics3.jpg" alt="Ubuntu 11.10, le mie impressioni"  width="200" height="128" /></a></div><br/>Oggi mi sono trovato per qualche minuto senza avere niente da fare, attendendo che venissero completati dalla mia macchina vari task (imparate: l&#8217;automazione è la cosa più bella che l&#8217;essere umano abbia inventato); così, ho deciso di impiegare una trentina di secondi per mandare in esecuzione un debootstrap su una partizione vuota ed installare a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi mi sono trovato per qualche minuto senza avere niente da fare, attendendo che venissero completati dalla mia macchina vari task (imparate: l&#8217;automazione è la cosa più bella che l&#8217;essere umano abbia inventato); così, ho deciso di impiegare una trentina di secondi per mandare in esecuzione un debootstrap su una partizione vuota ed installare a manina <strong>Oneiric</strong>, cosa che viene fatta in circa cinque minuti, più due di setup finale, avendo a disposizione una buona banda e residuati bellici di ben dell&#8217;intelletto.</p>
<p>Quando è stato tutto pronto ho fatto il primo boot e ho messo le mani sulla distro: non c&#8217;è dubbio che <strong>Canonical</strong> come ho detto più volte stia facendo un buon lavoro, e se uso Arch Linux è solo per il mio stranoto sadomasochistico fustigazionismo nerd; Unity risulta ben curata, assolutamente coesa, e in grado di offrire un&#8217;esperienza utente decisamente superiore, ove possibile, se confrontata con quella della precedente versione della distro africana. L&#8217;uso del branch di sviluppo di Compiz comporta la morte civile in caso di smanazzamento dei settaggi, ma poco male. Sono dell&#8217;idea infatti che un paio di bacchettate sulle mani ai troppo smanettoni ci vogliano&#8230; e con questo non intendo dire che sono favorevole all&#8217;assoluta mancanza di configurabilità che impera sovrana in GNOME 3.0. <strong>GNOME 3.0</strong> che si presenta alla base dell&#8217;ambiente grafico di questa piccola neonata ancora nella pancia della mamma come qualcosa di monolitico ma immensamente patchato per certi aspetti, come la gestione energetica e tante altre piccole cose che ne fanno una versione riveduta e corretta al gusto arancio, e che sinceramente a me non dispiacciono per niente, dato che comunque si sacrifica un pezzetto della vision dei designer GNOME per inserire qualche funzionalità comunque non troppo invasiva rispetto alle HIG e <strong>in ogni caso funzionale</strong>.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://i51.tinypic.com/2whics3.jpg" alt="" width="630" height="405" /></p>
<p>Quello che ho potuto notare è stata una piccola regressione delle prestazioni di <strong>Compiz</strong> nel dragging delle finestre e nel disegno dei widget grafici, cosa che si è poi scoperto dipendere ovviamente dalla mia scheda video imbarazzante ma soprattutto dal doppio monitor: su monitor singolo con una risoluzione più umana infatti il comportamento era normale, mentre nella gestione di due testate visuali improvvisamente il mio compositing preferito diventa rosso e comincia a balbettare. Gliel&#8217;ho detto che non dev&#8217;essere timido, ma credo non ci si possa far niente. E io però col PC <em>devo lavorarci</em>, per tutti i santi; possibile che addirittura <strong>Mutter</strong> abbia bissato Compiz 0.9 in quanto a performance sul dragging? Ma non è nemmeno immaginabile. Eppure accade.</p>
<p>A parte questo, un altro aspetto molto fastidioso è stato il non poter invocare il pannello di <strong>Unity</strong> una volta impostato a scomparsa: non voleva proprio più emergere dal lato sinistro dello schermo ._.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://i56.tinypic.com/10x5b49.jpg" alt="" width="630" height="405" /></p>
<p>Fortunatamente, con un paio di moine e qualche carezza sexy sul tasto super hanno fatto comparire la dashboard, e da li ho poi potuto cominciare a lavorare regolarmente: peccato che ad ogni boot mi tocchi fare questa <strong>cosa ridicola</strong> di dover andare a ripescarmi la dock dentro la dashboard perchè non ne vuole sapere di venir fuori da sola finchè non apro un programma.</p>
<p>Per il resto, tutto molto bello: ovviamente GNOME 3 atterra qualsiasi altro DE, tralasciando la questione <strong>GNOME Shell</strong> che è parecchio controversa (anche nella mia testa, il mio emisfero sinistro la odia e quello destro la ama); Nautilus tra le riscritture di GNOME Foundation e le patch di Canonical è diventato veramente un bel pezzo di <del>gnoc</del> software. Stesso dicasi per qualsiasi componente della distribuzione, come il <strong>Software Center</strong>: semplicemente orgasmico, oltre che scattante e non più pachidermico come suo <em>nonno</em> della versione 11.04.</p>
<p>Fortemente consigliato l&#8217;update, <em>ASAP</em> se siete persone che vogliono smanettare, con diciassette giorni (circa) di delay se siete utenti che invece con il PC ci fanno anche altre cose oltre lo smanetto. <strong>Daje</strong>.</p>
]]></content:encoded>
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