<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Bl@ster&#039;s Home &#187; Linux</title>
	<atom:link href="http://dottorblaster.it/linux/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://dottorblaster.it</link>
	<description>Un blog rolling release</description>
	<lastBuildDate>Sun, 20 May 2012 11:44:26 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	
		<item>
		<title>Arch Linux: video-guida completa all&#8217;installazione</title>
		<link>http://dottorblaster.it/2012/05/arch-linux-video-guida-completa-allinstallazione/</link>
		<comments>http://dottorblaster.it/2012/05/arch-linux-video-guida-completa-allinstallazione/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 18 May 2012 22:34:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bl@ster</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arch]]></category>
		<category><![CDATA[Linux]]></category>
		<category><![CDATA[Arch Linux]]></category>
		<category><![CDATA[linux]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://dottorblaster.it/?p=1309</guid>
		<description><![CDATA[<div><a href="http://dottorblaster.it/2012/05/arch-linux-video-guida-completa-allinstallazione/"><img title="Arch Linux: video-guida completa all&#8217;installazione" src="http://farm6.staticflickr.com/5293/5512374439_62b642b27d.jpg" alt="Arch Linux: video-guida completa all&#8217;installazione"  width="200" height="133" /></a></div><br/>Sicuramente per i veterani leggere pagine e pagine di guide non è un problema, e non lo sarà nemmeno per tanti neofiti di Arch Linux, la distro che da qualche anno mi ha conquistato e continuo a usare su tutte le mie macchine di produzione. tuttavia chi si accosta per la prima volta al microcosmo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sicuramente per i veterani leggere pagine e pagine di guide non è un problema, e non lo sarà nemmeno per tanti neofiti di <a href="http://dottorblaster.it/linux/arch/">Arch Linux</a>, la distro che da qualche anno mi ha conquistato e continuo a usare su tutte le mie macchine di produzione. tuttavia chi si accosta per la prima volta al microcosmo di questa distro <strong>Linux</strong> sicuramente può provare un po&#8217; di sgomento vedendo un&#8217;installazione testuale (e come credete che facessero tutti, dieci anni fa? :P) &#8211; e una tastatina al terreno può far bene e dare fiducia a chi non ne ha abbastanza.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" title="Fear" src="http://farm6.staticflickr.com/5293/5512374439_62b642b27d.jpg" alt="Fear" width="500" height="333" /></p>
<p>Insomma, a parte l&#8217;immagine qui sopra (carina vero? Volevo qualcosa che ispirasse paura &#8211; e Luca Rossato mi ha decisamente aiutato) <a href="http://www.youtube.com/user/GeekBlogTV">GeekBlogTV</a> ha girato uno screencast dell&#8217;installazione di <strong>Arch Linux</strong> utilizzando le opzioni più comuni. Non sarà gran che per mandare via le fobie degli utenti più timorosi, ma sicuramente abbastanza per stimolare chi ha già voglia di cimentarsi in quello che non è, sicuramente, un processo facilissimo e alla portata di tutti. Detto questo, godetevi la guida. Lo so, è girata su <strong>Windows</strong>, ma prendetevela con loro, non con me; ambasciator non porta pena :D</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/aw4SPr3f8R4" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
<p><em>Photo courtesy by <a href="http://www.flickr.com/photos/funky64/5512374439/in/photostream/">Luca Rossato</a></em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://dottorblaster.it/2012/05/arch-linux-video-guida-completa-allinstallazione/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Mandriva sarà una distro community-based, parola di CEO</title>
		<link>http://dottorblaster.it/2012/05/mandriva-sara-una-distro-community-based-parola-di-ceo/</link>
		<comments>http://dottorblaster.it/2012/05/mandriva-sara-una-distro-community-based-parola-di-ceo/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 17 May 2012 14:55:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bl@ster</dc:creator>
				<category><![CDATA[Linux]]></category>
		<category><![CDATA[community]]></category>
		<category><![CDATA[linux]]></category>
		<category><![CDATA[mandriva]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://dottorblaster.it/?p=1302</guid>
		<description><![CDATA[<div><a href="http://dottorblaster.it/2012/05/mandriva-sara-una-distro-community-based-parola-di-ceo/"><img title="Mandriva sarà una distro community-based, parola di CEO" src="http://farm4.staticflickr.com/3145/2538253463_ece822fa14.jpg" alt="Mandriva sarà una distro community-based, parola di CEO"  width="200" height="132" /></a></div><br/>Torniamo a bomba su uno degli argomenti che mi stanno più a cuore: i progetti open source e le distribuzioni Linux. A quanto pare, dopo la recente approvazione della ricapitalizzazione, Mandriva ha capito quale strategia adottare per difendere il suo progetto dal cannibalismo del mondo imprenditoriale. Sulle pagine (alcune?) del wiki della distro infatti appare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Torniamo a bomba su uno degli argomenti che mi stanno più a cuore: i progetti open source e le distribuzioni <strong>Linux</strong>. A quanto pare, dopo la recente <a href="http://www.oneopensource.it/03/05/2012/mandriva-e-salva-approvata-la-ricapitalizzazione/">approvazione della ricapitalizzazione</a>, Mandriva ha capito quale strategia adottare per difendere il suo progetto dal cannibalismo del mondo imprenditoriale. <a href="http://wiki.mandriva.com/en/Mandriva_Linux_2012_Development">Sulle pagine</a> (alcune?) del wiki della distro infatti appare una nota del CEO di Mandriva, <strong>J.M. Croset</strong>, che recita:</p>
<blockquote><p>Questa pagina &#8211; e in generale questo wiki &#8211; sarà parte di un trasferimento globale del <strong>Mandriva Linux Project</strong> alla community, che verrà finalizzato presto. <strong>Mandriva SA</strong> vuole che il progetto sia gestito dalla community di Mandriva Linux sotto una governance appropriata. Noi (Mandriva SA) contribuiremo al Mandriva Linux Project in futuro e vogliamo vederlo crescere. Non vogliamo commentare queste righe e vogliamo enfatizzare il fatto che questo wiki sia il wiki della community, anche se è ospitato sul dominio mandriva.com.</p></blockquote>
<p><img class="aligncenter" title="Mandriva" src="http://farm4.staticflickr.com/3145/2538253463_ece822fa14.jpg" alt="Mandriva" width="500" height="332" /></p>
<p>Grandissimi, non c&#8217;è che dire. Ho sempre snobbato un po&#8217; Mandriva, ma questa scelta è l&#8217;unica sensata e che non mi stupisce: la mossa di un&#8217;azienda che, adattandosi ai nuovi paradigmi, trasferisce responsabilità e parte rilevante dell&#8217;amministrazione di un proprio prodotto e progetto direttamente alla <strong>community</strong>, pur mantenendola ancorata alla compagnia.</p>
<p>In questo modo Mandriva diverrà qualcosa di simile a <strong>Fedora</strong>, infatti pur mantenendo il suo connotato di distribuzione tipicamente company-made, sarà invulnerabile dal punto di vista del funding e della governance: di questo da ora in poi (una volta ultimato il trasferimento delle cariche) sarà responsabile solo e soltanto la community. A questo punto <strong>Mandriva</strong> può felicemente fallire :D - Scherzi a parte, probabilmente l&#8217;azienda riuscirà a rimanere in piedi; resta da vedere quanto questa giostra economica continuerà. In ogni caso sono felice che la distro e il suo sviluppo siano stati svincolati.</p>
<p><em>Photo courtesy of <a href="http://www.flickr.com/photos/gonzalemario/2538253463/in/photostream/">Mario Gonzalez</a></em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://dottorblaster.it/2012/05/mandriva-sara-una-distro-community-based-parola-di-ceo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>EA Games, la delusione dell&#8217;Ubuntu Developer Summit</title>
		<link>http://dottorblaster.it/2012/05/ea-games-la-delusione-dellubuntu-developer-summit/</link>
		<comments>http://dottorblaster.it/2012/05/ea-games-la-delusione-dellubuntu-developer-summit/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 11 May 2012 09:30:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bl@ster</dc:creator>
				<category><![CDATA[Linux]]></category>
		<category><![CDATA[Ubuntu]]></category>
		<category><![CDATA[electronic arts]]></category>
		<category><![CDATA[gaming]]></category>
		<category><![CDATA[linux]]></category>
		<category><![CDATA[ubuntu]]></category>
		<category><![CDATA[uds]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://dottorblaster.it/?p=1279</guid>
		<description><![CDATA[<div><a href="http://dottorblaster.it/2012/05/ea-games-la-delusione-dellubuntu-developer-summit/"><img title="EA Games, la delusione dell&#8217;Ubuntu Developer Summit" src="http://farm7.staticflickr.com/6047/6327942540_7d2be40d27.jpg" alt="EA Games, la delusione dell&#8217;Ubuntu Developer Summit"  width="200" height="133" /></a></div><br/>Come i miei innumerevoli fan (hahah) avranno notato, non mi sono espresso molto sulla questione EA Games negli ultimi giorni: ho preferito non dare personalmente notizie relative alla presenza di Electronic Arts presso l&#8217;Ubuntu Developer Summit semplicemente perchè avevo intuito la patata bollente, e ho preferito tirarmene fuori lasciando ad altri il compito di occuparsi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come i miei innumerevoli fan (hahah) avranno notato, non mi sono espresso molto sulla questione <strong>EA Games</strong> negli ultimi giorni: ho preferito non dare personalmente notizie relative alla presenza di Electronic Arts presso l&#8217;<strong>Ubuntu Developer Summit</strong> semplicemente perchè avevo intuito la patata bollente, e ho preferito tirarmene fuori lasciando ad altri il compito di occuparsi di dare copertura mediatica a quello che definirei un vero e proprio scempio.</p>
<p>Uno dice vabbeh, ma non ti sta mai bene niente. E invece si che mi sta bene, ma alle condizioni dettate da me; sono criptico. Mi spiego.</p>
<p>Già da quando ho visto il marchio come presenza al Summit, mi ero insospettito, finchè non sono venute fuori le vere intenzioni. <strong>EA Games</strong> ha infilato di soppiatto due giochi nell&#8217;<strong>Ubuntu Software Center</strong>, con un po&#8217; di piaggeria e un po&#8217; di melliflua nonchalance; prima di questo atto però, analizziamo ciò che è successo prima. Tutti ebbri di felicità, eravamo, all&#8217;idea che fosse finalmente in procinto di arrivare <a href="http://www.oneopensource.it/30/04/2012/valve-e-canonical-insieme-per-steam-su-linux/">Steam per Linux</a>, e che il Source Engine potesse essere disponibile a carrettate pronto per essere fruito da ogni orifizio, a cominciare dai bulbi oculari; nel frattempo EA ha diffuso il comunicato della sua presenza all&#8217;UDS. Dalla comunità è venuto un odore di hype come non se ne sentivano da anni: che addirittura dopo l&#8217;annuncio di <strong>Left 4 Dead 2</strong> dovessimo addirittura fare spazio ad un altro titolo che soddisfacesse la ghiottoneria dei gamer più incalliti?</p>
<p><img class="aligncenter" title="Mark Shuttleworth mask" src="http://farm7.staticflickr.com/6047/6327942540_7d2be40d27.jpg" alt="Mark Shuttleworth mask" width="500" height="333" /></p>
<p>Ovviamente no.</p>
<p>I suddetti due giochi di EA sono approdati una di queste mattine presso i lidi del Software Center, e sono due browser game, che possono divertire cinque minuti e poi basta che è meglio. Non contenta, <strong>EA</strong> ha oggi parlato in &#8220;sua difesa&#8221;; sembra infatti che l&#8217;accoglienza dei prodotti sia stata un po&#8217; fredda ma, signori miei, capirete che mentre voi ci offrite due browser game, dall&#8217;altra parte <strong>Valve</strong> ci ha detto e provato che avremo Steam. E il Source Engine. E tutto quello che ne consegue.</p>
<p>Ero fiducioso, finchè non ho letto il resoconto sullo <a href="http://omgubuntu.co.uk/2012/05/ea-delivers-talk-at-ubuntu-developer-summit/">speech di EA</a> su OMG! Ubuntu, che esprime dei punti fondamentali: a quanto pare infatti EA non guarderà la revenue finanziaria dei giochi ma valuterà il feedback con uno spettro molto più ampio. Beh, vorrei ben vedere; se sperate di alzare due centesimi con quella roba, sono felice per voi ma occhio alle ragnatele nel portafogli. Secondo punto: gli interessa un sacco <strong>WebGL</strong> e <strong>HTML5</strong>. Presenteranno infatti un browser game (un altro? Ma che c***o!) con grafica &#8220;da PlayStation 2&#8243; al <strong>Google I/O</strong>.</p>
<p>Un altro. Browser. Game. Ditemi che ho letto male, vi prego.</p>
<p>Certo, anch&#8217;io sono un amante di <strong>Quake Live</strong>, e sicuramente WebGL può consegnare una nuova user experience e una rinascita artistica multipiattaforma al mondo del gaming, ma mi si consenta di contrassegnare l&#8217;intervento di EA Games come la figura più deludente di ogni Ubuntu Developer Summit di sempre, anche perchè di cose sugose d&#8217;altro canto ce ne sono abbastanza &#8211; come <a href="http://www.oneopensource.it/11/05/2012/ubuntu-12-10-conterra-una-preview-tecnica-di-wayland/">Wayland</a>. L&#8217;intervento, i giochi uploadati e tutto il resto, sembrano voler dire una cosa sola: &#8220;Guardate, come vi reputiamo sciocchi e pensiamo di comprarci un po&#8217; di hype a buon mercato. Tenete queste due bazzecole e fatevele bastare&#8221; &#8211; il che avrebbe anche senso, dal punto di vista imprenditoriale. Ma a questa figuraccia porrà rimedio solo un buon titolo con un degno supporto.</p>
<p>Quindi, signori di Electronic Arts, <strong>smettetela</strong> di prenderci in giro.</p>
<p><em>Photo courtesy of <a href="http://www.flickr.com/photos/37955218@N08/6327942540/">Tara Oldfield</a> (ma che diavolo di occhiali porta Shuttleworth?)</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://dottorblaster.it/2012/05/ea-games-la-delusione-dellubuntu-developer-summit/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>13</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Linux, e l&#8217;importanza della user experience</title>
		<link>http://dottorblaster.it/2012/04/linux-e-limportanza-della-user-experience/</link>
		<comments>http://dottorblaster.it/2012/04/linux-e-limportanza-della-user-experience/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 28 Apr 2012 16:20:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bl@ster</dc:creator>
				<category><![CDATA[Linux]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://dottorblaster.it/?p=1233</guid>
		<description><![CDATA[<div><a href="http://dottorblaster.it/2012/04/linux-e-limportanza-della-user-experience/"><img title="Linux, e l&#8217;importanza della user experience" src="http://farm3.staticflickr.com/2442/3711253360_106e3a8eaf.jpg" alt="Linux, e l&#8217;importanza della user experience"  width="200" height="150" /></a></div><br/>Prima di dedicarmi completamente a Linux, avendo smesso di usare Windows da un sacco di tempo, avevo deciso di esplorare l&#8217;universo Apple più in profondità, concedendomi il lusso di poter dedicare un po&#8217; della mia infinita sapienza (hahah) all&#8217;atto di costruirmi un piccolo Hackintosh. C&#8217;è chi ci riesce e chi no; a me è riuscito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Prima di dedicarmi completamente a Linux, avendo smesso di usare <strong>Windows</strong> da un sacco di tempo, avevo deciso di esplorare l&#8217;universo <strong>Apple</strong> più in profondità, concedendomi il lusso di poter dedicare un po&#8217; della mia infinita sapienza (hahah) all&#8217;atto di costruirmi un piccolo Hackintosh. C&#8217;è chi ci riesce e chi no; a me è riuscito e all&#8217;incirca un paio di anni fa ho fatto un giro con Mac OS X, spulciandomelo bene fino in fondo, sino ad arrivare nei meandri del filesystem, comprendendo l&#8217;abominio commesso da Apple nello sdoppiamento della struttura dei dati all&#8217;interno della root del sistema operativo. Ma a parte questo, che forse vi racconterò un&#8217;altra volta, ho compreso che l&#8217;universo della mela non faceva per me per una serie di motivi: primo tra tutti la sua chiusura. Sono così tornato ad usare con soddisfazione Linux, il quale però non mi riservava la stessa attenzione riguardo un aspetto che mi aveva molto colpito usando il mio <em>Mac-non-Mac</em>.</p>
<p>La user experience.</p>
<h3>Cosa accade nell&#8217;universo Apple</h3>
<p>Per <strong>retaggio culturale</strong> più che per vera necessità &#8211; diciamocelo infatti, Mac OS era superiore per operazioni di design in quanto Windows vent&#8217;anni fa non supportava i font a spaziatura variabile e tante altre carinerie; ora come ora sono esattamente equipollenti &#8211; a Mac OS è rimasto ancorato quel bacino d&#8217;utenza che, un po&#8217; <strong>hipster</strong> e un po&#8217; nostalgico, nonchè un po&#8217; traviato dalle opinioni comuni, durante le operazioni di sviluppo di un software tenta irrimediabilmente di trovare la migliore strada per disegnare l&#8217;interfaccia grafica. È un male? No. Anzi. Durante la mia esperienza con Mac OS X mi è capitato di imbattermi in applicazioni fatte abbastanza male dal punto di vista della funzionalità, ma mai in qualcosa che a vedersi fosse sgradevole: questo può essere riconducibile a due elementi fondamentali: <strong>Aqua</strong> e <strong>Cocoa</strong>. Cocoa è un set di librerie fondamentalmente molto prestante, e Aqua è l&#8217;estetica generale di Mac OS che al sottoscritto piace molto. Oltre questo, se proprio non si aderisce agli standard di Aqua le applicazioni che vengono scaricate sono sempre molto belle. Anche un tasto del tipo Sad Trombone risulta fenomenale, sarei pronto a scommetterci.</p>
<p><img class="aligncenter" title="User experience" src="http://farm3.staticflickr.com/2442/3711253360_106e3a8eaf.jpg" alt="" width="500" height="375" /></p>
<p>Proprio questo ha fatto sembrare Linux per certi aspetti ai miei occhi un sistema abbastanza &#8220;vecchio dentro&#8221;, non tanto per i desktop environment che col tempo hanno assunto dei connotati sempre più moderni, ma per alcuni programmi i quali sembrano la morte civile. Fortunatamente <strong>Canonical</strong> ha portato all&#8217;attenzione di tutti questo dettaglio, che per quanto possa essere un&#8217;idiozia è pur sempre qualcosa che conta agli occhi dell&#8217;utilizzatore finale; sono felice quindi che esistano applicazioni come <strong>Nitro Tasks</strong>, che godono di un port Linux e di un&#8217;interfaccia molto bella, ma soprattutto ho visto come il trend a riguardo sia cambiato, anche nel panorama Linux che a cambiamenti di questo tipo è sempre stato restio, a causa dei moniti lanciati da Steve Jobs e <strong>Mark Shuttleworth</strong> in seconda battuta.</p>
<h3>Il panorama open si evolve</h3>
<p>Ho fatto <a href="http://www.oneopensource.it/27/04/2012/novacut-12-04-disponibile-per-il-download/">un giro con Novacut 12.04</a> proprio ieri, per testarlo un secondo e vedere fin dove ci si può spingere con questo software che erge come suo cavallo di battaglia proprio la UI. Soddisfattissimo, mi sono poi girato il <a href="http://blog.novacut.com/">blog ufficiale</a> e ho trovato a lato la lista degli sviluppatori, con rispettive qualifiche. Ve la riporto integralmente:</p>
<blockquote><p><strong>Jason DeRose</strong><br />
Architect &amp; Developer</p>
<p><strong>Tara Oldfield</strong><br />
Anthropologist &amp; Artist Liaison</p>
<p><strong>Akshat Jain</strong><br />
Developer Outreach &amp; Developer</p>
<p><strong>James Raymond</strong><br />
UI Designer &amp; Developer</p>
<p><strong>David Jordan</strong><br />
Multimedia Engineer &amp; Filmmaker</p></blockquote>
<p>Mi è saltata all&#8217;occhio questa cosa meravigliosa: tra cinque sviluppatori, possiamo vedere come due tra loro (un&#8217;ottima percentuale quindi) siano &#8220;umanisti&#8221;: un <strong>UI designer</strong>, quindi una persona più che preparata, e soprattutto <strong>un&#8217;antropologa</strong> che si occupi di verificare che effettivamente il lavoro del designer sia usabile e degno di questo nome. Sono parecchio felice di vedere che anche nel panorama <strong>Linux</strong> le cose stanno cambiando, e  che il design non sia un fattore che di fronte ad altri aspetti (magari marginali) passa in secondo piano.</p>
<p>Spero vivamente che l&#8217;esempio di <strong>Novacut</strong> non rimanga solo una goccia nel mare.</p>
<p><em>Photo courtesy by <a href="http://www.flickr.com/photos/jm3/">jm3</a> @ Flickr</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://dottorblaster.it/2012/04/linux-e-limportanza-della-user-experience/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>10</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Linux 3.3.2: no problem, ma la macchia resta</title>
		<link>http://dottorblaster.it/2012/04/linux-3-3-2-no-problem-ma-la-macchia-resta/</link>
		<comments>http://dottorblaster.it/2012/04/linux-3-3-2-no-problem-ma-la-macchia-resta/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 20 Apr 2012 18:55:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bl@ster</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arch]]></category>
		<category><![CDATA[Linux]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://dottorblaster.it/?p=1230</guid>
		<description><![CDATA[Poco tempo fa è apparso un post su OneOpenSource scritto dal medesimo che spiegava come Linux 3.3.1 introducesse dei bug gravissimi nella gestione di schede wireless Atheros, precisamente facenti uso del driver ath9k incluso in Linux già da parecchi anni. A quanto pare infatti, gli sviluppatori hanno deciso di farsi qualche risata alle nostre spalle. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Poco tempo fa è apparso un <a href="http://www.oneopensource.it/13/04/2012/linux-3-3-1-wireless-atheros-non-funzionante-in-attesa-di-patch/">post su OneOpenSource</a> scritto dal medesimo che spiegava come <strong>Linux 3.3.1</strong> introducesse dei bug gravissimi nella gestione di schede wireless <strong>Atheros</strong>, precisamente facenti uso del driver ath9k incluso in Linux già da parecchi anni. A quanto pare infatti, gli sviluppatori hanno deciso di farsi qualche risata alle nostre spalle.</p>
<p>Con <strong>Linux 3.3.2</strong> rilasciato stabile su <a href="http://kernel.org/">kernel.org</a> ho voluto dare una chance alla mainline 3.3 per vedere cosa diavolo succedesse, e invece mi sono trovato connesso alla rete WPA2 di <a href="http://lug.uniroma2.it/">Roma2LUG</a> in men che non si dica. Tutto è bene quel che finisce bene, tuttavia volevo lasciarmi a qualche considerazione da vecchia di paese riguardo l&#8217;accaduto, precisamente sul meccanismo di QA e signoff sia del kernel <strong>Linux</strong> che del suo pacchetto in <strong>Arch Linux</strong>.</p>
<p>Mi domando infatti cosa diavolo sia venuto in mente agli sviluppatori da due lati: innanzi tutto rilasciare una modifica del genere <strong>senza testare</strong>. È vero infatti che uno in genere è sicuro di quello che scrive e &#8220;if it compiles, it works&#8221;, tuttavia ho esaminato la patch (capirai, &#8216;sta perizia tecnica hahah) e ho visto che è stata tolta una porzione di codice veramente miserrima, mentre le aggiunte sono state parecchie in confronto. Mi è sembrato come se ci si fosse <strong>dimenticati</strong> di inserire delle syscall in mezzo al codice; qualcosa del tipo &#8220;Massì, fàmo così, che ce frega,che ce &#8216;mporta, male che va ci arriva qualche mail minatoria&#8221; &#8211; e infatti è andata male. Non commento solo perchè in quanto a programmatore sono un&#8217;emerito imbecille e non sono al livello, sicuramente, di chi ha scritto ath9k, però insomma. Qualche riserva me la prenderei.</p>
<p>La mia seconda perplessità è riguardo il meccanismo di <strong>signoff di Arch Linux</strong>. Quando è arrivata la mail &#8220;please signoff linux-3.3.1&#8243; la gente a che pensava? Era tempo di YouPorn? Mi fa strano, perchè comunque gli sviluppatori di Arch di solito scoprono eventuali malfunzionamenti abbastanza in fretta. La <strong>patata bollente</strong> stavolta è scappata dalle mani di tutti, ed è finita in terra. Peccato: sinora il meccanismo di QA (se così si può chiamare, dato che non lo è in maniera letterale) aveva retto parecchio bene a eventi di questo tipo.</p>
<p>Questo è lo spazio riservato alle considerazioni che mi sono concesso. Le riflessioni che ne sono derivate, magari ve le racconto nel prossimo post ;)</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://dottorblaster.it/2012/04/linux-3-3-2-no-problem-ma-la-macchia-resta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>10</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

