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	<title>Bl@ster&#039;s Home &#187; KDE</title>
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		<title>KDE: la mia configurazione</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Aug 2011 13:47:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bl@ster</dc:creator>
				<category><![CDATA[Desktop Environment]]></category>
		<category><![CDATA[KDE]]></category>
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		<description><![CDATA[<div><a href="http://dottorblaster.it/2011/08/kde-la-mia-configurazione/"><img title="KDE: la mia configurazione" src="http://i56.tinypic.com/2unzqx4.png" alt="KDE: la mia configurazione"  width="193" height="200" /></a></div><br/>Ho deciso di scrivere questo post dopo aver visto su Google+ che effettivamente in tanti hanno mostrato interesse per le componenti del mio desktop, così effettivamente mi sono accorto che forse era meglio tornare ai vecchi tempi: scrivere cioè un post come memorandum personale, nel caso cambiassi macchina, e come punto di discussione e di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho deciso di scrivere questo post dopo aver visto <strong><a href="https://plus.google.com/107464946668215159377/posts/DmPFWsjFHMe">su Google+</a></strong> che effettivamente in tanti hanno mostrato interesse per le componenti del mio desktop, così effettivamente mi sono accorto che forse era meglio tornare ai vecchi tempi: scrivere cioè un post come memorandum personale, nel caso cambiassi macchina, e come punto di discussione e di condivisione del know-how per gli altri. Sai mai, infatti, che arrivi qualcuno che non sappia i trucchetti banali che andrò ad esporre.</p>
<h3>Keep It Simple: leviamo la robaccia</h3>
<p>Parecchio del lavoro che ho fatto sul mio <strong>KDE</strong> appena installato è stato orientato alla semplificazione. Il K Desktop Environment è una massa di cose che, compilate ed eseguite senza un minimo di tweaking, non ha minimamente senso. La cosa positiva è che, se ci impegnamo, rimane tutto configurabile comodamente attraverso pratici menù visuali, niente di trascendentale quindi. Il primo trucchetto che applico io di solito, è <strong>disattivare Nepomuk</strong>. Si si, lo so, Nepomuk e l&#8217;indicizzazione sono in realtà come pilastri per KDE dalla release 4 in poi, ma a me serviva qualcosa di usabile e che non fosse eccessivamente pesante sulla CPU, quindi via l&#8217;indicizzazione. Andate nelle impostazioni di sistema e levate il segno di spunta a quel coso.</p>
<p>La seconda cosa è levare, ogni volta che posso, i pulsanti idioti. Sono un fan del look and feel minimale, e con un colpo di click destro sulla toolbar delle finestre, molte volte appare un menù contestuale molto carino che ci permette di scegliere grandezza e cose varie, riguardo le icone e i testi. È vero, magari dovrebbero esserci dei defaults maggiormente settabili, ma comunque per ogni applicazione possiamo avere la nostra impostazione di toolbar preferita; per esempio, io per Kopete ho una finestra di chat in cui se compare la menubar è grasso che cola (perchè non la so togliere eh &#8211; ah a posto, trovato adesso, non scherzo).</p>
<p>Allo stesso modo andiamo nelle preferenze dell&#8217;aspetto delle applicazioni, e configuriamoci per bene <strong>Oxygen</strong>: togliamo le animazioni, lasciamo solo quello che ci interessa, e facciamo un bel lifting alle scrollbar, le quali se di default possono essere orribili, con qualche ritocco diventano molto belle a vedersi e assolutamente non invasive per l&#8217;occhio. Per finire di configurare Oxygen dobbiamo andare nelle preferenze dello spazio di lavoro, dove possiamo impostare il bordo delle finestre: io personalmente adoro le finestre borderless, quindi mi sono scelto qualcosa che andasse bene per me, comunque per dare una linea al mio desktop ho usato l&#8217;impostazione borderless e i pulsanti della finestra piccoli sulla sinistra (à la OSX).</p>
<p>Per finire, disabilitiamo tutti gli effetti desktop che non siano le ombre, e qualche cosa d&#8217;altro a piacere. Io ho addirittura impostato il compositing su XRender, per far consumare ancora meno CPU a KWin, che comunque è diventato un software dal consumo addirittura ragionevole con KDE 4.7.0. Dovremmo più o meno esserci, la prima parte, quella della scrematura è completata.</p>
<h3>Lo spazio di lavoro</h3>
<p>È importante chiarire che io non uso KDE come viene accessoriato, con tutti i plasmoidi e le minchiatine varie. La mia configurazione di KDE riflette la semplicità che a me piace mantenere sul desktop, e la funzionalità prima di tutto. Quindi via tutto quello che non serve, e ripristiniamo le funzionalità che tanto ci piacciono di ambienti desktop un po&#8217; più &#8220;retrogradi&#8221; ma che ci fanno lavorare in scioltezza, aumentando la nostra produttività e non costrigendoci ad aprire programmi su programmi per ogni task. Il mio KDE quindi è costituito da <strong>un pannello solamente</strong>, dove risiedono Lancelot (il &#8220;blob&#8221; per lanciare i programmi), la taskbar molto tradizionale, e la system tray. Poco altro.</p>
<p>Potete ovviamente decidere voi se piazzare questo pannellone in alto o in basso, comunque fatelo con cura perchè sarà poi il vostro riferimento spaziale per qualsiasi attività. Nel mentre, levando tutti i plasmoidi, clickando di destro, possiamo andare a cambiare non solo lo sfondo, ma attraverso il submenù Disposizione, possiamo ripristinare il bellissimo <strong>desktop classico</strong> al quale eravamo tanto abituati, scegliendo Vista delle Cartelle. La posizione poi, se far fare ad <em>/home/`whoami`</em> da scrivania o creare una directory apposita, è totalmente arbitraria.</p>
<p>Avete scelto uno sfondo che vi piaccia? Bene. Perchè adesso chi smanetta mi deve seguire.</p>
<h3>Personalizzazione di Konsole</h3>
<p>Dato che a quanto pare gli altri terminali sono tutti effettivamente piuttosto brutti, vi mostro come ho ridotto la mia <strong>Konsole</strong>, con l&#8217;aiuto del sapiente Zidagar che effettivamente ha saputo darmi qualche dritta nel momento del bisogno. Borderless, rigorosamente (è bella), a sfondo nero, con un colore foreground che vi piaccia, e senza menubar. Aspetto semplice, bello e confortevole: cosa diavolo volete d&#8217;altro da una riga di comando? :D</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://i56.tinypic.com/2unzqx4.png" alt="" width="558" height="578" /></p>
<p>Per togliere di mezzo la menubar, od eventualmente rimetterla al suo posto, basta un colpo di Shift+CTRL+M; come font consiglio Terminus, o Monaco che il mio monospaziato preferito.</p>
<h3>Varie ed eventuali</h3>
<p>Come ultimo consiglio, andate a smanettare nel gestore delle impostazioni per qualsiasi cosa. KDE ha l&#8217;unico pregio di essere pienamente configurabile (oltre che molto bello e accattivante visivamente) quindi se volete fargli fare qualcosa, sappiate che <strong>egli può</strong>. Prima di schifare KDE in ogni caso, a ogni utente raccomando di configurare per bene tutto spendendoci qualche oretta, settando magari moltissime shortcut per lavorare in maniera più agile. Ovviamente per l&#8217;integrazione GTK ho usato il nuovissimo <strong>Oxygen-GTK</strong> di cui si parla molto in rete, specificatamente per l&#8217;integrazione di <strong>Chrome</strong> all&#8217;interno di KDE penso di scrivere un articolo a parte, perchè effettivamente è un lavoraccio combinare tutti gli aggiustamenti necessari ad un tema che non lo faccia diventare un&#8217;aberrazione.</p>
<p>Piccolo punto in sospeso è il desktop: nella Software Compilation 4.7.0 infatti è migliorato, ma la <strong>scrivania tradizionale</strong> ha ancora bisogno di tanto amore. Altro piccolo tip: siccome le ombre azzurre sono terribili, dal menù di configurazione di Oxygen per quanto riguarda i bordi della finestra, è possibile riportare quella schifezza al colore nero naturale che gli compete.</p>
<p>Hasta luego.</p>
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		<title>Linux sempre avanti</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jun 2011 21:58:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bl@ster</dc:creator>
				<category><![CDATA[Desktop Environment]]></category>
		<category><![CDATA[KDE]]></category>
		<category><![CDATA[Linux]]></category>

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		<description><![CDATA[<div><a href="http://dottorblaster.it/2011/06/linux-e-sempre-avanti/"><img title="Linux sempre avanti" src="http://i52.tinypic.com/287q5mp.png" alt="Linux sempre avanti"  width="200" height="160" /></a></div><br/>Per carità, bellissimo il keynote di Apple ieri. Soprattutto, mi fa letteralmente sbavare la caratteristica del versioning integrato nel sistema operativo, che permette di avere più revisioni dello stesso file; mi chiedo come farà Finder a gestire tutto ciò, preview incluse. Intanto, presentato Lion, alcuni si sono accorti che lo scrolling era &#8220;al contrario&#8221;; questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per carità, bellissimo il keynote di Apple ieri. Soprattutto, mi fa letteralmente sbavare la caratteristica del <strong>versioning</strong> integrato nel sistema operativo, che permette di avere più revisioni dello stesso file; mi chiedo come farà Finder a gestire tutto ciò, preview incluse. Intanto, presentato Lion, alcuni si sono accorti che lo scrolling era &#8220;al contrario&#8221;; questo perchè i dispositivi di input sono sempre più legati al mondo touch, e quindi si cerca un comportamento più naturale anche nelle gesture di <strong>scrolling</strong>.</p>
<p>Ora, mentre i <strong>melari</strong> si affannano per trovare applicazioncine carine che gli permettano di fare questo anche su Snow Leopard, io intanto mi sono fatto un bel giro della mailing list di sviluppo di <strong>KDE</strong>, e del centro di controllo. La feature infatti è disponibile da ormai un annetto e più, nelle preferenze del mouse:</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://i52.tinypic.com/287q5mp.png" alt="" width="650" height="522" /></p>
<p style="text-align: left;">Insomma, ovviamente tutti a gridare alla novità che sicuramente avrà le sue ragioni d&#8217;essere, <strong>però</strong>&#8230; :D</p>
]]></content:encoded>
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		<title>KDE, la mia esperienza, per quello che conta :)</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Jun 2010 13:05:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bl@ster</dc:creator>
				<category><![CDATA[Desktop Environment]]></category>
		<category><![CDATA[Gnome]]></category>
		<category><![CDATA[KDE]]></category>

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		<description><![CDATA[<div><a href="http://dottorblaster.it/2010/06/kde-la-mia-esperienza-per-quello-che-conta/"><img title="KDE, la mia esperienza, per quello che conta :)" src="http://i47.tinypic.com/907slt.png" alt="KDE, la mia esperienza, per quello che conta :)"  width="162" height="200" /></a></div><br/>Nelle scorse settimane mi sono divertito a smanacciare un po&#8217; il mio portatile: dopo aver installato Fedora 13 ed aver avuto un&#8217;esperienza impressionante con gli alie KDE 4.4, ho deciso che era venuto il momento di mettere in chiaro degli aspetti fondamentali della vita di coppia tra me e la mia Arch Linux. È stato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nelle scorse settimane mi sono divertito a smanacciare un po&#8217; il mio portatile: dopo aver <a href="http://dottorblaster.it/2010/05/fedora-13-kde-permanenza-con-il-lato-oscuro/">installato </a><strong><a href="http://dottorblaster.it/2010/05/fedora-13-kde-permanenza-con-il-lato-oscuro/">Fedora 13</a></strong> ed aver avuto un&#8217;esperienza impressionante con gli alie <strong>KDE 4.4</strong>, ho deciso che era venuto il momento di mettere in chiaro degli aspetti fondamentali della vita di coppia tra me e la mia Arch Linux. È stato così, che loggatomi da riga di comando ho fatto la pazzia e installato KDE anche dall&#8217;<em>altra parte</em>. Incredibilmente, tutto ciò è stato come un salto nell&#8217;iperspazio, di quelli che ti mozzano il fiato (chi non ha mai, d&#8217;altronde, fatto un salto nell&#8217;iperspazio.), e mi sono ritrovato, dopo alcune personalizzazioni, in un ambiente straordinariamente di mio gradimento, con tutto ciò che mi serviva. Tutto era dove doveva essere, e, posso garantire, <strong>Dolphin</strong> è un file manager veramente niente male.</p>
<p>La configurabilità dell&#8217;intero ambiente per vie facili non ha pari: ho avuto un assaggio di ciò che arriva dove la filosofia <strong>GNOME</strong> frena, infatti ho potuto farmi dire di si a qualunque cosa volessi fare con qualche click nei posti giusti (aehm, a volte non proprio giustissimi), mentre con l&#8217;ambiente &#8220;concorrente&#8221; per così dire, sono costretto ogni volta a ricorrere a GConf per operazioni anche banali come cambiare l&#8217;ordine dei pulsanti nella titlebar. Per questo motivo mi sono invaghito di KDE: le QT consentono di avere un ambiente assolutamente fuori dal comune in quanto a meravigliosità dell&#8217;interfaccia grafica, anche se meno pulito, e le applicazioni possono facilmente essere sovvertite, è l&#8217;utente che controlla loro, e non loro che controllano l&#8217;utente.</p>
<p>Tra l&#8217;altro devo ammettere che la struttura di KDE per quanto riguarda gli <strong>engine</strong> di decorazione finestre e widget è decisamente geniale: ogni motore ha i suoi parametri non solo per la configurazione dell&#8217;aspetto, ma anche riguardo la configurazione del comportamento del window manager, che cambia radicalmente faccia a seconda che si stia usando <strong>Oxygen</strong>, <strong>Bespin</strong>, <strong>Plastik</strong>. Oltre questo, c&#8217;è da aggiungere che tutto ciò che è <strong>QT</strong> è meravigliosamente integrato in KDE. Mi spiego: in GNOME ma anche in Windows succede che qualunque applicazione non faccia parte dell&#8217;ambiente desktop tenda ad essere un po&#8217; discriminata.</p>
<p>KDE invece segue una <strong>filosofia</strong> molto simile a quella secondo cui è sviluppato OSX. Il sistema di casa Apple si basa infatti sulle librerie grafiche Cocoa, grazie alle quali è possibile scrivere software perfettamente integrato con il sistema operativo proprio per via del livello di integrazione di cui Cocoa gode all&#8217;interno di Mac OSX. Per le QT più o meno il discorso è lo stesso: KDE offre alle applicazioni QT <strong>una culla in cui integrarsi</strong> alla perfezione senza timore. Viceversa qualunque cosa provenga dall&#8217;esterno, è trattata un po&#8217; <strong>malino</strong>; esattamente come OSX anche KDE riserva un cattivo trattamento alle applicazioni GTK+ mettendo a disposizione si, il gtk-qt-engine, che però a mio modo di parere offre possibilità approssimative ;)</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://i47.tinypic.com/907slt.png" alt="" width="350" height="431" /></p>
<p>Inoltre come potete vedere dall&#8217;immagine superiore è possibile eliminare facilmente la presenza di quella fastidiosa<strong> appendice di titlebar</strong> sparsa un po&#8217; ovunque sulle finestre, spesso, in altri desktop environment, levando così di torno tantissimo <strong>spazio regalato</strong> ai porci.</p>
<p>Dopo un po&#8217; però ho cominciato a sentire i limiti di quello che stavo usando. È si tutto molto ben congegnato per far sentire l&#8217;utente a casa, ma forse un po&#8217; troppo a casa&#8230; sul divano, stravaccato diciamo. Mentre GNOME incredibilmente anche non facendo sentire l&#8217;utente parte di un meccanismo più grande di lui comunque <strong>lo facilita</strong> con un&#8217;interfaccia volta ad aumentare la produttività, mettendo sempre la semplicità al primo posto, a volte KDE si rivela macchinoso da utilizzare per una persona che vuole semplicemente arrivare a fare quello che vuole fare. E questo, se mi conoscete bene, è un neo gigantesco; mi sono ritrovato spessissime volte a fare altre cose non ricordando più il mio intento originale. Già, diciamo che KDE per chi soffre di <strong>disturbi</strong> dell&#8217;attenziooh&#8230; oh, una farfalla&#8230;</p>
<p>Io sono uno che come gli fai vedere una stronzata <strong>parte</strong>. Una trasparenza, un menù di troppo e come una trottola giro in tondo dimenticando cosa stavo facendo; quando lavoro è più difficile, ma anche mentre svolgo i miei compiti quotidiani capita che mi metta a guardare un paio di feature alle dieci di mattina e quando smetto siano le sei di sera. Capita con GNOME, <strong>figuratevi</strong> quanto è capitato con KDE :D</p>
<p>In definitiva, dopo una settimanella di giochi, ho deciso che era il caso di castrare un po&#8217; la mia fantasiosa mente e <strong>tornare a GNOME</strong>. Questo perchè? Per tutti i nei descritti su. E perchè, incredibilmente, il <strong>compositing</strong> di Oxygen stressa la mia CPU a dei livelli un po&#8217; assurdi, anche e soprattutto con <strong>KDE 4.5 Beta</strong> che comunque ho avuto modo di testare aggiornando ieri sera la mia Fedora: veramente un bel lavoro, soprattutto a livello di miglioramento dell&#8217;interfaccia. Insomma, buona fortuna KDE. Per il momento ci si saluta, ma <strong>non è certo finita qua</strong>.</p>
<p>Ah e un&#8217;ultima cosa, questo post è stato scritto con il nuovo WordPress 3 che spacca :lol:</p>
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		<title>KDE &amp; Arch Linux, via libera per l&#8217;aggiornamento</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Jun 2010 11:17:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bl@ster</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Desktop Environment]]></category>
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		<description><![CDATA[<div><a href="http://dottorblaster.it/2010/06/kde-arch-linux-via-libera-per-laggiornamento/"><img title="KDE &#038; Arch Linux, via libera per l&#8217;aggiornamento" src="http://www.sumproject.org/files/image/varie/kde-logo.png" alt="KDE &#038; Arch Linux, via libera per l&#8217;aggiornamento"  width="196" height="200" /></a></div><br/>Avevo già detto ieri, che un problema era incorso durante l&#8217;upload dei pacchetti nei repository di Arch Linux, quindi l&#8217;aggiornamento di KDE alla Software Compilation (ma che bel nome!) 4.4.4 tralasciava alcuni pacchetti di base, che rimasti alla vecchia versione uccidevano un po&#8217; tutto l&#8217;ambiente desktop, causandone il mancato funzionamento. Ebbene, da parecchie ore è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Avevo già detto ieri, che un problema era incorso durante l&#8217;upload dei pacchetti nei repository di <strong>Arch Linux</strong>, quindi l&#8217;aggiornamento di <strong>KDE</strong> alla Software Compilation (<em>ma che bel nome</em>!) 4.4.4 tralasciava alcuni pacchetti di base, che rimasti alla vecchia versione uccidevano un po&#8217; tutto l&#8217;ambiente desktop, causandone il mancato funzionamento.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://www.sumproject.org/files/image/varie/kde-logo.png" alt="" width="256" height="261" /></p>
<p>Ebbene, da parecchie ore è ormai tutto a posto, i pacchetti sono stati uploadati correttamente su <strong>archlinux.org</strong> e da un bel po&#8217; si può ormai aggiornare senza paura, quindi via libera per tutti quelli che hanno fermato le proprie dita nella giornata di ieri :D</p>
<p><strong>Perchè non hai fatto prima questo post?</strong><br />
Beh, la struttura a maglia dei mirror di Arch Linux è parecchio contorta, e volevo semplicemente assicurarmi di dare l&#8217;OK in un tempo ragionevole entro il quale gran parte dei mirror sarebbero stati sincronizzati con il server centrale. E adesso, tutti ad aggiornare :P</p>
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		<title>KDE 4.4.4 su Arch Linux: NON aggiornate, per ora</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Jun 2010 11:34:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bl@ster</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arch]]></category>
		<category><![CDATA[Desktop Environment]]></category>
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		<category><![CDATA[Linux]]></category>

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		<description><![CDATA[<div><a href="http://dottorblaster.it/2010/06/kde-4-4-4-su-arch-linux-non-aggiornate-per-ora/"><img title="KDE 4.4.4 su Arch Linux: NON aggiornate, per ora" src="http://i46.tinypic.com/j5dvm1.png" alt="KDE 4.4.4 su Arch Linux: NON aggiornate, per ora"  width="200" height="162" /></a></div><br/>Questa mattina, bel bello, ho avviato il mio amico Clyde alla ricerca di aggiornamenti, ed è uscito, dalle ricerche condotte, che era disponibile il nuovo KDE 4.4.4, fresco di rilascio, già impacchettato e inserito nei repository della mia distribuzione preferita. Ho così mandato in esecuzione l&#8217;aggiornamento, senza preoccuparmi troppo di andare a controllare in giro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa mattina, bel bello, ho avviato il mio amico <strong>Clyde</strong> alla ricerca di aggiornamenti, ed è uscito, dalle ricerche condotte, che era disponibile il nuovo <strong>KDE</strong> 4.4.4, fresco di rilascio, già impacchettato e inserito nei repository della mia distribuzione preferita. Ho così mandato in esecuzione l&#8217;aggiornamento, senza preoccuparmi troppo di andare a controllare in giro per la rete le novità e i problemi noti. Shame on me.</p>
<p>Il risultato, dopo l&#8217;aggiornamento, è stato <em>qualcosa</em> di questo genere:</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://i46.tinypic.com/j5dvm1.png" alt="" width="530" height="430" /></p>
<p>Uno schermo completamente bianco che recitava l&#8217;impossibilità di trovare il plasmoide <strong>Folderview</strong>, <strong>Krunner</strong> che non runnava, <strong>Ksysmon</strong> che non sysmonava, Ktutto che non tuttava. E ovviamente <strong>niente</strong> <strong>Plasma</strong>. Al che, ho cominciato prima a urlare di ben motivato panico, poi a spaccare cose, infine ho avviato una sessione d&#8217;emergenza e ho cominciato a cercare. E ho scoperto cose che voi umani non potreste immaginare: infatti sul forum italiano l&#8217;orda di kdeisti ha scatenato la sua furia, lamentando anche la causa del problema; è stato infatti uploadato tutto il grosso dell&#8217;ambiente desktop, ma il pacchetto <strong>kdelibs</strong> è rimasto&#8230; aehm&#8230; alla un po&#8217; indietro, precisamente <em>alla versione precedente</em> -.-</p>
<p>In parole povere, aggiornamento fortemente sconsigliato: darò notizia della aggiornabilità del desktop non appena mi vedrò scodellati i pacchetti tra gli aggiornamenti, e tutto tornerà a funzionare <strong>a meraviglia</strong>.</p>
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