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	<title>Bl@ster's Home &#187; Ubuntu</title>
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	<description>Il blog di un amante della rete - Enjoy the Web!</description>
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		<title>Dell, Ubuntu, e il mondo che ci circonda</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 16:25:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bl@ster</dc:creator>
				<category><![CDATA[Linux]]></category>
		<category><![CDATA[Ubuntu]]></category>
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		<category><![CDATA[Signorina Clicki]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Ultimamente ne ho sentite molte su Dell, e sulla sua pessima abitudine di continuare a rivendere macchine con <strong>Ubuntu</strong> installata, pur facendo una <strong>pubblicità sfegatata a Windows</strong> al momento della scelta del sistema operativo che si vuole. È da un po&#8217; di tempo ormai che Dell propone questa sottospecie di ballot screen che mette in evidenza i pregi di entrambi i sistemi: per quanto riguarda Linux, ne sottolinea l&#8217;eleganza, l&#8217;innegabile <strong>sicurezza intrinseca</strong>, la <strong>velocità di boot</strong> e tante bellissime altre cose. Per quanto riguarda Windows, sottolinea altri aspetti che vanno sicuramente presi in considerazione.</p>
<p>Passando poi ad una sintesi, illustrando i motivi per cui effettuare una scelta e perchè effettuarne un&#8217;altra, Windows viene raccomandato perchè maggiormente supportato, perchè ci sono i programmi, e soprattutto viene detto: <strong>se sei alle prime armi, Windows è più facile</strong>. Ora, analizziamo insieme tutto ciò. Nei giorni scorsi c&#8217;è stato il putiferio su questo, le persone hanno accusato la casa di essere faziosa; io non la penso così. Dell è una casa che mira a fare soldi, no? E a farti trovare bene con il suo prodotto. Ora, se uno compra un PC con Linux, ed incomincia ad utilizzarlo con profitto, anche se prima non capiva una mazza (e Linux è ben più facile per un nabbo, parliamoci chiaro), sarà sicuramente un utente soddisfatto ma&#8230; mettiamo caso che il nostro omino <strong>abbia un problema</strong> con la linea ADSL. O con qualche dispositivo gestibile da PC che ha per casa.</p>
<p>Chiamerà il supporto. La <em>affascinante</em> signorina all&#8217;altro capo del telefono <strong>lo ascolterà pazientemente</strong> cercando di immaginare una possibile soluzione. Adesso vi racconto com&#8217;è stata una <strong>mia</strong> richiesta di supporto, nei panni di un nabbo.</p>
<blockquote><p><em>Bl@ster</em>: Ermh, buongiorno, da stamattina ho problemi con la linea ADSL, il modem continua a disconnettersi e non so come risolvere il problema.</p>
<p><em>Signorina</em>: Si, ecco, clicki su Start.</p>
<p><em>Bl@ster</em>: Eh?</p>
<p><em>Signorina</em>: Clicki su Start, il pulsante Start.</p>
<p><em>Bl@ster</em>: Ma&#8230; io non ho nessun pulsante Start.</p>
<p><em>Signorina</em>: Com&#8217;è possibile, mi scusi&#8230;</p>
<p><em>Bl@ster</em>: Abbia pazienza, sa, uso Linux&#8230;</p>
<p><em><strong>tu-tu-tu-tu-tu</strong></em>&#8230;</p></blockquote>
<p>Ora, capite? <strong>Non è colpa di Dell</strong>. È colpa loro. Dei nabbi stronzi; non saprei come altro chiamarli. Queste persone idiote, che non vengono istruite propriamente sul lavoro che svolgono e su ciò di cui ha bisogno l&#8217;utente, che <strong>non esitano</strong> a lasciarti lì col telefono penzoloni per ore. Loro, e i bimbiminkia che continuano a dire che Linux fa cagare perchè non ci gira collofdiutimoderuorfèrdùe, e tutte quelle persone che pensano che <strong>la E sia il pulsante dell&#8217;Internet</strong> [cit.], perchè con la loro niubbaggine straripante, non avendo la minima voglia di imparare ad usare il PC prima di metterci le mani, <strong>rallentano il progresso</strong>.</p>
<p>Per sopravvivere nella savana <strong>affili gli artigli</strong>, non aspetti che il predatore <strong>smussi i suoi</strong>.</p>
<p>Ed è questo il comportamento usuale delle case, che continuano a costringere l&#8217;utente nella bambagia loro malgrado; non è colpa di Dell se il supporto Telecom in assenza di un tasto Start <strong>va in bomba</strong>, non è colpa di Dell se la gente collassa quando non vede <strong>la E blu</strong>. Non è colpa di Dell. Perchè se fosse colpa di Dell, la situazione sarebbe molto peggio, mentre la colpa di un&#8217;utenza che non aumenta molto, <strong>è l&#8217;utenza stessa</strong>. Le capre. Le capre che clickano <strong>SI</strong> senza sapere cosa c&#8217;è scritto.</p>
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		<title>AppImage, il bene? Forse si, forse no.</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 15:25:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bl@ster</dc:creator>
				<category><![CDATA[Debian]]></category>
		<category><![CDATA[Fedora]]></category>
		<category><![CDATA[Linux]]></category>
		<category><![CDATA[Ubuntu]]></category>

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		<description><![CDATA[Proprio stamattina ne ha scritto felipe, e mi sentirei di riprendere il discorso. AppImage, la nuova tecnologia tanto simile, tanto uguale, tanto identica a tutte le precedenti già affondate che si propone come l&#8217;alternativa al tradizionale concetto di gestione dei pacchetti, e che si fa un po&#8217; portatrice dell&#8217;ideale di Apple rispetto alla gestione del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Proprio stamattina <a href="http://pollycoke.org/2010/07/23/appimage-figlio-di-appdir-della-tribu-di-rox-appbundle-e-klik-par/">ne ha scritto felipe</a>, e mi sentirei di riprendere il discorso. AppImage, la nuova tecnologia tanto simile, tanto uguale, tanto identica a tutte le precedenti già affondate che si propone come l&#8217;alternativa al tradizionale concetto di gestione dei pacchetti, e che si fa un po&#8217; portatrice dell&#8217;ideale di Apple rispetto alla <strong>gestione del software</strong>. Un archivio con il binario dell&#8217;applicazione, e tutte le librerie aliene compilate staticamente per far funzionare il prodotto al meglio su qualsiasi distribuzione; il pericolo secondo me, come secondo felipe, non viene covato nella potenzialità di sfornare pacchetti binari da centinaia di mega per un client di posta, andiamo oltre: il pericolo, per me, è che tale sistema divenga abusato. Felipe al contrario ne vorrebbe l&#8217;adozione di massa per una gestione delle applicazioni più a misura di utente. <strong>Effettivamente non sarebbe male</strong>, ma svisceriamone ogni aspetto, e vediamo perchè è figo e, invece, perchè fa cagare <img src='http://dottorblaster.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p><em><strong>Perchè è benissimo</strong></em><br />
AppImage è una figata. Consentirà finalmente a migliaia di utenti di aggiornare comodamente il proprio Firefox ad esempio, o la propria copia di Thunderbird, mandando definitivamente a quel paese quei <strong>metodi diabolici tipo UbuntuZilla</strong> e soci, che non fanno altro che insozzare il nostro sistema con del software non gestito dal gestore dei pacchetti, e nemmeno facilmente rimovibile.</p>
<p>Potremo finalmente prendere un&#8217;applicazione, trascinarla, sballottarla, e quella <strong>resterà sempre</strong> nel suo comodo guscio di applicativo AppImage, senza possibilità di uccidere file per una smanettata di troppo, senza necessità di dover soddisfare il diavolo di dipendenze prima di un&#8217;installazione, senza appunto la necessità di una connessione alla rete per installare qualcosa. Ma c&#8217;è il risvolto della medaglia.</p>
<p><em><strong>Perchè fa cagare</strong></em><br />
È facile immaginare il perchè contrario; anni di utilizzo di <a href="http://www.archlinux.it/">distribuzioni concepite in maniera più che razionale</a>, hanno fatto di me una persona un tantino paranoica. Il package manager è il bene assoluto e definitivo. Il package manager consente di installare software senza sporcarsi le mani, il package manager, se ben implementato, ha la funzione di far gestire all&#8217;utente tutto il software presente nel computer tramite una singola interfaccia. Peccato che in Ubuntu, Debian, ma anche relativamente alle controparti RPM come Fedora e Mandriva, in questi anni si sia venuto a creare <strong>una specie di bordello</strong> dove esistono diecimila applicazioni, come dicevo poco sopra, ognuna che installa il software che vuole, alla maniera in cui vuole, secondo la versione che preferisce. Poi uno dice che ce l&#8217;ha lungo perchè usa Arch Linux, e grazie: con un solo strumento posso<strong> gestire tutto il software</strong>, quello compilato, quello pacchettizzato, qualunque cosa. DPKG ed RPM invece sono mal implementati in questo senso, perchè <strong>non danno possibilità all&#8217;utente</strong> di compilare un sorgente ed installarlo secondo le norme riservate ad un comune pacchetto (e poterlo quindi disinstallare agevolmente).</p>
<p>Fuori dal delirio, purtroppo, finchè il package manager resta uno strumento nelle mani del distributore che non si adegua alle logiche dell&#8217;utenza, necessitiamo di qualcosa come AppImage, che ci consenta di gestire il nostro software in maniera semplice e avulsa dal distributore. Tuttavia, voglio dire un&#8217;ultima cosa. Felipe, proprio tu hai fatto <strong>riferimento a OSX</strong> per la gestione delle applicazioni non a livello di sistema. Ebbene, voglio ricordarti questo: noi stiamo copiando i .app, mentre il popolo della mela da tempo ci ha <strong>copiato e imbellito Synaptic</strong> proprio perchè stufo di questo sistema. Si chiama <a href="http://appbodega.com/">Bodega</a> <img src='http://dottorblaster.it/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':P' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Siamo dunque sicuri che tutto ciò non sia <strong>un capriccio</strong> dell&#8217;utenza e di alcune persone, più che una necessità vera? Magari avremmo più bisogno di qualcuno che mantenesse le applicazioni aggiornate? Tipo un potenziale repository rolling apposito di cui ho <a href="http://dottorblaster.it/2010/06/ubuntu-extras-per-una-distro-un-po-piu-rolling/">già parlato</a>?</p>
<p><em>Esamino di coscienza please</em>.</p>
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		<title>Ubuntu Lucid e il suo packaging stupendo.</title>
		<link>http://dottorblaster.it/2010/05/ubuntu-lucid-e-il-suo-packaging-stupendo/</link>
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		<pubDate>Mon, 24 May 2010 10:57:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bl@ster</dc:creator>
				<category><![CDATA[Linux]]></category>
		<category><![CDATA[Lucid]]></category>
		<category><![CDATA[Ubuntu]]></category>

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		<description><![CDATA[Da qualche giorno nella mia umile dimora è arrivato il nuovo CD ufficiale di Ubuntu 10.04 Lucid Lynx; quando ho visto la busta bianca targata Canonical sinceramente mi aspettavo il solito color cacca, e invece&#8230; Canonical si è dimostrata competente anche in questo campo: la copertina della custodia in cartone come potete vedere è viola [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da qualche giorno nella mia umile dimora è arrivato il nuovo CD ufficiale di <strong>Ubuntu 10.04 Lucid Lynx</strong>; quando ho visto la busta bianca targata <strong>Canonical</strong> sinceramente mi aspettavo il solito color <em>cacca</em>, e invece&#8230;</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://i48.tinypic.com/11uugas.jpg" alt="" width="450" height="345" /></p>
<p>Canonical si è dimostrata competente anche in questo campo: la copertina della custodia in cartone come potete vedere è viola con tutti quei sexy pallini bianchi e il font figoso; non solo, ci ricorda anche che è una <strong>LTS</strong> <img src='http://dottorblaster.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Il nuovo brand Light dunque si riflette anche su questi particolari; il packaging segue una linea splendidamente elegante anche continuando ad esaminarlo. Aprendo la custodia infatti ci si può trovare di fronte alle solite scrittine &#8220;cos&#8217;è ubuntu&#8221;, &#8220;perchè usarlo&#8221;, eccetera, che hanno subito tuttavia un restyling <em>pauroso</em>. Vedere per credere:</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://i45.tinypic.com/j16lxl.jpg" alt="" width="443" height="340" /></p>
<p style="text-align: left;">All&#8217;interno anche i pallini arancioni fanno la loro figura <img src='http://dottorblaster.it/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':P' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align: left;">Sul retro invece c&#8217;è una sorta di &#8220;motto&#8221;: queste premesse mi fanno pensare (tristemente?) che Canonical stia <strong>abbandonando</strong> la via dell&#8217;&#8221;umanità verso gli altri&#8221; per questioni di marketing. Ho potuto constatare di persona infatti quanto in realtà tutta la storia del &#8220;io sono quello che sono per via di ciò che siamo tutti&#8221;, alla fine, <em>acchiappi</em> poco tra le comuni genti :/</p>
<p style="text-align: left;">Orbene, comunque il motto di cui parlavo senza dubbio fa più presa:</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://i47.tinypic.com/303bihv.jpg" alt="" width="443" height="340" /></p>
<p style="text-align: left;">Tirando fuori il disco dalla custodia, non ho avuto modo di essere meno sorpreso. Al contrario delle precedenti release su cui chiunque poteva nutrire dubbi, stavolta il CD si presenta veramente come <strong>una gioia per gli occhi</strong> <img src='http://dottorblaster.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://i49.tinypic.com/iyd4ps.jpg" alt="" width="443" height="340" /></p>
<p style="text-align: left;">Insomma, dieci e lode al nuovo brand, che con un look all&#8217;avanguardia fa promesse allettanti. Canonical sta lavorando sodo: riuscirà veramente nel suo intento? Solo il tempo potrà dircelo&#8230; per ora ci godiamo queste meraviglie, attendendo la prossima release che<strong> alza il tiro</strong> ancora di più. <img src='http://dottorblaster.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>GNOME, ridammi le icone, sù.</title>
		<link>http://dottorblaster.it/2010/02/gnome-ridammi-le-icone-su/</link>
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		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 13:14:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bl@ster</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arch]]></category>
		<category><![CDATA[Desktop Environment]]></category>
		<category><![CDATA[Gnome]]></category>
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		<category><![CDATA[Lucid]]></category>
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		<description><![CDATA[Come sempre, si torna a bomba su cose utili e chicche che ci consentono di non stare a bestemmiare ogni cinque minuti sulla nostra macchina in costante aggiornamento. Come ricorderete, anche sei mesi fa, giorno più, giorno meno, avevo scritto delle cose, riepilogando con un postone finale, che hanno impedito a parecchia gente di evitare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come sempre, si torna a bomba su cose utili e chicche che ci consentono di non stare a bestemmiare ogni cinque minuti sulla nostra macchina in costante aggiornamento. Come ricorderete, anche sei mesi fa, giorno più, giorno meno, avevo <a href="http://dottorblaster.it/2009/09/gnome-2-28-ridammi-il-mio-touchpad/">scritto</a> delle <a href="http://dottorblaster.it/2009/10/ti-ho-detto-ridammi-la-localizzazione-e-non-farmelo-ripetere/">cose</a>, riepilogando con un <a href="http://dottorblaster.it/2009/10/effettuare-il-passaggio-a-gnome-2-28-in-maniera-indolore/">postone</a> finale, che hanno impedito a parecchia gente di evitare attimi creativi nei confronti di varie divinità o subdivinità, data la volontà degli sviluppatori <strong>GNOME</strong> di fare questi inutili remix di features a ogni benedetta release <img src='http://dottorblaster.it/wp-includes/images/smilies/icon_mrgreen.gif' alt=':mrgreen:' class='wp-smiley' /> </p>
<p>D&#8217;altronde, come avrete letto, ho avuto modo di provare GNOME 2.29.90 sia su <strong>Arch</strong> che su <strong>Ubuntu Lucid</strong>, e dapprima non mi ero accorto di nulla, poichè sul piccolo <strong>Anfione</strong> con Arch Linux avevo configurato tutto ottimamente con la vecchia versione dell&#8217;ambiente, tuttavia accedendo alla mia nuova Lucid di test ho provato, ovviamente, ad abilitare come al solito le icone nei menù, visto che a mio parere averle disabilitate rende il proprio desktop environment parecchio sciatto e scolorito. OMG, <em>surprise</em>!</p>
<p>In <strong>Aspetto</strong> è scomparsa la tab <strong>Interfaccia</strong>. Si, lo so, non serviva a una sega in teoria, ma il caso ha voluto che dentro ci fosse un&#8217;opzione chiave per me, quindi mi sono adoperato in qualche modo per adattare il mio gnomozzo Lucido a ciò che volevo; in men che non si dica ho trovato la soluzione al male che affliggeva il desktop: <strong>Gconf</strong>.</p>
<p>Ora, io vorrei dire due paroline agli sviluppatori GNOME. Mi va bene, se sbragate un&#8217;intera tab del maledetto gestore delle preferenze dell&#8217;aspetto, che poi magari togliate anche la feature. Tuttavia, tuttavia, <em>tuttavia</em>: se voi siete così intelligenti da mettermi la tab Interfaccia sotto programma di protezione testimoni, perchè cribbio le feature che cerco sono tutte ancora lì, attivabili o disattivabili a piacere tramite lo scomodissimo editor di Gconf (o tramite gconftool da terminale quando entro in modalità autolesionista), quando potevano benissimo essere gestite da un <strong>booleano</strong> in una tab, che rimasta al proprio posto consumava quattro pixel in orizzontale e due in verticale? Manco a dire che ci fosse bisogno disperato di spazio, le distribuzioni che brandizzano massivamente ci fanno quello che gli pare con tutto lo spazio che avanza <img src='http://dottorblaster.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Mah. Non sapremo mai la risposta. In ogni caso, si può procedere ad abilitare o disabilitare le icone nei menù semplicemente aprendo il proprio editor di Gconf, che <strong>Ubuntu</strong> continua a nascondere imperterrita, dando da terminale:</p>
<p><code>gconf-editor</code></p>
<p>(per gli utenti delle distro smanettoniche, l&#8217;editor ve lo trovate direttamente in <em>Strumenti di Sistema</em> &#8211; <em>Editor di Configurazione</em>)</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://i49.tinypic.com/24eyslf.png" alt="" width="542" height="562" /></p>
<p>E andando a parare al percorso <em>desktop/gnome/interface</em>; a quel punto vi troverete davanti una serie di opzioni più o meno sensate, tra le quali dovrete cercare <em>menus_have_icons</em>. Dando una spuntata secondo il proprio volere al valore booleano di questa opzione deciderete se far <strong>comparire</strong> o no le icona accanto alle voci di menù di GNOME; problema risolto.</p>
<p>Certo, era meglio la tab in <em>Aspetto</em>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ubuntu: Google rimpiazzato con Yahoo. Eh?</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 08:30:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bl@ster</dc:creator>
				<category><![CDATA[Desktop Environment]]></category>
		<category><![CDATA[Linux]]></category>
		<category><![CDATA[Ubuntu]]></category>

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		<description><![CDATA[Vorrei spendere due paroline sull&#8217;ultimo atto di Ubuntu parlando di networking, ossia il suo sostituire il motore di ricerca predefinito, portandolo da Google a Yahoo. Ora, innanzi tutto non mi spiego come mai questo gesto, dato che Canonical è stata un&#8217;alleata di Google in questi ultimi tempi, specialmente per quel che riguarda il fronte netbook, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vorrei spendere due paroline sull&#8217;ultimo atto di <strong>Ubuntu</strong> parlando di networking, ossia il suo sostituire il motore di ricerca predefinito, portandolo da <strong>Google</strong> a <strong>Yahoo</strong>.</p>
<p>Ora, innanzi tutto non mi spiego come mai questo gesto, dato che <strong>Canonical</strong> è stata un&#8217;alleata di Google in questi ultimi tempi, specialmente per quel che riguarda il fronte netbook, aiutando la grande G a concepire un sistema operativo che andasse bene per i cosetti che tanto amiamo.</p>
<p>Insomma, il sodalizio c&#8217;è stato ed è anche stato produttivo per entrambe le parti; poi questa improvvisa <strong>rottura</strong>. Come mai? <strong>Strano</strong> <img src='http://dottorblaster.it/wp-includes/images/smilies/icon_neutral.gif' alt=':|' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Io, dal canto mio, non posso ipotizzare nulla, tantomeno credo che le ragioni date da Canonical siano valide. Poi, mi pongo un altro dubbio amletico che come al solito va a criticare <strong>l&#8217;approccio</strong> di Canonical nei confronti <strong>dell&#8217;utente</strong>; Canonical continua a voler espandere il proprio &#8220;dominio&#8221;, ma fa delle scelte che io, da ignorante in materia di marketing e di usabilità, e di tutte quelle cose fighe che si consultano per portare un sistema operativo all&#8217;utenza, se non di massa, di <strong>medio</strong> livello, rifiuterei una scelta del genere. <img src='http://dottorblaster.it/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':P' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://i48.tinypic.com/125q3hu.jpg" alt="" width="374" height="441" /></p>
<p>Per il semplice fatto che, ragionando, Google si trova anche sul dizionario d&#8217;inglese con il termine &#8216;<strong>to google</strong>&#8216;, ossia cercare su Google; è talmente popolare che ormai quando un utente dice &#8220;ma dai, cercalo&#8221; <strong>sottidende</strong> &#8220;su Google&#8221;. E allora perchè mai questo cambio, signor <strong>Shuttleworth</strong>? Mi suona un <strong>controsenso</strong>, voler portare le persone ad usare il tuo sistema operativo, e poi metterle nella condizione di dover cambiare motore di ricerca se vogliono usare Google. E soprattutto, mi sembra un controsenso e una rottura del buon patto d&#8217;amicizia che c&#8217;era stato sinora tra Canonical e la casa del celebre motore-non-motore. O no? <img src='http://dottorblaster.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Non capisco. Ma mi <em>adeguo</em>.</p>
<p>Io sono utente Google, mi turba <strong>relativamente</strong> il fatto che ci siano dati personali miei nei loro server, mi trovo bene con la grande G perchè sa fornirmi sempre quello che cerco, basta stimolarla a trovare la cosa giusta. Quindi mi adeguo. Ossia dico al mio browser di <strong>usare</strong> Google <img src='http://dottorblaster.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
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