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	<title>Bl@ster&#039;s Home &#187; Linux</title>
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	<description>Un blog Rolling Release</description>
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		<title>Falle di sicurezza</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 18:21:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bl@ster</dc:creator>
				<category><![CDATA[Linux]]></category>

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		<description><![CDATA[Dicono che in Xorg sia stata risolta una grossa vulnerabilità che consentiva praticamente al driver della tastiera di prevaricare il lock dello schermo: a quanto pare adesso non sarà più possibile quindi andare nelle consolle e paciugarci mentre lo schermo è bloccato da X o dal DE in qualche maniera. Ho pensato poi oggi pomeriggio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dicono che in <strong>Xorg</strong> sia stata risolta una <strong><a href="http://www.phoronix.com/scan.php?page=news_item&amp;px=MTA0NTA">grossa vulnerabilità</a></strong> che consentiva praticamente al driver della tastiera di prevaricare il lock dello schermo: a quanto pare adesso non sarà più possibile quindi andare nelle consolle e paciugarci mentre lo schermo è bloccato da X o dal DE in qualche maniera.</p>
<p>Ho pensato poi oggi pomeriggio mentre me ne stavo beato a leggermi qualche dispensa che effettivamente per dischi non protetti con <strong>SELinux</strong> e altre amenità simili, magari io posso andare, rivoltare il laptop e agire di cacciavite, oppure se è un fisso prendere un semplice piede di porco per qualche atto vandalico, rubarmi il disco fisso a colpi di cacciavite e polso, poi portarmelo a casa. <em>Yeeee</em>.</p>
<p>:D</p>
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		<title>Compiz: Sam Spilsbury si scusa</title>
		<link>http://dottorblaster.it/2011/12/compiz-sam-spilsbury-si-scusa/</link>
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		<pubDate>Wed, 28 Dec 2011 16:28:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bl@ster</dc:creator>
				<category><![CDATA[Linux]]></category>

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		<description><![CDATA[I have failed. I have failed the compiz community. I have failed the Ubuntu community. I have failed the previous maintainers. L&#8217;estratto che leggete poco sopra fa parte dell&#8217;ultimo post di Sam Spilsbury, l&#8217;attuale maintainer di Compiz, il quale si scusa di tutta una serie di cose imputando il tutto alla sua presunta incompetenza. Immediate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>I have failed.<br />
I have failed the compiz community.<br />
I have failed the Ubuntu community.<br />
I have failed the previous maintainers.</p></blockquote>
<p>L&#8217;estratto che leggete poco sopra fa parte <strong><a href="http://smspillaz.wordpress.com/2011/12/25/apology-2/">dell&#8217;ultimo post</a></strong> di <strong>Sam Spilsbury</strong>, l&#8217;attuale maintainer di Compiz, il quale si scusa di tutta una serie di cose imputando il tutto alla sua presunta incompetenza. Immediate le repliche dalla rete: sei stato duro con te stesso, non hai fatto poi &#8216;sto brutto lavoro, bla bla bla. È evidente che Sam sia una persona sotto stress per una serie di motivi che non sto qui ad elencare, e soprattutto è normale che lui sia triste nel vedere <strong>Compiz</strong> preso da Canonical e riplasmato in maniera un po&#8217; <em>prostituzionale</em> (ma esiste come parola? Boh, vabeh) &#8211; d&#8217;altra parte come ho <strong><a href="http://dottorblaster.it/2011/10/ubuntu-11-10-le-mie-impressioni/">già detto</a></strong> in passato le prestazioni di Compiz con la mia configurazione hardware da spettacolari sono diventate ridicolmente imbarazzanti, questo nel giro di una versione: di chi è la colpa se non sua?</p>
<p>Non è che uno lo va a strangolare. Un altro punto su cui vorrei che le persone riflettessero è persino che è molto raro, soprattutto oggi, quando tutti si incensano del titolo di developer senza aver mai a buon bisogno scritto una riga di codice, trovare uno sviluppatore, per giunta un maintainer di un progetto così mastodontico, che <strong>si scusi</strong> con i suoi utenti.</p>
<p>Scuse accettate? <strong>Scuse accettate</strong>. Ora però sotto eh.</p>
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		<title>Enlightenment 17: una valutazione attenta</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Dec 2011 23:53:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bl@ster</dc:creator>
				<category><![CDATA[Desktop Environment]]></category>
		<category><![CDATA[Linux]]></category>

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		<description><![CDATA[Non la mia, di valutazione, come ci si potrebbe aspettare, anche se ho dato tempo fa, e i pregi di questo window manager, ambiente desktop, o per la precisione non si sa bene cosa sono infiniti, ma la valutazione di una persona che al di la di tutte le robette grafiche di dubbia (essenziale per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non la mia, di valutazione, come ci si potrebbe aspettare, anche se ho dato tempo fa, e i pregi di questo window manager, ambiente desktop, o per la precisione non si sa bene cosa sono infiniti, ma <strong><a href="http://blog.eracc.com/2011/12/11/open-source-a-gui-minimalist-tries-e17/">la valutazione</a></strong> di una persona che al di la di tutte le robette grafiche di dubbia (essenziale per me hahah) importanza, cerca funzionalità, potenza, flessibilità.</p>
<blockquote><p>Come minimalista delle GUI, le mie preoccupazioni non sono brillantini, sbrilluccichii, campane e fischi vari. Voglio la funzionalità piuttosto che l&#8217;estetica. Se l&#8217;interfaccia fa quello che io desidero con un uso di memoria, CPU e GPU il più ristretto possibile, il che significa anche meno consumo energetico, allora non me ne può fregare di meno di trasparenza, finestre tremolanti e del fuoco che brucia le finestre quando le chiudo. Se tale interfaccia è pure bella, allora tanto di guadagnato.</p></blockquote>
<p>Effettivamente i bachi che però mette in risalto l&#8217;articolo in questione sono da non sottovalutare. In fondo <strong>Linux</strong> è il sistema dei nerd, e alcune cose vanno fatte nella maniera giusta&#8230; come il fatto di permettere a me, stupido utente, di mandare tutto in bomba sbagliando una modifica ad un file di testo. Sinceramente non mi ero mai accorto che i file di configurazione di <strong>E17</strong> fossero binari, certo non rappresenta per me una cosa inaccettabile, ma sicuramente è qualcosa che mi ha fatto arricciare il labbro e dire &#8220;mh, bleh&#8221;.</p>
<p>Il fatto che le finestre siano gestite apparentemente in maniera stramba può far pensare. Come dice Gene, Shutter non riesce a trovarle come flottanti sullo spazio desktop, e questo mi fa alzare un sopracciglio: non è che &#8216;ste benedette finestre vengono gestite in maniera totalmente <strong>non-standard</strong>? No perchè se è così, ahia.</p>
<p>L&#8217;ultimo baco, nel punto in cui si parla di perdita di settaggi, non l&#8217;ho mai riscontrato. Yeeeee.</p>
<p>Nota divertente a parte, non credevo che qualcuno usasse davvero <strong>Mageia</strong>. :D</p>
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		<title>OpenSUSE 12.1, sei una diavola tentatrice</title>
		<link>http://dottorblaster.it/2011/12/opensuse-12-1-sei-una-diavola-tentatrice/</link>
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		<pubDate>Fri, 02 Dec 2011 22:34:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bl@ster</dc:creator>
				<category><![CDATA[Linux]]></category>
		<category><![CDATA[OpenSUSE]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono due giorni che ho letto questa interessantissima recensione su Muktuware di OpenSUSE 12.1 e già da un po&#8217; di tempo stavo cercando di chiarirmi le idee su quale potrebbe essere una distribuzione che soddisferebbe la mia esigenza di una workstation fissa, basata su KDE come ambiente desktop, con una miriade di software da installare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono due giorni che ho letto questa <strong><a href="http://www.muktware.com/articles/3036?page=0,2">interessantissima recensione</a></strong> su Muktuware di <strong>OpenSUSE 12.1</strong> e già da un po&#8217; di tempo stavo cercando di chiarirmi le idee su quale potrebbe essere una distribuzione che soddisferebbe la mia esigenza di una workstation fissa, basata su <strong>KDE</strong> come ambiente desktop, con una miriade di software da installare e gestire in maniera intuitiva, e che non sia una distro &#8220;a la Arch&#8221; ossia da gestirmela io.</p>
<blockquote><p>openSUSE KDE is a perfect desktop for those are not comfortable with the changes Gnome 3 or Unity is bringing. Not that I have any issues with Gnome 3 or Unity – I recommend both. But, if you are not comfortable, and as free software is all about options, I heavily recommend openSUSE KDE. You get the stability of openSUSE, the ease of use, elegance, customization of KDE and a familiar interface.</p></blockquote>
<p>Intendiamoci, non voglio abbandonare la mia adorata <strong>Arch Linux</strong>, tutt&#8217;altro: chi mi legge lo sa, sono incline a lasciarmi sedurre dalle alternative in fretta. Ed è probabilmente il mio più grosso scoglio con l&#8217;open source: il mio problema non è che vorrei una sola distribuzione, ma che le vorrei tutte per me. Personalmente inoltre, ho avuto un&#8217;ottima esperienza sia con YAST, che con <strong>Zypper</strong>, che con il Build Service per quel poco che lo usai. Insomma, roba di qualità ecco.</p>
<blockquote><p>OpenSUSE KDE, I think is a perfect desktop for &#8216;home&#8217; and &#8216;advanced&#8217; users. Go ahead, try it.</p></blockquote>
<p>Aiutatemi. L&#8217;unico motivo che mi ferma è che è un casino farne una <strong>live USB</strong>, altrimenti sarei già entrato nel tunnel.</p>
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		<title>Linux &#8211; reinventare la ruota è scomodo.</title>
		<link>http://dottorblaster.it/2011/11/reinventare-la-ruota-e-scomodo/</link>
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		<pubDate>Fri, 25 Nov 2011 13:56:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bl@ster</dc:creator>
				<category><![CDATA[Desktop Environment]]></category>
		<category><![CDATA[Linux]]></category>

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		<description><![CDATA[Ormai è passato quasi un anno dal rilascio di GNOME 3.0, il desktop che ha rivoluzionato, e non so dire se in meglio o in peggio, la fruizione dei contenuti e dei software da parte di molti utenti, avvicinando il computer a quello che può essere una sorta di elettrodomestico, e soprattutto ha sconvolto la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ormai è passato quasi un anno dal rilascio di <strong>GNOME 3.0</strong>, il desktop che ha rivoluzionato, e non so dire se in meglio o in peggio, la fruizione dei contenuti e dei software da parte di molti utenti, avvicinando il computer a quello che può essere una sorta di elettrodomestico, e soprattutto ha sconvolto la mente di chi era abituato a immaginare la propria Linux box come una sorta di giocattolone iperconfigurabile anche attraverso interfacce grafiche.</p>
<p>Un anno, dio mio, un anno. Ne ho fatta di strada da allora: il<strong><a href="http://dottorblaster.it/2011/08/kde-la-mia-configurazione/"> passaggio a KDE</a></strong>, l&#8217;installazione di <strong><a href="http://dottorblaster.it/2011/08/xfce-pure-qua/">XFCE sul netbook</a></strong>, il <strong><a href="http://dottorblaster.it/2011/09/torno-a-casa-lesso/">ritorno a GNOME</a></strong> sulla workstation casalinga, lo scorno e il ritorno, ancora una volta, a KDE per motivi essenzialmente funzionali. Sono una persona che ha sempre visto nella configurabilità un valore aggiunto, unita a una buona configurazione di base che consentisse alle persone di non dover impazzire a cercare roba per costruirsi un ambiente confortevole; se da un lato sono stato forgiato dalla Sparta dei settaggi di KDE, ho apprezzato, col tempo, soprattutto con la sua mancanza, come <strong>Compiz</strong> potesse essere la quintessenza di queste due cose. Distribuito di default con le maggiori distribuzioni, il compositing window manager più amato di sempre aveva trovato una sua strada e per quanto non venisse più sviluppato, rappresentava, nel 2010 e nella prima metà del 2011, ciò che di meglio si poteva trovare per una soluzione di window management basata su OpenGL (e quindi all&#8217;avanguardia tecnicamente), che offrisse eyecandy, che desse funzionalità, e che fosse anche pienamente configurabile in ogni suo aspetto.</p>
<p>Adesso, sul netbook che ho ripreso in mano, installando XFCE ho configurato degli aspetti di Compiz che <strong>KWin</strong> non mi consente di impostare. Figuriamoci Mutter/GNOME Shell. Compiz rappresenta ancora un grande software, anche se la versione castrata che viene distribuita adesso nelle ultime versioni di <strong>Ubuntu</strong> lo sminuisce molto: sono giunto alla conclusione che tutto questo reinventare la ruota, scrivere da zero anzichè reingegnerizzare software già presenti e soprattutto funzionanti, abbia gettato il mondo Linux nel caos, un caos da cui, senza un gestore di finestre prestante, configurabile, e user-friendly, difficilmente uscirà rinnovato e cresciuto, anzi.</p>
<p>Ci attende un baratro senza fondo, sempre che non siamo capaci di risalire.</p>
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