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Considerazioni sui sistemi operativi da ROFTL

31 agosto 2010 | View Comments | Postato in Informatica, Linux

Appena ho visto questa aberrazione su Twitter, non ho resistito: mi sono detto, si, questa va assolutamente pubblicata ad imperitura memoria.

Genyo. Assolutamente genyo. Signori, ci troviamo di fronte a una svolta epocale: buttate via i vostri CD di Linux dove in 700Mb c’è il mondo. Sono pesanti e lenti.

Praticamente, come se io qualche post fa non avessi detto niente. Mi rimangio qualunque cosa, sono stato smentito.

LOL.

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L’interoperabilità un male: ma quando mai!

12 luglio 2010 | View Comments | Postato in Android, Informatica

Prendo spunto da un post scritto dal buon Lorenzo aka monossido, su una recente dichiarazione di Steve Wozniak, forse l’uomo grazie al quale l’informatica attuale è quello che è, che ha detto testualmente che l’interoperabilità è un male. Un male, si. Ora, io nutro profonda stima per l’uomo che ha inventato l’Apple I, ma cribbio, una scemenza di proporzioni così immense poteva anche risparmiarsela; ma cos’è l’interoperabilità, direte voi?

Ebbene, facciamo degli esempi che aiutino a capire meglio. Interoperabilità significa poter sviluppare per molti hardware e piattaforme: QT è un esempio di software con molta interoperabilità; le librerie QT funzionano tramite C++ prevalentemente, e sono state portate su quasi tutti i sistemi operativi al mondo. Un programma scritto in QT ragionevolmente girerà su un ampio ventaglio di piattaforme, da Linux, a OSX, ad Haiku. Mac OS X invece è il contrario: un pessimo esempio sia di interoperabilità che di portabilità; la parte grafica delle applicazioni si basa sulle librerie Cocoa, disponibili solo per OSX e iOS, e tutto ciò che serve per sviluppare viene fornito direttamente da Apple, dall’SDK al designer di interfacce, interfacce che si basano su un linguaggio di cui onestamente non ho mai sentito parlare in termini di diffusione esponenziale, ossia Objective C.

Ebbene, tralasciando i discorsi senza senso dei fanboy del tipo “se hai una sola piattaforma ottimizzi per quella”, secondo Wozniak è un male che noi sviluppiamo per un sistema che va su più dispositivi, perchè a quanto pare ci sono più problemi hardware da prendere in considerazione, non è definito uno standard preciso e a quanto pare gli sviluppatori non amano sfornare codice che poi installato su un dispositivo non perfettamente compatibile potrebbe creare problemi.

Questo è vero. Ma è vero nella misura in cui il ventaglio di device si diversifica a tal punto da includere hardware mastodontico ad un’estremità, nano-hardware all’altra; a quel punto si che ti si creano dei veri problemi. Peccato che per Android queste beghe non ci siano, perchè è un sistema operativo che bene o male garantisce il suo funzionamento su vasta scala grazie a una serie di API appositamente scritte, che riescono a supportare decentemente qualunque tipo di dispositivo io mi ritrovi per le mani, dal mid alla fotocamera. L’unico problema realmente riscontrabile parlando di veri fastidi hardware è un monitor QVGA: ci sono pochi dispositivi in giro che montano questa tecnologia una spanna inferiore, anche se HTC con il suo Wildfire sta migliorando la situazione, dato che proponendo un QVGA come monitor di fascia medio-bassa ne incentiverà l’acquisto, e con una base utenti maggiore gli sviluppatori saranno invogliati a supportare al meglio anche quest’altro tipo di monitor.

Abbiamo dunque visto che con Android, che pure è un OS che supporta più fasce di prodotto e hardware anche diametralmente opposti, comunque ci si può trovare più che bene sviluppando codice interoperabile. Woz inoltre ha messo a fuoco anche l’aspetto del codice: secondo lui, un programmatore si trova meglio a gestire un solo dispositivo anzichè una vasta gamma. Vorrei ben vedere. Anch’io sarei raggiante nell’andare all’esame di Fondamenti di Informatica e dire al prof che deve mettermi 30 perchè se il programma non gira è colpa del suo PC. Fortunatamente, il mondo non gira secondo queste regole, ma i programmatori sviluppano non solo per loro ma anche per chi gli sta intorno, ed è una soddisfazione quando le persone usano il tuo applicativo. Ed è una soddisfazione anche superare un paio di problemi idioti, rendere il tuo applicativo compatibile con milioni di smartphone al mondo, e godere della sensazione di aver fatto qualcosa di utile per una base utenti veramente consistente, anzichè lasciare la propria idea a ristagnare su tre dispositivi in croce con una base utenti, secondo me, al limite del ridicolo.

Ecco, si, diciamo che queste sono le ragioni per cui io adoro Android, QT, e tutto ciò che si riveli versatile. Perchè versatilità significa interoperabilità, e interoperabilità, caro Woz, significa progresso.

When Linux wins.

14 aprile 2010 | View Comments | Postato in Informatica, Linux

Si parla sempre di Linux applicato a dei contesti professionali più o meno strambi, e se ne parla sempre in negativo, tuttavia in molti contesti può avvenire la cosa inversa. Ossia che altri sistemi possano risultare mostruosamente inadeguati e costituire addirittura fonte di fastidio e disagio nello svolgimento del lavoro. Di tutto ciò ho, addirittura, le prove in prima persona: come faccio? Semplice, ho scoperto da poco cosa significa la frase fatta “Linux per programmare è perfetto”, che oltre ad essere un mastodontico luogo comune, è anche una cosa verissima.

Ma adesso sedetevi, e ascoltate la storiella. Sennò vi meno.

È iniziato tutto qualche mese fa, appena all’università noi matricole abbiamo intrapreso la dura strada del secondo semestre e abbiamo cominciato il corso di Fondamenti di Informatica: due parole di circostanza, quattro cose sul binario e via, tutti col manualone di C++, a scrivere codice prima più facile, poi più difficile. L’ambiente di programmazione scelto dal professore è Codeblocks, un buon IDE, magari un po’ scarno e di netto inferiore agli editor che uso io come Geany o MonoDevelop, però nel complesso un ambiente assolutamente carino. Il professore ha dichiarato le motivazioni della sua scelta, dicendo che Codeblocks oltre ad essere un discreto IDE, è anche open source e compatibile con tutti i sistemi operativi, quindi la sua scelta non avrebbe creato problemi a nessuno.

Vado a casina, cerco Codeblocks, uh, è nel repo [community] di Arch! Lo installo immantinente, lo apro, comincio a smanazzarci un pochino. E il giorno dopo torno in facoltà. Ora, il paragone è più o meno questo: immaginate un guerriero che torna dalla battaglia fiero delle vittime che ha fatto, e guarda i suoi compagni feriti gravemente medicarsi. Ecco, tutti tristi, tutti mogi, ho chiesto cosa succedesse.

Ora, ovviamente gli studenti di Ingegneria Informatica non sanno nemmeno cos’è un computer, tecnicamente parlando: la gente viene a studiare l’informatica convinta di imparare come usare eMule. Ebbene, tutti i windowsauri erano lì, che mi guardavano speranzosi. Perchè io non mi faccio mai i cazzacci miei, e da grandi poteri derivano grandi responsabilità: così da bravo consulente IT della facoltà (magari lo fossi davvero -.-’) ho ascoltato un po’ cosa c’era di nuovo. Ad alcuni si impallava l’IDE, ad altri venivano fuori i puffi dallo schermo, c’era anche chi aveva perso il cane nel tentativo di far funzionare bene Codeblocks. E poi l’errore più comune. Il compilatore C: un sacco di gente misteriosamente non aveva GCC installato (o qualunque altra cosa servisse per compilare), gli mancava std, mancava tutto.

Ora, non è per fare i soliti flame, ma nelle distro più comuni, click, clack, risoluzione dipendenze, installazione. E funziona. Funziona, per Diana. Ma chi, la Lady? No, una Diana qualunque. Facciamo… che ne so, la dea della caccia.

Gli sciamani dai grandi poteri, ossia io e qualche altro sparuto che ha avuto il coraggio di far sapere in giro che se la cavava con i PC, hanno dato prova della loro potenza, aggiustando cose e soprattutto mandando dal professore un bel po’ di persone che continuano anche adesso a presentare degli errori assurdi di quel programma che, su Windows, non vuole andare. Ci sono ancora quattro o cinque casi di persone che sono state costrette a cambiare IDE di corsa; gli altri hanno risolto, oppure hanno installato Linux poco prima o poco dopo l’inizio del corso. Il risultato sono computer performanti, ambienti di programmazione che si comportano in maniera cristiana, niente danze tribali attorno a compilatori scritti da idioti. Sempre e solo GCC, for evah.

Adesso, perchè ho raccontato questa storia. Doveva essere un insieme di pippe mentali per farvi capire che Linux è meglio. Ma forse, l’ho raccontata per la mia vanagloria di BOFH quale sono a tratti, e per farvi ridere un po’. E perchè sono un fottuto nerd.

Il LiBBro.

9 aprile 2010 | View Comments | Postato in Informatica, Linux, My Life

Ho pensato. Ho pensato a tante cose. E nella miriade di pensieri, ha preso forma un’idea che adesso è un chiodo fisso; qualcosa che ottenendo il giusto riscontro potrebbe anche diventare realtà.

Se io scrivessi un libro. Non prendetela come la solita cosa pallosa: un libro su Linux, su di me, su me e Linux contemporaneamente, sul semi-onanismo di un sedicenne riguardo la tecnologia e i sistemi operativi. Le competenze che ho maturato, cosa significa Linux per me, cosa significa Linux per gli altri. Filosofia open source, filosofia spicciola open source (che è ben altra cosa dalla vera filosofia open); Arch, e tutti i ricordi brutti e cattivi, belli e sconvolgenti, di tutte le distribuzioni che ho provato e continuo a provare. Insomma, del perchè amo Linux e, informalmente e tra amici, spiegare un po’ come vanno le cose, chi fa cosa, come si fa quello, a che serve quell’altro.

Ma quello che ci andrebbe dentro lo so, a me interessa sapere che effetto farebbe a voi che state dall’altra parte del monitor (e della cattedra, quando vado ai Linux Day :D ): lo leggereste? Lo comprereste? Lo consigliereste?

Idee sono ben accette, come qualunque altro tipo di contributo, anche insulti. Fatevi avanti.

Nerdeggiare pallido e assorto

20 marzo 2010 | View Comments | Postato in Gente, Informatica, My Life

Nerdeggiare pallido e assorto
Presso un firewall d’orto,
Ascoltare tra i podcast e le webradio
Click di nerd, flame di troll.

Nelle crepe dei thread o sui like
Spiar gli utenti dei commenti gonfi
Ch’ora si distinguono e ora si confondono
A sommo di minuscoli nick

Lurkare tra i feed i protocolli
Lontani di google wave
Mentre si uppano tremuli trilli
Dei poser dai calvi picchi.

Surfando nella web che deraglia
Sentire con triste meraviglia
Com’è tutto il 2.0 e il suo travaglio
In questo spammare di gentaglia
Che ha in cima cialis e accozzaglia.

Veramente un bel lavoro, complimenti ad Haukr e Federico che su FriendFeed si sono uniti per scrivere questa rivisitazione in chiave nerdica del nostro mondo.

Stupendo, clap clap.

Bl@ster come John Connor? :D

19 gennaio 2010 | View Comments | Postato in Informatica, My Life

Si parlava con il buon LuNa in chat di un accrocco appositamente costruito dal sottoscritto che sfrutta un monitor esterno, tasteria e mouse USB, e lascia al povero piccolo (e sfruttato) Anfione il ruolo, ahilui, di solo case.
I vantaggi? Nemmeno un fiato dalla piccola ventola, e una macchina che si avvia con poco e ha prestazioni assolutamente normali. Provateci anche voi! :mrgreen:

Dunque ho voluto ragionare con LuNa sulla velocità di questo affarino, ed ecco cosa ne è scaturito:

Bl@ster: oh ma sto coso pista di più ogni giorno che passa ._.
LuNa: si è arreso, sa che morirebbe se non facesso quello che vuoi tu
LuNa: è terrorizzato
LuNa: :P
Bl@ster: hahahahahhha
Bl@ster: hahahahhaahhahahahhhaha
LuNa: loooooooool
LuNa: 10+ LuNa per la battuta ^^
Bl@ster: ti prego
Bl@ster: posso metterla sul blog? :D
LuNa: puoi
LuNa: (C)
Bl@ster: hahahahah
LuNa: anzi (cit.)!
LuNa: vedi l’atom che si trasforma, e ci appare su il logo di superman :P
LuNa: fa pure la musichetta, ovviamente
Bl@ster: hahahahahahhahahahahhaha
Bl@ster: ah comunque manco 24h e ho già rotto growl
Bl@ster: :D :D:D:D:D:D:D
LuNa: mordi la prima melaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa, ahhh (Cit)

Varie ed eventuali, iniziamo bene il 2010 :)

8 gennaio 2010 | View Comments | Postato in Desktop Environment, Gnome, Informatica, Linux

Di ritorno dalla mia nordica vacanza natalizia, torno a dare qualche update in pillole, con ovvie considerazioni personali a latere, cosa che so che tutti voi lettori amate :mrgreen:

D’altronde, che cos’è una notizia senza commento? E che cos’è un commento senza notizia? Una frase ad minchiam, appunto.

Punto primo, Docky migliora senza sosta, anche sotto Natale. Ateo o no, chi sta dietro quel gran pezzo di software sa come fare le cose e, soprattutto, sa come farle bene; avevamo visto l’entrata in scena di plugin per integrare funzionalità di alcuni programmi con la dock, detti assistenti (nome di merda, e non c’entra il povero Marco perchè mi pare che anche in inglese si chiamino così). Orsù dunque, ne sono stati sfoderati altri. Ad esempio un utile coso per Liferea che permette di mostrare l’icona delle news da leggere, o l’assistente per Rhythmbox, che fa essenzialmente la stessa cosa che fa quello per Banshee, solo che è per Rhythmbox. La motivazione è evidente: se prima eravate costretti a usare Banshee per le copertine figose sulla dock, adesso chi usa Rhythmbox gioirà e tornerà al suo player originale. Peccato che io ormai sia rimasto a Banshee perchè mi piace parecchio di più e le copertine le fetcha meglio.

Piccola pausa di un minuto e poco più, per mettere in carica il netbook: la batteria non viene caricata da quando me ne sono andato dieci giorni fa e adesso reclama il suo tributo, ha pensato bene di farmelo notare agendo tramite il sindacato, ossia il gestore dell’alimentazione.

Ecco. Altra pillola, ho provato Pino. Non ho cambiato sponda -.-

No, non questo Pino. (Grazie Janvitus per l’ispirazione)

Pino è un client Twitter (yet another? Just another :/) con poche funzioni ma che si integra abbastanza bene in GNOME, peccato che non mi pare che usi font di sistema da qualche parte, e con Docky va da cani. Cannato. :D

Pillola… tre? Si, tre. Dunque, oggi in un impeto di vero godimento eyecandy-oso ho deciso di provare CoverGloobus, del quale parlerò più approfonditamente poi. Niente di particolarmente difficile, semplicemente mi sono ricordato che essendo GloobusPreview e CoverGloobus due progetti diversi forse potevo (dovevo) evitare di installarmi gloobus-bzr da AUR, il quale non compila per un errore in de.po; l’ho sempre detto che i tedeschi con quelle lettere strane danno solo problemi :P

Ordunque, bello bello. Se volete la cover dell’album che state ascoltando sul desktop, CoverGloobus fa per voi: si interfaccia con tipo una decina di player, quindi c’è pure l’imbarazzo della scelta :D

A breve un po’ di documentazione su come creare o modificare un tema per CoverGloobus, e soprattutto un tema per Docky; chiedo venia ma io, personalmente, i tooltip ballon bianchi non li reggo, quindi me li trasformo sempre in tooltip neri. Per quanto riguarda invece CoverGloobus, la cosa che cambio sempre sono i font usati dai temi: a mio parere dovrebbero infilarcela una vocina nel dialogo delle preferenze per decidere i caratteri ;)

Ah, e ovviamente buon 2010 a tutti, we wish you a merry crisis and a happy new fear. :lol:

La diatriba del feed: soluzioni e novità.

19 dicembre 2009 | View Comments | Postato in Blog, Informatica

Da qualche giorno ho ricevuto l’accusa in pubblica piazza (LOL) di avere feed malfunzionanti; alcuni utenti si sono mobilitati mandandomi dei messaggi via Twitter e tramite email, in cui mi dicevano di dare una controllatina agli RSS di questo blog, i quali erano impossibili ad essere fetchati correttamente, o almeno così pare.

È stato un impeto di rabbia, perdonami, feed, non volevo…

Quindi, preso dalla preoccupazione, ho cominciato a dare un’occhiata in giro e con il feedo Chrome che mi ha fatto da feed validator (giustappunto), ho trovato un errore che non mi è piaciuto per nulla nel template dell’RSS principale. Gli RSS di categoria invece sono a posto, e questo salva anche la mia aggregazione sul planet di Arch Linux :mrgreen:

Alla fine ho optato per girare il tutto verso FeedBurner, escludendo i feed di categoria, quindi adesso se provate ad andare sul mio feed originale, verrete tutti redirectati sul nuovo feed che risiede su FeedBurner. Si, avete capito bene: è proprio un invito a cambiare l’URL nei vostri aggregatori ;)

http://feeds.feedburner.com/dottorblaster

Questo costassù ( :D ) è il link ai nuovi feed, consiglio di cambiarlo con il precedente per il semplice motivo che adesso il vecchio RSS è semplicemente un redirect a quello nuovo: in questo modo siamo tutti più contenti, non ho errori di nessun tipo, Google immagazinerà ancora più informazioni relative alla nostra vita e la nostra privacy, ma chi se ne frega :lol:

Anfìone

15 dicembre 2009 | View Comments | Postato in Informatica, My Life

E sia cosí. Del quinto ora ti parlo,
che alle porte Borrèe presso ha le schiere,
al quinto posto, vicino alla tomba
del rampollo di Giove, Anfíone. Giura
per la sua lancia, in cui confida, e piú
del Dio l’onora, e piú di sue pupille,
che struggerà la rocca dei Cadmèi,
a dispetto di Giove. Cosí grida
questo germoglio di montana madre,
uomo e fanciullo, vago volto, e or ora
su le sue gote cresce la lanugine:
fitta, ché il sevo dell’età la spinge,
gèrmina. È il nome verginal; ma egli,
animo crudo, truce sguardo, sta
contro la porta, e non da vanto immune.

Nei giorni scorsi non ho aggiornato il blog riguardo la compra del netbook. Ebbene, alla fine ce l’ho fatta, e delle avventure per ottenerlo darò racconto poi; Giusto due minuti, adesso, per postare che il piccolo è arrivato, è a casa, sano e salvo, ed il suo nome sarà Anfìone, piccolo ma valoroso.

Questi sù sono i versi riferiti all’eroe (e al netbook), presi, come mio solito, dai Sette contro Tebe :)

Di come una domenica placida si trasformò in una domenica di merda.

14 dicembre 2009 | View Comments | Postato in Informatica, My Life

Io in realtà amo la domenica, anzi, senza in realtà, amo la domenica. Solo che certe cose ti fanno venire un nervoso, ma un nervoso, che più nervoso non si può; e allora, sentite qua che m’è successo.

Da qualche giorno, vedendo che l’HTC Dream non era più disponibile sullo store online del mediaworld, avevo deciso di buttarmi sull’acquisto di un netbook che prima di tutto avrebbe soddisfatto una mia effimera voglia, ed in seconda fase (ma badate bene, solo seconda), avrebbe anche dato una mano alla mia vita universitaria.

Il prossimo semestre infatti inizierò Fondamenti di Informatica, che in parole povere consiste in tante slide, tanto PC e un manualone di C (a quanto ho capito) da imparare. Orbene, portarsi quattro chili di notebook in università ogni giorno non fa bene alla mia schiena, tantomeno al mio morale, tantomeno al tizio davanti che si deve sorbire le emissioni di aria calda dalla ventola sul retro.

Per questo motivo ho deciso di cambiare target dell’acquisto, e mi stavo giustappunto decidendo su un bel Packard Bell rosso, in alternativa nero, in alternativa un Aspire One carino. E con il Packard Bell rosso c’era anche il mouse figo wireless in bundle.

Ma. Ma. Ma. C’è un ma. Mah. No, proprio ma, non mah.

Giustappunto, ma. Ma mentre facevo l’ordine, qualcosa non è andato per il verso giusto. Il prodotto costa tot, applico i miei buoni, il prezzo scende vertiginosamente, e mi preparo a clickare l’ultimo bottone, per mandare in consegna l’ordine e cominciare a fantasticare sull’hostname. È qua che mi aspettava il gramo fato; clicko, comincio a dire “SSS… NNNNOOOO!!!” Perchè era apparsa una finestrella maledetta, che come a prendersi gioco delle mie cervella, mi diceva di andare a controllare la disponibilità del prodotto.

La sorpresa è stata infausta e terribile: il prodotto, fino a pochi minuti prima disponibile, era esaurito.

A questo potete tranquillamente sommare il senso di frustrazione dato dal mio servizio di hosting, il quale, in questa domenica assolata-mica-tanto, ha deciso di rendermi irreperibile il sito principale e, ovvia conseguenza, tutti i sottodomini. In realtà io questo post lo sto scrivendo con PyRoom (di cui ho già parlato), sul mio desktop, anzichè beatamente online sulla dashboard con l’autosalvataggio delle bozze. Quindi, se va via la corrente, ve la prendete in quel posto perchè non c’ho voglia di riscrivere tutto ‘n antra vorta.

Orbene, ho lasciato la mia mail per essere notificato di un ipotetico ritorno del netbook prescelto, visto che come lui mi ha lasciato a piedi anche l’Aspire One, e l’unico rimasto quindi è il Packard Bell nero.

Packard Bell nero che però non vorrei acquistare al posto del rosso per il semplice fatto che ha il monitor più bruttino, potrebbe, e dico potrebbe, avere una orrenda protuberanza dietro, e non mi ci danno il mouse fighissimo in bundle. Indi per cui poscia, non voglio pagare lo scotto di una scelta affrettata, me ne sto qua, e aspetto. E vado di refresh compulsivo.

P.S.: Lo so che questo post è più da blog personale, ma dato che si parla comunque di scleri teNNoloGGici, beccatevelo qua.