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	<title>Bl@ster&#039;s Home &#187; Desktop Environment</title>
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	<description>Un blog Rolling Release</description>
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		<title>Enlightenment 17: una valutazione attenta</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Dec 2011 23:53:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bl@ster</dc:creator>
				<category><![CDATA[Desktop Environment]]></category>
		<category><![CDATA[Linux]]></category>

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		<description><![CDATA[Non la mia, di valutazione, come ci si potrebbe aspettare, anche se ho dato tempo fa, e i pregi di questo window manager, ambiente desktop, o per la precisione non si sa bene cosa sono infiniti, ma la valutazione di una persona che al di la di tutte le robette grafiche di dubbia (essenziale per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non la mia, di valutazione, come ci si potrebbe aspettare, anche se ho dato tempo fa, e i pregi di questo window manager, ambiente desktop, o per la precisione non si sa bene cosa sono infiniti, ma <strong><a href="http://blog.eracc.com/2011/12/11/open-source-a-gui-minimalist-tries-e17/">la valutazione</a></strong> di una persona che al di la di tutte le robette grafiche di dubbia (essenziale per me hahah) importanza, cerca funzionalità, potenza, flessibilità.</p>
<blockquote><p>Come minimalista delle GUI, le mie preoccupazioni non sono brillantini, sbrilluccichii, campane e fischi vari. Voglio la funzionalità piuttosto che l&#8217;estetica. Se l&#8217;interfaccia fa quello che io desidero con un uso di memoria, CPU e GPU il più ristretto possibile, il che significa anche meno consumo energetico, allora non me ne può fregare di meno di trasparenza, finestre tremolanti e del fuoco che brucia le finestre quando le chiudo. Se tale interfaccia è pure bella, allora tanto di guadagnato.</p></blockquote>
<p>Effettivamente i bachi che però mette in risalto l&#8217;articolo in questione sono da non sottovalutare. In fondo <strong>Linux</strong> è il sistema dei nerd, e alcune cose vanno fatte nella maniera giusta&#8230; come il fatto di permettere a me, stupido utente, di mandare tutto in bomba sbagliando una modifica ad un file di testo. Sinceramente non mi ero mai accorto che i file di configurazione di <strong>E17</strong> fossero binari, certo non rappresenta per me una cosa inaccettabile, ma sicuramente è qualcosa che mi ha fatto arricciare il labbro e dire &#8220;mh, bleh&#8221;.</p>
<p>Il fatto che le finestre siano gestite apparentemente in maniera stramba può far pensare. Come dice Gene, Shutter non riesce a trovarle come flottanti sullo spazio desktop, e questo mi fa alzare un sopracciglio: non è che &#8216;ste benedette finestre vengono gestite in maniera totalmente <strong>non-standard</strong>? No perchè se è così, ahia.</p>
<p>L&#8217;ultimo baco, nel punto in cui si parla di perdita di settaggi, non l&#8217;ho mai riscontrato. Yeeeee.</p>
<p>Nota divertente a parte, non credevo che qualcuno usasse davvero <strong>Mageia</strong>. :D</p>
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		<title>Linux &#8211; reinventare la ruota è scomodo.</title>
		<link>http://dottorblaster.it/2011/11/reinventare-la-ruota-e-scomodo/</link>
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		<pubDate>Fri, 25 Nov 2011 13:56:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bl@ster</dc:creator>
				<category><![CDATA[Desktop Environment]]></category>
		<category><![CDATA[Linux]]></category>

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		<description><![CDATA[Ormai è passato quasi un anno dal rilascio di GNOME 3.0, il desktop che ha rivoluzionato, e non so dire se in meglio o in peggio, la fruizione dei contenuti e dei software da parte di molti utenti, avvicinando il computer a quello che può essere una sorta di elettrodomestico, e soprattutto ha sconvolto la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ormai è passato quasi un anno dal rilascio di <strong>GNOME 3.0</strong>, il desktop che ha rivoluzionato, e non so dire se in meglio o in peggio, la fruizione dei contenuti e dei software da parte di molti utenti, avvicinando il computer a quello che può essere una sorta di elettrodomestico, e soprattutto ha sconvolto la mente di chi era abituato a immaginare la propria Linux box come una sorta di giocattolone iperconfigurabile anche attraverso interfacce grafiche.</p>
<p>Un anno, dio mio, un anno. Ne ho fatta di strada da allora: il<strong><a href="http://dottorblaster.it/2011/08/kde-la-mia-configurazione/"> passaggio a KDE</a></strong>, l&#8217;installazione di <strong><a href="http://dottorblaster.it/2011/08/xfce-pure-qua/">XFCE sul netbook</a></strong>, il <strong><a href="http://dottorblaster.it/2011/09/torno-a-casa-lesso/">ritorno a GNOME</a></strong> sulla workstation casalinga, lo scorno e il ritorno, ancora una volta, a KDE per motivi essenzialmente funzionali. Sono una persona che ha sempre visto nella configurabilità un valore aggiunto, unita a una buona configurazione di base che consentisse alle persone di non dover impazzire a cercare roba per costruirsi un ambiente confortevole; se da un lato sono stato forgiato dalla Sparta dei settaggi di KDE, ho apprezzato, col tempo, soprattutto con la sua mancanza, come <strong>Compiz</strong> potesse essere la quintessenza di queste due cose. Distribuito di default con le maggiori distribuzioni, il compositing window manager più amato di sempre aveva trovato una sua strada e per quanto non venisse più sviluppato, rappresentava, nel 2010 e nella prima metà del 2011, ciò che di meglio si poteva trovare per una soluzione di window management basata su OpenGL (e quindi all&#8217;avanguardia tecnicamente), che offrisse eyecandy, che desse funzionalità, e che fosse anche pienamente configurabile in ogni suo aspetto.</p>
<p>Adesso, sul netbook che ho ripreso in mano, installando XFCE ho configurato degli aspetti di Compiz che <strong>KWin</strong> non mi consente di impostare. Figuriamoci Mutter/GNOME Shell. Compiz rappresenta ancora un grande software, anche se la versione castrata che viene distribuita adesso nelle ultime versioni di <strong>Ubuntu</strong> lo sminuisce molto: sono giunto alla conclusione che tutto questo reinventare la ruota, scrivere da zero anzichè reingegnerizzare software già presenti e soprattutto funzionanti, abbia gettato il mondo Linux nel caos, un caos da cui, senza un gestore di finestre prestante, configurabile, e user-friendly, difficilmente uscirà rinnovato e cresciuto, anzi.</p>
<p>Ci attende un baratro senza fondo, sempre che non siamo capaci di risalire.</p>
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		<title>Punti esclarrogativi</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Sep 2011 20:14:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bl@ster</dc:creator>
				<category><![CDATA[Desktop Environment]]></category>
		<category><![CDATA[Gnome]]></category>

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		<description><![CDATA[Totem è un po&#8217; il software piccolo e nero di tutta la suite messa a disposizione dal team di GNOME. Nessuno lo vuole, lo si bistratta, ed effettivamente con qualche opzione in più sarebbe un pelo meglio; dei tentativi di dropparlo e farlo cadere in disgrazia parlerò in seguito, questa sera mi preme semplicemente porre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Totem</strong> è un po&#8217; il software piccolo e nero di tutta la suite messa a disposizione dal team di <strong>GNOME</strong>. Nessuno lo vuole, lo si bistratta, ed effettivamente con qualche opzione in più sarebbe un pelo meglio; dei tentativi di dropparlo e farlo cadere in disgrazia parlerò in seguito, questa sera mi preme semplicemente porre l&#8217;accento su un fattore estetico. Non avevo ancora aperto il player in questione infatti, ma stasera per caso mi sono ritrovato a farlo, in particolare per ascoltare un brano audio che mi ha fatto ridere molto.</p>
<p>Ebbene, ho trovato sul mio desktop dopo qualche secondo qualcosa di questo genere:</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://i56.tinypic.com/2u8bg93.png" alt="" width="569" height="624" /></p>
<p>Ora, comprenderete il mio stato d&#8217;animo. Un programma che non segue <strong>Adwaita</strong> ma ne adotta una variante di colore scuro? C&#8217;è qualche developer che sa spiegarmi se è un bug dovuto al fatto che stasera è Sabato 17, oppure è veramente così e si è deciso di cominciare a differenziare le finestre?</p>
<p>(<em>Nello screenshot non c&#8217;è il brano che mi ha fatto ridere ma una canzone molto triste, niente di che.</em>)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Torno a casa lesso</title>
		<link>http://dottorblaster.it/2011/09/torno-a-casa-lesso/</link>
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		<pubDate>Sat, 17 Sep 2011 08:57:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bl@ster</dc:creator>
				<category><![CDATA[Desktop Environment]]></category>
		<category><![CDATA[Gnome]]></category>

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		<description><![CDATA[Mentre tutti parlano di Windows 8, di questa benedetta developer preview che è uscita scatenando pareri discordanti tra il &#8220;che cagata pazzesca&#8221; e il &#8220;lo amo fottutamente&#8221;, io invece voglio narrarvi di qualcosa di diverso. Di qualcosa di trascendente, di sacro quasi. Voglio parlarvi di GNOME 3.2. È vero infatti che da una settimanella ormai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mentre tutti <strong><a href="http://www.oneopensource.it/14/09/2011/windows-8-e-arrivato-cosa-cambia-per-linux/">parlano di Windows 8</a></strong>, di questa benedetta developer preview che è uscita scatenando pareri discordanti tra il &#8220;che cagata pazzesca&#8221; e il &#8220;lo amo fottutamente&#8221;, io invece voglio narrarvi di qualcosa di diverso. Di qualcosa di trascendente, di sacro quasi. Voglio parlarvi di <strong>GNOME 3.2</strong>. È vero infatti che da una settimanella ormai ho installato la 3.1.90 sulla mia <strong>Arch Linux</strong>, grazie ancora una volta a [gnome-unstable], e l&#8217;impressione di fondo è che finalmente cominciamo ad avvicinarci a quello che dovrebbe essere un ambiente desktop funzionale e a prova di schizzinoso.</p>
<p>Quello che ho potuto notare sin da subito è stato finalmente che <strong>Mutter</strong> non consuma più la pletora di risorse di un tempo, anzi: è stato nettamente alleggerito per permettere anche ai meno abbienti di non sclerare appresso al <strong>banale dragging</strong> di una finestra;anche la modalità Activities sembra molto migliorata, tant&#8217;è che finalmente non faccio più fatica con la mia VGA dell&#8217;anteguerra a gestire i workspace virtuali, anzi, è tutto molto molto migliorato all&#8217;insegna dell&#8217;usabilità e soprattutto delle prestazioni anche in un campo un po&#8217; ristretto come quello delle schede video d&#8217;annata (o poco prestanti).</p>
<p><strong>Documents</strong> mi va in segmentation fault. Online Accounts è meraviglioso, ma ancora non sono riuscito a fargli sincronizzare i contenuti con quello che voglio io; in particolare, Contacts rimane miserevolmente vuoto nonostante il tic su ON per l&#8217;importazione da Google. Peccato :(</p>
<p>La sensazione generale, comunque, è di una rinnovata leggerezza, e soprattutto di una ventata di novità nel panorama Linux desktop, non in quanto interfaccia, ma in quanto applicazioni cloud oriented e gestione di finestre particolari come quelle di <strong>GIMP</strong> che godono di simpatiche proprietà di visualizzazione, anche se purtroppo anche GNOME Shell non può fare niente contro l&#8217;annoso problema del focusing dei pannelli flottanti. Il giorno che questo verrà risolto probabilmente io sarò già morto, ma dato che addirittura con una delle ultime release <strong><a href="http://dottorblaster.it/2011/09/conquista-proletaria/">è arrivato</a></strong> l&#8217;antialiasing sui bordi arrotondati delle finestre, allora probabilmente c&#8217;è speranza per tutti. Anche per quelli che hanno la scheda video che fa cagare, come il sottoscritto.</p>
<p>Il resto delle impressioni è un po&#8217; come quello che <strong><a href="http://www.oneopensource.it/14/09/2011/gnome-3-1-91-prova-su-strada/">ho scritto</a></strong> su OneOpenSource urlando di giubilo vedendo che il mio computer non diveniva più un ferro bollente solo per fare quattro animazioni, quindi insomma&#8230; mi sento pronto a ridivenire uno GNOMEr, anche se non proprio a tutti gli effetti, ma forse di questo vi parlerò un altro giorno. Ciò che è importante è che sinora, con la mia <strong>GNOME Shell</strong>, sono abbastanza soddisfatto nel complesso. E mi sento un po&#8217; come essere tornato a casa, come il figliol prodigo che è stato lontano tanto tempo e infine viene festeggiato.</p>
<p>E l&#8217;antialiasing sui bordi delle finestre è il mio <strong>vitello grasso</strong>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>KDE: la mia configurazione</title>
		<link>http://dottorblaster.it/2011/08/kde-la-mia-configurazione/</link>
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		<pubDate>Thu, 18 Aug 2011 13:47:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bl@ster</dc:creator>
				<category><![CDATA[Desktop Environment]]></category>
		<category><![CDATA[KDE]]></category>
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		<description><![CDATA[Ho deciso di scrivere questo post dopo aver visto su Google+ che effettivamente in tanti hanno mostrato interesse per le componenti del mio desktop, così effettivamente mi sono accorto che forse era meglio tornare ai vecchi tempi: scrivere cioè un post come memorandum personale, nel caso cambiassi macchina, e come punto di discussione e di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho deciso di scrivere questo post dopo aver visto <strong><a href="https://plus.google.com/107464946668215159377/posts/DmPFWsjFHMe">su Google+</a></strong> che effettivamente in tanti hanno mostrato interesse per le componenti del mio desktop, così effettivamente mi sono accorto che forse era meglio tornare ai vecchi tempi: scrivere cioè un post come memorandum personale, nel caso cambiassi macchina, e come punto di discussione e di condivisione del know-how per gli altri. Sai mai, infatti, che arrivi qualcuno che non sappia i trucchetti banali che andrò ad esporre.</p>
<h3>Keep It Simple: leviamo la robaccia</h3>
<p>Parecchio del lavoro che ho fatto sul mio <strong>KDE</strong> appena installato è stato orientato alla semplificazione. Il K Desktop Environment è una massa di cose che, compilate ed eseguite senza un minimo di tweaking, non ha minimamente senso. La cosa positiva è che, se ci impegnamo, rimane tutto configurabile comodamente attraverso pratici menù visuali, niente di trascendentale quindi. Il primo trucchetto che applico io di solito, è <strong>disattivare Nepomuk</strong>. Si si, lo so, Nepomuk e l&#8217;indicizzazione sono in realtà come pilastri per KDE dalla release 4 in poi, ma a me serviva qualcosa di usabile e che non fosse eccessivamente pesante sulla CPU, quindi via l&#8217;indicizzazione. Andate nelle impostazioni di sistema e levate il segno di spunta a quel coso.</p>
<p>La seconda cosa è levare, ogni volta che posso, i pulsanti idioti. Sono un fan del look and feel minimale, e con un colpo di click destro sulla toolbar delle finestre, molte volte appare un menù contestuale molto carino che ci permette di scegliere grandezza e cose varie, riguardo le icone e i testi. È vero, magari dovrebbero esserci dei defaults maggiormente settabili, ma comunque per ogni applicazione possiamo avere la nostra impostazione di toolbar preferita; per esempio, io per Kopete ho una finestra di chat in cui se compare la menubar è grasso che cola (perchè non la so togliere eh &#8211; ah a posto, trovato adesso, non scherzo).</p>
<p>Allo stesso modo andiamo nelle preferenze dell&#8217;aspetto delle applicazioni, e configuriamoci per bene <strong>Oxygen</strong>: togliamo le animazioni, lasciamo solo quello che ci interessa, e facciamo un bel lifting alle scrollbar, le quali se di default possono essere orribili, con qualche ritocco diventano molto belle a vedersi e assolutamente non invasive per l&#8217;occhio. Per finire di configurare Oxygen dobbiamo andare nelle preferenze dello spazio di lavoro, dove possiamo impostare il bordo delle finestre: io personalmente adoro le finestre borderless, quindi mi sono scelto qualcosa che andasse bene per me, comunque per dare una linea al mio desktop ho usato l&#8217;impostazione borderless e i pulsanti della finestra piccoli sulla sinistra (à la OSX).</p>
<p>Per finire, disabilitiamo tutti gli effetti desktop che non siano le ombre, e qualche cosa d&#8217;altro a piacere. Io ho addirittura impostato il compositing su XRender, per far consumare ancora meno CPU a KWin, che comunque è diventato un software dal consumo addirittura ragionevole con KDE 4.7.0. Dovremmo più o meno esserci, la prima parte, quella della scrematura è completata.</p>
<h3>Lo spazio di lavoro</h3>
<p>È importante chiarire che io non uso KDE come viene accessoriato, con tutti i plasmoidi e le minchiatine varie. La mia configurazione di KDE riflette la semplicità che a me piace mantenere sul desktop, e la funzionalità prima di tutto. Quindi via tutto quello che non serve, e ripristiniamo le funzionalità che tanto ci piacciono di ambienti desktop un po&#8217; più &#8220;retrogradi&#8221; ma che ci fanno lavorare in scioltezza, aumentando la nostra produttività e non costrigendoci ad aprire programmi su programmi per ogni task. Il mio KDE quindi è costituito da <strong>un pannello solamente</strong>, dove risiedono Lancelot (il &#8220;blob&#8221; per lanciare i programmi), la taskbar molto tradizionale, e la system tray. Poco altro.</p>
<p>Potete ovviamente decidere voi se piazzare questo pannellone in alto o in basso, comunque fatelo con cura perchè sarà poi il vostro riferimento spaziale per qualsiasi attività. Nel mentre, levando tutti i plasmoidi, clickando di destro, possiamo andare a cambiare non solo lo sfondo, ma attraverso il submenù Disposizione, possiamo ripristinare il bellissimo <strong>desktop classico</strong> al quale eravamo tanto abituati, scegliendo Vista delle Cartelle. La posizione poi, se far fare ad <em>/home/`whoami`</em> da scrivania o creare una directory apposita, è totalmente arbitraria.</p>
<p>Avete scelto uno sfondo che vi piaccia? Bene. Perchè adesso chi smanetta mi deve seguire.</p>
<h3>Personalizzazione di Konsole</h3>
<p>Dato che a quanto pare gli altri terminali sono tutti effettivamente piuttosto brutti, vi mostro come ho ridotto la mia <strong>Konsole</strong>, con l&#8217;aiuto del sapiente Zidagar che effettivamente ha saputo darmi qualche dritta nel momento del bisogno. Borderless, rigorosamente (è bella), a sfondo nero, con un colore foreground che vi piaccia, e senza menubar. Aspetto semplice, bello e confortevole: cosa diavolo volete d&#8217;altro da una riga di comando? :D</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://i56.tinypic.com/2unzqx4.png" alt="" width="558" height="578" /></p>
<p>Per togliere di mezzo la menubar, od eventualmente rimetterla al suo posto, basta un colpo di Shift+CTRL+M; come font consiglio Terminus, o Monaco che il mio monospaziato preferito.</p>
<h3>Varie ed eventuali</h3>
<p>Come ultimo consiglio, andate a smanettare nel gestore delle impostazioni per qualsiasi cosa. KDE ha l&#8217;unico pregio di essere pienamente configurabile (oltre che molto bello e accattivante visivamente) quindi se volete fargli fare qualcosa, sappiate che <strong>egli può</strong>. Prima di schifare KDE in ogni caso, a ogni utente raccomando di configurare per bene tutto spendendoci qualche oretta, settando magari moltissime shortcut per lavorare in maniera più agile. Ovviamente per l&#8217;integrazione GTK ho usato il nuovissimo <strong>Oxygen-GTK</strong> di cui si parla molto in rete, specificatamente per l&#8217;integrazione di <strong>Chrome</strong> all&#8217;interno di KDE penso di scrivere un articolo a parte, perchè effettivamente è un lavoraccio combinare tutti gli aggiustamenti necessari ad un tema che non lo faccia diventare un&#8217;aberrazione.</p>
<p>Piccolo punto in sospeso è il desktop: nella Software Compilation 4.7.0 infatti è migliorato, ma la <strong>scrivania tradizionale</strong> ha ancora bisogno di tanto amore. Altro piccolo tip: siccome le ombre azzurre sono terribili, dal menù di configurazione di Oxygen per quanto riguarda i bordi della finestra, è possibile riportare quella schifezza al colore nero naturale che gli compete.</p>
<p>Hasta luego.</p>
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