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Elixir per idioti /6, sua maestà il pattern matching

Visto che nell’ultimo episodio abbiamo parlato di pipe operator, con cui cominciamo ad affrontare sul serio l’espressività di un linguaggio funzionale, andiamo a parare sull’ultimo ostacolo che ci separa dall’avere ogni base per cominciare a praticare il nostro Elixir-jutsu in maniera efficace. Sto parlando della feature che ogni linguaggio funzionale porta con sé, da Erlang a Scala al nostro Elixir, ovvero il pattern matching.

È più facile a farsi che a dirsi (o spiegarsi), ma ci proverò lo stesso con qualche parola astrusa: Elixir possiede la capacità di lasciarci definire più “clause”, ovvero funzioni o altri tipi di espressioni, per poi decidere lui stesso quale definizione tra quelle che abbiamo scritto si applica in maniera più vicina all’input che viene dall’esterno. Ripeto: possiamo definire più casi in base a molteplici input, e il runtime provvede ad identificare la forma più vicina di volta in volta all’input fornito per poi comportarsi di conseguenza. Ma a questo punto facciamo prima a vedere un esempio pratico. Un modulo può avere più di una definizione della stessa funzione in base all’input:

iex(1)> defmodule SalutePeople do
...(1)>   def hello("Alessio") do
...(1)>     IO.puts("Hello Alessio")
...(1)>   end
...(1)>
...(1)>   def hello("Agnese") do
...(1)>     IO.puts("Hello my love")
...(1)>   end
...(1)>
...(1)>   def hello(_anyone) do
...(1)>     IO.puts("Who the fuck are you?")
...(1)>   end
...(1)> end
{:module, SalutePeople,
 <<70, 79, 82, 49, 0, 0, 5, 28, 66, 69, 65, 77, 65, 116, 85, 56, 0, 0, 0, 147,
   0, 0, 0, 15, 19, 69, 108, 105, 120, 105, 114, 46, 83, 97, 108, 117, 116, 101,
   80, 101, 111, 112, 108, 101, 8, 95, 95, ...>>, {:hello, 1}}

Definendo un modulo così, cosa otteniamo? Otteniamo una funzione hello che si comporta diversamente di fronte a me, alla mia ragazza, o davanti a chiunque altro.

iex(2)> SalutePeople.hello("Alessio")
Hello Alessio
:ok
iex(3)> SalutePeople.hello("Agnese")
Hello my love
:ok
iex(4)> SalutePeople.hello("Chiunque altro")
Who the fuck are you?
:ok
iex(5)>

Il pattern matching ci permette di specificare in maniera performante ed efficace come i nostri programmi si devono comportare in base a diversi input. Possiamo usare questa caratteristica non solo nelle firme delle funzioni (le firme sono quella sintassi def tiziocaio(argomento) do ... end) ma anche nei nostri case statement. Normalmente, in linguaggi come JavaScript o Ruby, gli swith case non sono altro che delle maniere leggermente più tollerabili (e dipende anche dai casi) di scrivere una scala a pioli di if else. Nei linguaggi come Elixir abbiamo il pattern matching come arma definitiva per renderli molto più potenti. Prendo il primo esempio che mi capita a tiro dal manuale di Elixir:

iex> case {1, 2, 3} do
...>   {4, 5, 6} ->
...>     "This clause won't match"
...>   {1, x, 3} ->
...>     "This clause will match and bind x to 2 in this clause"
...>   _ ->
...>     "This clause would match any value"
...> end
"This clause will match and bind x to 2 in this clause"

In pratica rispetto a differenti pattern, il runtime come abbiamo già detto è in grado di riconoscere quello che si avvicina di più al caso corrente. In caso di mancato riconoscimento di un pattern, viene applicata la soluzione più generica, che in un case statement viene indicata con l’underscore come possiamo vedere dall’esempio.

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