Linux – reinventare la ruota è scomodo.

Ormai è passato quasi un anno dal rilascio di GNOME 3.0, il desktop che ha rivoluzionato, e non so dire se in meglio o in peggio, la fruizione dei contenuti e dei software da parte di molti utenti, avvicinando il computer a quello che può essere una sorta di elettrodomestico, e soprattutto ha sconvolto la mente di chi era abituato a immaginare la propria Linux box come una sorta di giocattolone iperconfigurabile anche attraverso interfacce grafiche.

Un anno, dio mio, un anno. Ne ho fatta di strada da allora: il passaggio a KDE, l’installazione di XFCE sul netbook, il ritorno a GNOME sulla workstation casalinga, lo scorno e il ritorno, ancora una volta, a KDE per motivi essenzialmente funzionali. Sono una persona che ha sempre visto nella configurabilità un valore aggiunto, unita a una buona configurazione di base che consentisse alle persone di non dover impazzire a cercare roba per costruirsi un ambiente confortevole; se da un lato sono stato forgiato dalla Sparta dei settaggi di KDE, ho apprezzato, col tempo, soprattutto con la sua mancanza, come Compiz potesse essere la quintessenza di queste due cose. Distribuito di default con le maggiori distribuzioni, il compositing window manager più amato di sempre aveva trovato una sua strada e per quanto non venisse più sviluppato, rappresentava, nel 2010 e nella prima metà del 2011, ciò che di meglio si poteva trovare per una soluzione di window management basata su OpenGL (e quindi all’avanguardia tecnicamente), che offrisse eyecandy, che desse funzionalità, e che fosse anche pienamente configurabile in ogni suo aspetto.

Adesso, sul netbook che ho ripreso in mano, installando XFCE ho configurato degli aspetti di Compiz che KWin non mi consente di impostare. Figuriamoci Mutter/GNOME Shell. Compiz rappresenta ancora un grande software, anche se la versione castrata che viene distribuita adesso nelle ultime versioni di Ubuntu lo sminuisce molto: sono giunto alla conclusione che tutto questo reinventare la ruota, scrivere da zero anzichè reingegnerizzare software già presenti e soprattutto funzionanti, abbia gettato il mondo Linux nel caos, un caos da cui, senza un gestore di finestre prestante, configurabile, e user-friendly, difficilmente uscirà rinnovato e cresciuto, anzi.

Ci attende un baratro senza fondo, sempre che non siamo capaci di risalire.

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  • http://www.pcfaidate.com/ Oberon

    mmm… argomento spinoso. A me piace l’idea che il windows manager sia ben integrato all’interno del sistema, sviluppato magari dallo stesso team che prende decisioni in merito al design dell’intero DE. Ad esempio, ho l’impressione che gli effetti di Mutter, seppur semplici e ridotti all’osso, rispecchino perfettamente l’idea alla base della shell, come se ne fossero un’estensione. Certo un po’ più di libertà e possibilità di configurazione non guasterebbe.

    Sono altresì convinto però che se avessero deciso, quelli di Gnome, di usare Compiz senza farmelo sapere, magari chiamandomelo “Mutter”, forse, sarei stato contento lo stesso, se non di più!

  • http://dottorblaster.it/ Bl@ster

    Più che altro, l’integrazione è un tema a parte. Sicuramente un WM funzionale come Compiz avrebbe potuto subire una massiva opera di reingegnerizzazione senza dover ricorrere a quella roba becera di Clutter per gli effetti, e sarebbe stato comunque un prodotto di gran lunga migliore grazie ai plugin e a CCSM.
    Compiz negli anni mi ha insegnato quanto un WM possa risultare importante. Non sono disposto a lasciarlo “morire” nelle braccia di Canonical senza spenderci una parola: grazie a lui ho tratto immensa soddisfazione da Linux per via della flessibilità che mi offriva.

  • http://www.aldolat.it aldolat

    Condivido pienamente questo pensiero: ”sono giunto alla conclusione che tutto questo reinventare la ruota, scrivere da zero anziché reingegnerizzare software già presenti e soprattutto funzionanti, abbia gettato il mondo Linux nel caos, un caos da cui, senza un gestore di finestre prestante, configurabile, e user-friendly, difficilmente uscirà rinnovato e cresciuto, anzi.”

    Il software libero ha i programmatori più pigri che si conoscano sul pianeta perché essi non cominciano da zero, ma partono dal lavoro che altri hanno già fatto, lo modificano, lo ampliano, lo correggono e infine lo condividono a loro volta.

    Portare avanti il lavoro che altri hanno già cominciato, correggerne i bug e ampliarne le funzioni: questo è ciò che centra in pieno la filosofia del software libero. Solo così il software giungerà a una maturità e stabilità da fare invidia a quello proprietario, dove invece è necessario sempre cominciare da zero.

    Se non si segue questo modello di sviluppo, è chiaro che il caos regni e tante energie saranno sprecate nel tentativo inutile di “reinventare la ruota”.

  • Lozobo

    Non sono così d’accordo…

    Ogni tanto una riscrittura da zero risulta più semplice che reingegnizzare.
    Questo vale quando un software è grosso e quello che si vuole cambiare è radicale.

    Prendi proprio compiz. E’ un software enorme e complicato. Un’opera del genere, come dici tu, non avrebbe mai visto la luce dal quanto lavoro ci sarebbe da fare.
    Prendi X.org. Cè in progetto X12, ma resterà tale. Per questo è nato Wayland, con un’altro tipo di approccio,  più moderno.

    Poi si hai ragione nel dire che mutter non è per niente flessibile, ma è un progetto recente! E mutter, a sua volta, si appoggia su clutter che è altrettanto recente!
    Insomma. Sono fiducioso nel futuro =)

    Con questo non voglio dire che bisogna riscrivere da zero tutti i software! XD
    Solo che bisogna vedere il tradeoff tra riscrivere e reingegnerizzare.

  • http://dottorblaster.it/ Bl@ster

    Ma vedi, il problema è che una riscrittura ci può stare: guarda Compiz 0.9.
    O guarda Wayland che porta X a un approccio nuovo anche se, in tutta onestà, è pensato più per il mobile e ARM, e toglie un sacco di feature carine (niente più ssh -X).

    Quando però quella riscrittura diventa dover *reinventare* tutto il cucuzzaro del desktop, perdonami, ma a me viene l’orticaria, vedendo quanti progressi sono stati fatti, tutti buttati al cesso in nome dell’evoluzione/rivoluzione del desktop, con *niente* in cambio.

    ;)

  • http://dottorblaster.it/ Bl@ster

    Magari fossero così pigri da sfornare solo patch, Aldo, magari.

  • http://www.aldolat.it aldolat

    Eh ma mica parlo solo di patch.

  • http://dottorblaster.it/ Bl@ster

    Poi ci sarebbe anche il discorso che della UI dovrebbero occuparsene i designer, e del coding gli sviluppatori, ma insomma, questo mi sembra chiedere troppo. :D

  • http://www.quacos.com Giovanni

    E’ un macello. Oggi giorno non saprei più che Linux consigliare a un neofita.

  • drake762001

    Come ha detto Oberon … argomenti spinoso. Su compiz non sono molto d’accordo: vivo felicemente senza, tanto l’unoc effetto che uso (ma che potrei anche farne a meno) è scala, che hanno tutti (kwin/mutter). A me ha cambiato molto l’uso in meglio roba come dockbarx o plasma-icon-tasks. Se spengo gli effetti au kde non mi cambia un molto come usabilità, li tengo solo per gusto estetico e per caricare un po la gpu.
    Per il discorso di reinventare la ruota di do ragione, ma anche qui credo che mutter sia stata una strada obbligata. Compiz, se ricordi, doveva essere riscritto (la 0.9) per cui il team doveva scegliere se aspettare la riscrittura di compiz o riscriverlo loro. Secondo me mutter è venuto su bene e ha un futuro mugliore di compiz. Ma sono idee mie, senza troppi fondamenti concreti.

    Per quanto mi riguarda sto definitivamente lasciando gnome perchè gli stravolgimenti che ci aspettano solo tanti. Hai letto la notizia che vogliono riscrivere tutte le loro appliczioni in vala (un po’ come sta facendo elementaryos)? Magari tra 1-2 anni verrò smentito, ma mi sembra uno spreco di lavoro.
    Piano piano me ne sto migrando su kde, almeno li gli scossoni ci sono stati 3 anni fa, ora evolve senza stravolgere, con buona pace di chi lo usa. E mi ha fatto scoprire sabayon che non avevo mai usato (stranamente, visto che sul pc ho installato praticamente qualunque distro) e che ha un kde di una fluidità senza eguali.

  • http://profiles.google.com/esposito.fulvio Fulvio Esposito

    Come al solito sia la riscrittura che la reingegnerizzazione hanno un costo che va pesato. Poi ovviamente la scelta non è solo puramente tecnica, ci sono anche fattori sociali e questioni squisitamente personali (a me non piacciono come vanno le cose e se il team del progetto non mi segue me lo faccio da solo). In generale ci sono cambiamenti a scelte di design per cui una riscrittura è più conveniente di una reingegnerizzazione. Comunque sia fare il confronto tra due software che hanno maturità diverse non è regolare :P ovviamente tra qualche mese mutter potrebbe avere tutta la configurabilità di compiz. Ho dato uno sguardo a Clutter, in sostanza è molto simile nei concetti base a WPF o il nuovo Metro-SDK di Windows 8 (dal punto di vista di layout, rendering della gui, gestione degli eventi, come modello di programmazione diciamo),  secondo me ci sono ottimi margini di miglioramento! Dagli un po’ di tempo.

  • telperion

    Reinventare la ruota è scomodo sopratutto per il “driver”.
    Specie se da una ruota rotonda anche se non molto equilibrata come gnome2 + compiz, ti “vorrebbero” convincere che a ruota “ovalizzata” (gnome 3 + shell) è MEGLIO, perchè i sobbalzi aiutano a digerire.
    Anche il cambio (settaggi) a cosa serve?!
    Avanti e retro (di gnome 3) sono più che sufficienti!
    Un sonoro “mavacaghèr” a sta manica di …
    ;)

  • drake762001

    Eh eh, tanto non si scappa telperion, a meno che non migri su altro de (consigliatissimo da parte mia), prima o poi ci dovrai fare i conti con la shell (o se preferisci con unity)!!! :):)