L’esperienza social prima e dopo il “contatto”

Negli ultimi giorni mi sono fermato a pensare ad alcuni aspetti di quella che è la social life, in particolare italiana, ma anche del resto del mondo, anche se non ho dati sufficienti sul resto del mondo. Assumendo per ipotesi però che tutto il mondo è paese possiamo estendere questi miei piccoli pensieri dalla nazione italica (n) al mondo (n+1). Quello che ho ideato è ovviamente come al solito malsano e nocivo per le vostre menti, quindi onde evitare di prendermi davvero sul serio, sappiate che è tutto frutto di del cazzeggio, mica di cose vere e di studi effettuati a tavolino. La mia esperienza, nient’altro.

Partiamo con un esempio: molto tempo fa, secoli, anni, eoni, ere, antani, ho conosciuto Piplos, su questo bel forum, e abbiamo cominciato a parlare così tanto, ma così tanto, ma veramente in una quantità così inusitata che è successo che poi col tempo siamo anche diventati – colpo di scena – amici. E da amici poi abbiamo cominciato a condividere l’uno con l’altro reciproci aspetti della nostra vita, dalle passioni a quello che mangiavamo per pranzo. È successo poi che abbiamo deciso di incontrarci, dato che, per una fortuita coincidenza, mi sono recato in vacanza in un paese che era poco distante dalla sua terra natale, così è venuto a beccarmi lui, di persona, e sin da quando l’ho visto qualcosa è cambiato.

La stretta di mano, convenzione sociale fisica, ha improvvisamente allargato la banda della nostra comunicazione e, detto molto ingegneristicamente, il throughput dei nostri messaggi è aumentato in maniera esponenziale. Questo cosa significa? Ma è semplice, significa che davanti a me avevo comunque una persona fisica, non fatta di bit, che oltre che con le parole mi narrava di sé con la gestualità, con il movimento degli occhi, e parlava anzichè scrivere. Così l’evento si è ripetuto, e dato che lui sale spesso a Roma, abitualmente si fa sentire e usciamo a goderci un po’ la città (e generalmente un Legendary all’Hard Rock Cafè).

Ho usato Piplos come esempio perchè è una delle amicizie più antiche che io abbia stretto online, ma anche la mia amica Alice è un buon esempio: certo non posso dire che la nostra esperienza sociale da quando ci conoscevamo solo in maniera “informatica” a quando poi siamo usciti una sera per un gelato sia rimasta la stessa cosa. Anzi: quando si approccia una persona conosciuta online, anche se si sono viste foto di questo individuo o si ha a disposizione l’intero profilo psicologico, la relazione rimane comunque qualcosa di incompleto; che può essere, per carità, sufficiente persino ad innamorarsi ad esempio di alcuni aspetti dell’interlocutore, ma è qualcosa di più asettico.

In ogni caso, è certo che un buon ingegnere sociale che punti alla schiusa del soggetto debba avere nel proprio bagaglio una serie di atteggiamenti validi in entrambi i casi, ma soprattutto un buon pool di comportamenti e gestualità da adottare per l’accesso alle informazioni in modalità online, ed un certo numero di approcci già verificati e funzionali nel caso in cui invece il soggetto a cui carpire i dati sia presente fisicamente, in carne ed ossa; se dunque il confidare delle informazioni coperte da presunto segreto può essere una motivazione abbastanza sufficiente per ottenere fiducia presso il bersaglio, in un incontro fisico offrire un caffè può essere già un buon primo passo.

Insomma, deriva socialingegneristica a parte, comunque è chiaro che conoscendo un individuo online, non possiamo comunque prevederne tutti i comportamenti, ma solo un ampio spettro che sarà comunque da completare con una profonda conoscenza fisica, durante la quale saremo comunque matematicamente sorpresi dalla vastissima gamma di gestualità che il soggetto adotterà, e noi non ci aspetteremo.

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  • http://picchiopc.wordpress.com Picchiopc

    Davvero un pensiero interessante e profondo, bravo Alessio :D

  • http://www.pcfaidate.com/ Oberon

    Ho avuto modo anch’io di conoscere “dal vero” persone che fino a poco tempo prima erano solo contatti virtuali. Nonostante i due tipi di conoscenza siano molto diversi ho potuto però notare quanto i tratti fondamentali del carattere restino immutati nel passaggio. Cose come l’intelligenza e l’educazione non possono essere simulati nè online nè durante il caffè al bar. E direi per fortuna!

    Grazie per l’interessante spunto di riflessione.

  • http://dottorblaster.it/ Bl@ster

    Quelli sono gli aspetti base.
    Bisognerebbe tirare giù un grafico per stabilire come associare i propri equipaggiamenti da social engineer, effettivamente la documentazione cartacea è poca :D

  • vencizon

    Io ho conosciuto la mia ragazza online ed ora stiamo insieme da 3 anni :D (in real life :P)

  • http://dottorblaster.it/ Bl@ster

    Certo, anche le mie storie più importanti sono durate anni e ho conosciuto le suddette online… ma non puoi negare che quando l’hai vista per la prima volta ti si è ribaltato lo stomaco dall’eccitazione ;)

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