Mobile OS e durata della batteria: mh?

Troppe volte ho letto in giro che i pareri sulla durata della batteria degl smartphone sono discordanti. Un po’ come quelli sui laptop. Questo articolo vuole quindi essere una bonaria provocazione, a chi non sa di informarsi, e a chi sa di non sproloquiare tanto per dire, perchè è inutile parlare di esperienza propria come univoca quando si tratta del fattore di autonomia di una macchina, dato che, diciamolo una volta per tutte, questo fattore è determinato ed è fortemente legato all’uso.

È infatti diffusa la tendenza a dire: “Ah ma questo PC fa tot ore”, oh “fantastico, questo telefono va tranquillamente per due giorni”; no. Prendete tutti piuttosto l’abitudine di dire “Per come lo uso io, il device ha questo tempo di autonomia”. Perchè è vero che grossomodo dato lo stesso amperaggio, si possono avere risultati non dissimili, ma è ovvio, per esempio, che un Android con sette homescreen attive piene di widget autorefreshanti e con seimila servizi in background, magari che fanno un uso pesantissimo della rete, avrà un’autonomia ridicola rispetto allo stesso terminale con molte più cose disattivate e soprattutto meno widget da refreshare.

Il ghiribizzo di scrivere questa piccola avvertenza mi è venuto leggendo soprattutto alcune dicerie sul fatto che la batteria di un Nexus S duri meno di quella di un iPhone 4. Ridicolo: è ovvio che, data la potenza della batteria simile, e dato l’hardware, è normale che durerà meno la batteria alla quale si attinge in maniera maggiore; io stesso ho visto crollare iPhone 4 e 3Gs di fronte al mio Desire per il solo fatto di avere molte più porcate in background di quante non ne avessi io, tuttavia non vado a sbandierare nulla in faccia a nessuno.

Ordunque, risparmiare batteria è un compito difficile, e chi si deve arrendere, si arrenda: esattamente come una compilazione di GNOME Shell da GIT può massacrare la carica del nostro laptop, anche in Android questo avviene. E come sempre, è inutile dare consigli scemi come installare un task manager che poi si rivela essere solo un ciucciacarica in più. Basta fare un uso decente del proprio telefono/computer, e, soprattutto, minimizzare quelli che sono i servizi che hanno accesso alla rete mentre non state usando il dispositivo.

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  • http://peppeuz.wordpress.com peppeuz

    Concordo in pieno! Per l’uso sfrenato che ne faccio io, nonostante tutte le possibili applicazioni (tra cui l’acclamatissima Juice Defender), il mio HTC Magic non è mai durato più di 12/14 ore (ad andar bene…) ed è perfettamente normale.

    Sinceramente, l’unico minimo riscontro positivo l’ho avuto settando i profili per il clock del processore con setCPU: tenendolo ai minimi possibili quando lo schermo è spento (magari tutto questo accompagnato ad un kernel under-volted) riesce a far risparmiare qualcosina, ma sicuramente niente per cui gridare al miracoo.

  • http://dottorblaster.it/ Bl@ster

    Ecco si, più che un taskmanager inutile setCPU è una gran cosa, perchè invece di agire a livello software agisce quasi a livello hardware scalando il processore e conseguentemente consumando meno.
    Certo, il miracolo non esiste: gli smartphone durano una giornata così come i PC durano sei-sette ore (a dir bene delle batterie a sei celle). Non ci sono panacee che tengano :P

  • http://twitter.com/nethankossovsky nethankossovsky

    Secondo me, apple aveva tolto il multitask anche per questo.
    Al momento mi sembra ancora esagerato pensare gli smartphone come pc, e cioè che tengono app attive wifi ecc tutti attivi insieme…. Se devo incominciare a portare dietro batterie e caricatori allora sono fritto…

  • http://dottorblaster.it/ Bl@ster

    Beh ovviamente non bisogna cominciare a pensarli in quel senso, tanto è vero che comunque le tue porche dieci/dodici ore di autonomia te le fai sempre tranquillamente (salvo casi rari tipo i gamers incalliti). Comunque, quando porto dietro la borsa del PC dentro ci infilo anche il cavetto USB. Si sa mai… :P

  • Sirio

    Finalmente qualcuno che dice una cosa sensata.

  • http://dottorblaster.it/ Bl@ster

    Grazie dell’immenso complimento :)

  • http://twitter.com/Stefanauss Stefanauss

    A me urta un pochetto che da quando da ragazzetto ho cominciato a respirare tecnologia, e si tratta di perlomeno una 1.5 decadi, c’è stato un progresso pazzesco su qualsiasi cosa, sistemi operativi, numero di transistor, miniaturizzazioni, tecnologie per i display, dal dial-up alla fibra ottica, pensate solo all’evoluzione dei browser. Le ventimila cose che vi possono venire in mente, fatevi la slideshow della loro evoluzione nella vostra mente ed è difficile non restare basiti dall’impatto delle differenze.

    L’unica cosa che è rimasta pressoché identica è la durata della batteria. Per ogni categoria di device, nessuna breccia è stata aperta, nessuna evoluzione così tangibile da sembrare rivoluzione.
    I portatili duravano circa 2 ore 10 anni fa, e tanto durano ancora adesso. Per aumentare la media si è dovuto ripensare questi dispositivi, di fatto creandone di una nuova categoria, i netbook. Una volta fatti i netbook, la loro durata media non ha subito alcun innalzamento clamoroso.
    Orologi, cellulari, telecomandi, autoveicoli, macchinine radiocomandate, la loro durata quando alimentati a batteria è sicuramente migliorata e molto in dieci anni (o se non lo è, comunque hanno performance migliori) ma, per spiegarmi meglio, *l’ordine di grandezza è sempre lo stesso*. Dove si parlava in ore, si parla ancora in ore. E così via.

    Mi rendo conto che non poteva essere tanto diverso, si parla di energia dopotutto xD Non si fanno scoperte clamorose in merito ogni mattina.
    Tuttavia, ogni volta che mi salta alla mente questo incontrovertibile fatto che una tale e così importante breccia nello sviluppo tecnologico ancora ci manca, mi rode il fegato. Spero solo di vivere abbastanza per vedere orologi da polso che possano fungere per un secolo, telecomandi durare decenni, eReader durare mesi, portatili e cellulari per settimane.

    Ma si diceva di smartphone, giusto? xD
    Ovviamente il messaggio del post, “dipende dall’uso”, è correttissimo. L’uso di specificarlo risparmierebbe inutili flame.
    Per la mia esperienza comunque, i veri problemi sono due. Uno è congenito, ogni tanto i sistemi operativi mobili (specialmente nel caso di Android, le ROM stock) sono così poco ottimizzate nella gestione dell’alimentazione da penalizzare l’utente quale che sia l’uso che fa dello smartphone, si allontana dalla durata plausibile, a volte anche di parecchio. Anche le ROM community-based possono esserne affette, se hanno a che fare con pezzettini closed-source (da sostituire/integrare) che hanno un impatto sul consumo energetico.
    L’altro, e questo è più tangibile e rilevante, è il mancato ingresso del cellulare in modalità sleep (schermo spento) quando si supporebbe che vi sia entrato. Durante una giornata di uso normale anche il più estremo utilizzatore del suo smartphone ha comunque una percentuale nettamente superiore di tempo in modalità sleep rispetto ad altri scenari. Non è affatto raro che un’app di terze parti impedisca al telefono di entrare correttamente/completamente in modalità sleep. Spesso isolare la/le app colpevoli di “non far dormire” il telefono è una vera pena anche per l’utente navigato. Pretendere che l’utente medio, non smanettone, faccia questo lavoro di debug amatoriale è utopistico. Purtroppo, è proprio qui che nascono le più cocenti delusioni per l’autonomia del proprio cellulare di cui si sente parlare ovunque (e che hanno originato questo articolo xD)

  • http://dottorblaster.it/ Bl@ster

    Sul problema delle ROM stock quoto, sono veramente fatte coi piedi esattamente come i sistemi operativi stock che si trovano su netbook e computer in generale. Poche ottimizzazioni, soprattutto contato che sono stock diamine, quindi fatti “apposta” per la macchina. Ma niente da fare.

    Poi, per quanto riguarda l’energia, beh, nessuno ha ancora trovato modo di cambiare l’equazione celebre, quindi credo che ci dovremo accontentare della miniaturizzazione delle celle e fare qualche piccolo compromesso: già adesso grazie a ciò i portatili con batteria a sei celle, se ovviamente non cominci a giocarci a PES, hanno una durata di circa cinque o sei ore, cosa veramente ottima soprattutto se si è in mobilità. Per quanto mi riguarda il vero punto di frontiera è la giornata: arrivare a sera senza bisogno di avere appresso caricabatterie. Con l’androide ci riesco benissimo, con il computer ovviamente no per una serie di motivi, tra cui la maledetta batteria a quattro celle :D

    Adesso si sta spingendo sulle nove celle, speriamo di vedere presto delle novità degne di questo nome :)

  • http://picchiopc.blogspot.com Picchiopc

    Ottimo post, come sempre :D

  • Xxx

    ti trovibene col desire?
    tra un desire e un desire z e un desire hd?

  • telperion

    Android “brandizzato” fa il pari con Windows OEM, cioè riempito di porcherie assortite dal produttore hardware, meditate.

    Per i consumi, è evidente che dipendono fortemente dall’uso, dire dura 12 ore non significa nulla, se guardi video continuamente, dopo 3 ore è morto.

  • http://dottorblaster.it/ Bl@ster

    Ma questo è evidente, io intendo sempre un uso medio del dispositivo quando parlo, ovvio che anche la migliore batteria è sfiancata da KDE4 SVN :D

  • http://dottorblaster.it/ Bl@ster

    Col Desire mi trovo ottimamente e l’ho preferito sia allo Z che all’HD, soprattutto, quest’ultimo per me è gigantesco e non prenderei mai un attrezzo del genere sapendo che poi devo camminarci mentre è in tasca.

    Diversamente, lo Z è un po’ meno prestante del Desire, però ha il vantaggio di avere una QWERTY fisica che può tornare comoda :P

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