KDE, la mia esperienza, per quello che conta :)

Nelle scorse settimane mi sono divertito a smanacciare un po’ il mio portatile: dopo aver installato Fedora 13 ed aver avuto un’esperienza impressionante con gli alie KDE 4.4, ho deciso che era venuto il momento di mettere in chiaro degli aspetti fondamentali della vita di coppia tra me e la mia Arch Linux. È stato così, che loggatomi da riga di comando ho fatto la pazzia e installato KDE anche dall’altra parte. Incredibilmente, tutto ciò è stato come un salto nell’iperspazio, di quelli che ti mozzano il fiato (chi non ha mai, d’altronde, fatto un salto nell’iperspazio.), e mi sono ritrovato, dopo alcune personalizzazioni, in un ambiente straordinariamente di mio gradimento, con tutto ciò che mi serviva. Tutto era dove doveva essere, e, posso garantire, Dolphin è un file manager veramente niente male.

La configurabilità dell’intero ambiente per vie facili non ha pari: ho avuto un assaggio di ciò che arriva dove la filosofia GNOME frena, infatti ho potuto farmi dire di si a qualunque cosa volessi fare con qualche click nei posti giusti (aehm, a volte non proprio giustissimi), mentre con l’ambiente “concorrente” per così dire, sono costretto ogni volta a ricorrere a GConf per operazioni anche banali come cambiare l’ordine dei pulsanti nella titlebar. Per questo motivo mi sono invaghito di KDE: le QT consentono di avere un ambiente assolutamente fuori dal comune in quanto a meravigliosità dell’interfaccia grafica, anche se meno pulito, e le applicazioni possono facilmente essere sovvertite, è l’utente che controlla loro, e non loro che controllano l’utente.

Tra l’altro devo ammettere che la struttura di KDE per quanto riguarda gli engine di decorazione finestre e widget è decisamente geniale: ogni motore ha i suoi parametri non solo per la configurazione dell’aspetto, ma anche riguardo la configurazione del comportamento del window manager, che cambia radicalmente faccia a seconda che si stia usando Oxygen, Bespin, Plastik. Oltre questo, c’è da aggiungere che tutto ciò che è QT è meravigliosamente integrato in KDE. Mi spiego: in GNOME ma anche in Windows succede che qualunque applicazione non faccia parte dell’ambiente desktop tenda ad essere un po’ discriminata.

KDE invece segue una filosofia molto simile a quella secondo cui è sviluppato OSX. Il sistema di casa Apple si basa infatti sulle librerie grafiche Cocoa, grazie alle quali è possibile scrivere software perfettamente integrato con il sistema operativo proprio per via del livello di integrazione di cui Cocoa gode all’interno di Mac OSX. Per le QT più o meno il discorso è lo stesso: KDE offre alle applicazioni QT una culla in cui integrarsi alla perfezione senza timore. Viceversa qualunque cosa provenga dall’esterno, è trattata un po’ malino; esattamente come OSX anche KDE riserva un cattivo trattamento alle applicazioni GTK+ mettendo a disposizione si, il gtk-qt-engine, che però a mio modo di parere offre possibilità approssimative ;)

Inoltre come potete vedere dall’immagine superiore è possibile eliminare facilmente la presenza di quella fastidiosa appendice di titlebar sparsa un po’ ovunque sulle finestre, spesso, in altri desktop environment, levando così di torno tantissimo spazio regalato ai porci.

Dopo un po’ però ho cominciato a sentire i limiti di quello che stavo usando. È si tutto molto ben congegnato per far sentire l’utente a casa, ma forse un po’ troppo a casa… sul divano, stravaccato diciamo. Mentre GNOME incredibilmente anche non facendo sentire l’utente parte di un meccanismo più grande di lui comunque lo facilita con un’interfaccia volta ad aumentare la produttività, mettendo sempre la semplicità al primo posto, a volte KDE si rivela macchinoso da utilizzare per una persona che vuole semplicemente arrivare a fare quello che vuole fare. E questo, se mi conoscete bene, è un neo gigantesco; mi sono ritrovato spessissime volte a fare altre cose non ricordando più il mio intento originale. Già, diciamo che KDE per chi soffre di disturbi dell’attenziooh… oh, una farfalla…

Io sono uno che come gli fai vedere una stronzata parte. Una trasparenza, un menù di troppo e come una trottola giro in tondo dimenticando cosa stavo facendo; quando lavoro è più difficile, ma anche mentre svolgo i miei compiti quotidiani capita che mi metta a guardare un paio di feature alle dieci di mattina e quando smetto siano le sei di sera. Capita con GNOME, figuratevi quanto è capitato con KDE :D

In definitiva, dopo una settimanella di giochi, ho deciso che era il caso di castrare un po’ la mia fantasiosa mente e tornare a GNOME. Questo perchè? Per tutti i nei descritti su. E perchè, incredibilmente, il compositing di Oxygen stressa la mia CPU a dei livelli un po’ assurdi, anche e soprattutto con KDE 4.5 Beta che comunque ho avuto modo di testare aggiornando ieri sera la mia Fedora: veramente un bel lavoro, soprattutto a livello di miglioramento dell’interfaccia. Insomma, buona fortuna KDE. Per il momento ci si saluta, ma non è certo finita qua.

Ah e un’ultima cosa, questo post è stato scritto con il nuovo WordPress 3 che spacca :lol:

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  • Ciccio

    Hai aggiornato direttamente da WP 2 a WP 3… complimenti per l'audacia. Io non ancora mi decido.
    Per quanto riguarda KDE… non mi piace, punto. Però sono sempre li a installarla e disinstallarla ogni anno

  • http://twitter.com/Picchiopc Picchio

    Lo gnomo crea dipendenza xD

  • http://alldnsleadstome.wordpress.com/ Stefanauss

    Lo stavo provando (4.4) anche io in questi giorni. Tutto quello che dici sull'integrazione KDE/QT è vero, sono librerie spettacolari. Usare KDE mi ha liberato per un po' dalla fastidiosissima sensazione di “giocattolosità” che pervade GNOME, praticamente per filosofia costruttiva.

    Il motivo per cui continuerò ad usare prevalentemente GNOME è la pesantezza del compositing, veramente esagerata. Dopo 2 giorni di uptime diventa quasi inusabile. Ad ogni modo non lascerò passare così tanto prima di riprovare.

  • http://twitter.com/Gusions Gusions

    Io ci ho provato, ma guarda il mio sito com'è finito. Detto ciò, mi piace la tua obbiettività :D

    P.s: Passami il wallpaper :D

  • http://gianfrixblog.co.cc Gianfrix

    “TRADITORE! LOL” [cit.]
    XD

    Seriamente, KDE mi piace per via dei pro che hai citato nell'articolo, soprattutto per l'integrazione: un fatto su tutti: le notifiche. Mi basta installare KDE per avere un ottimo sistema di notifiche che, se non mi piace, posso benissimo sostituire con colibri, il quale è integrato perfettamente con Plasma. E niente patch selvaggio di gnome-settings-manager e soci. Condivido anche l'utilizzo della CPU in KDE 4.5, ma è pur sempre una beta, ricorda! :D

    Poi, pensando alla direzione a cui tende GNOME 3, mi vien voglia di tenermi stretto stretto il draghetto…

  • http://dottorblaster.it/ Bl@ster

    Quello penso sia passato per la testa un po' a tutti, amico mio… e penso di scrivere qualche paragrafo anche su questo :D

  • http://dottorblaster.it/ Bl@ster

    Strano perchè qui è andato veramente “like a charm”.
    Spero tu abbia fatto l'update automatizzato :|
    Il wallpaper è questo: http://desk08.customize.org/wallpaper/146/ ;)

  • http://dottorblaster.it/ Bl@ster

    Il compositing è anche usabilità, e vedo che l'hai capito. Sulle mie macchine Compiz lavora molto più agevolmente, quindi anch'io per questo motivo terrò GNOME; poi… quando il draghetto si deciderà a diventare computazionalmente meno oppressivo… :P

  • http://dottorblaster.it/ Bl@ster

    Purtroppo si. :D

  • http://dottorblaster.it/ Bl@ster

    Eeeh, anch'io ero sempre lì a tentare. Poi a un certo punto ho avuto l'epifania :D
    Per l'aggiornamento, grazie dei complimenti. Sono sempre stato scriteriato in fatto di bleeding edge :D

  • telperion

    Bene, so cosa fare da grande.
    Il veggente …

    :P

  • telperion

    Temo però che che gtk3 e gnome-ashella, tutto il mondo come lo conoscevamo cambierà (in peggio) e le certezze svaniranno.
    Non capirò mai questa irrefrenabile voglia di instabilità e di rottura con quello che esiste che pervade i dev dell'open, è che è il più grande limite alla diffusione.
    Quando capiranno che tutto deve restare stabile per almeno 2 anni, kernel, de, altro, e che per almeno 5 anni non bisogna rompere la compatibilità col passato?
    Mai mai mai mai mai.

  • http://dottorblaster.it/ Bl@ster

    Boh, GNOME sta andando benissimo… ho seriamente paura dell'uscita di GNOME 3 e tutti i cazzi associati, te lo dico.
    Per quanto riguarda il kernel, per fortuna che non è quello il problema (tralasciando ext4 e successiva bagarre); l'utente non VUOLE vedersi cambiare tutto davanti agli occhi.

  • Emanuele

    Comunque io uso tranquillamente Compiz su KDE e va da paura…

  • telperion

    Il kernel no?
    Ma se ad ogni versione cambiano qualche cavolata, e driver nvidia virtualbox (quelli che uso) Ati, ogni volta devono essere modificati altrimenti non compila l'interfaccia al kernel.
    No dai, il kernel è il primo enorme “casino” di linux, a ruota tutto il resto.
    Ringrazio il cielo che nvidia è rapida nell'aggiornare i driver, altrimenti avrei già abbandonato linux.

  • TheKaneB

    quoto!

  • http://twitter.com/AndreaAzzini Andrea Azzini

    Cavolo, ma l'ho scritto io quest'articolo??

  • http://dottorblaster.it/ Bl@ster

    No, l'ho scritto io xD