Ti ho detto ridammi la localizzazione. E non farmelo ripetere.
Pochi giorni fa, ho scritto giustappunto di GNOME e del suo ostinarsi a mettermi i bastoni tra le ruote quando decidevo di far funzionare i dispositivi di input alla mia maniera. L’ultima peripezia l’ho avuta pochi giorni fa quando misticamente il mio desktop environment preferito ha smesso di scrivere con la localizzazione italiana.
“Strano” mi sono detto “l’ho impostata e ci ho pure fatto su un post”. Ho indagato. Ormai il dialogo delle localizzazioni della tastiera è cosa mia, quindi sono andato a cercarmi qualche opzione strana; poi all’improvviso noto che avevo solo la voce USA, l’altra impostata da me sembrava sparita.

Ma WTF?
Allora sono corso a reimpostare tutto. E funzionava. Al riavvio, stessa cosa. E ancora.
Maledetto gnomo, non voleva proprio memorizzare le impostazioni decise da me; poi improvvisamente il flash. GDM 2.28 fa tante belle cose di default, ma soprattutto imposta la localizzazione della tastiera di suo, senza stare a ricorrere a dialoghi strambi e impostazioni stralunate. Mi è bastato impostare la tastiera italiana da lì, e tutto a cominciato a funzionare a meraviglia: niente reset delle impostazioni al reboot.
Secondo me la cosa dovrebbe essere impostata in modo che GDM legga il GConf dell’utente specificato, e ne imposti la localizzazione secondo le preferenze decise a priori dal dialogo proposto dall’ambiente; ma vabeh, non siamo tutti perfetti, e la legge di Murphy deve sempre entrarci.
È per questo che scrivo, o no?







