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I had a dream.

31 ottobre 2009 | Comments | Postato in Linux, My Life

Ho pensato bene di scattare una foto della mia scrivania allo stato attuale. Niente di che, solo per rendere omaggio al mio ego smisurato e per documentare quello che faccio in maniera fotografica :D

Ho sempre sognato avere una scrivania così “popolata” e attiva; e ora che ce l’ho, non mi sembra vero.

Torno a tuffarmi nelle mie consolle.

Ah, a proposito, clickate qui per la versione full-size :P

Occhio a quello che fate, sempre e comunque.

26 ottobre 2009 | Comments | Postato in Desktop Environment, Gnome, Linux

Ieri sera mi trovavo per caso a smanazzare un po’ con Palimpsest, ossia quello che dalla release 2.28 è diventato il gestore di dischi ufficiale del progetto GNOME: effettivamente ho voluto andare a verificare un piccolo dettaglio che avevo notato distrattamente in mattinata, ma su cui non mi ero soffermato, di cui poi avevo chiacchierato amabilmente con Luca scherzandoci su; in realtà secondo me la cosa merita un avviso dato che qualcuno rischia di fare casini piuttosto seri :D

Davvero bello Palimpsest, sissì, peccato che ci sia un neo in tutta la struttura che secondo me rappresenta un rischio assurdo per chi le partizioni del suo disco le conosce poco e niente; la partizione selezionata al momento dello screenshot infatti è la mia root. Se si legge il messaggio riportato dal “Gestore di Dischi”, mi dice però che posso eliminare la partizione per fare spazio libero (aka tabula rasa)! :lol:

In ogni caso, il mio è un avviso poichè il bug è aperto da parecchio tempo nel bugzilla e nessuno si degna di fare quattro righe di patch per riparare a questa criticità; credo che invece vada dedicato un minuto a questo baco visto che in una situazione del genere, con un niubbo totale davanti al monitor, il fattore potrebbe rivelarsi devastante a dir poco :P

Quindi, in conclusione, occhio a quello che fate e a come lo fate: devo ancora verificare se l’operazione di smontaggio e formattazione/eliminazione venga impedita dal sistema per il semplice fatto che è (credo) impossibile fare umount sulla root, però voglio indagare. In ogni caso, attenzione! :mrgreen:

Docky passa ad essere una costola di Gnome Do: impressioni d’uso

Ormai la notizia è vecchia di qualche giorno, ma voglio comunque scriverne e dire la mia sull’argomento: tutti quanti, grandi e piccini, sapete quanto io sia interessato allo sviluppo di Gnome Do, software che nel corso del tempo ho imparato ad apprezzare anche per via della recente integrazione (selezionabile a parte come “tema”) della sua UI in una praticissima dockbar.

Ora, erano mesi che seguivo il progetto Gnome Do, e dopo aver usato la dock di OSX avevo anche imparato ad accettare il comportamento secondo cui la barra non lascia andare le finestre su di essa se massimizzate. Dunque, da più di una settimana ormai gli sviluppatori di Docky hanno deciso di staccarsi e diventare una costola autonoma di Do, se non altro perchè, a detta loro, e secondo me hanno ragione, Docky stava monopolizzando Do, e le risorse erano dedicato ormai quasi tutte alla celebre barra, la quale ormai occupava più della metà del tempo per quanto riguardava bugfix e sviluppo.

Per questo motivo a detta loro Docky ha assunto una nuova forma, staccandosi in maniera definitiva dal famoso lanciatore, ed assumendo i tratti di una dock nata per fare la dock e niente altro: a me personalmente il nuovo progetto piace tantissimo, in virtù del fatto che è contraddistinto da quella mole di cambiamenti pressochè orari che avevo descritto nel mio post su Do; a quanto pare le mie previsioni si stanno rivelando sbagliate :D

In ogni caso, la nuova interfaccia è molto più… dedicata. Aprendo il dialogo delle preferenze ci si trova davanti un’interfaccia ordinata, pulita ed essenziale; ottima cosa. Gli sviluppatori hanno deciso di portare avanti lo sviluppo parallelamente, implementando solo delle funzionalità di base e lasciando il compito della gestione di funzionalità avanzate a dei plugin, sviluppati appositamente: si segue dunque la filosofia dell’espandibilità di Gnome Do che, appunto, è estendibile con decine e decine di plugin più o meno utili; personalmente l’estensione che sto trovando più utile al momento è quella che si occupa di monitorare la mia casella GMail, in quando con il click destro posso avere una breve preview degli oggetti delle nuove mail in arrivo, e, se è il caso, catapultarmi direttamente nella mail che voglio “senza passare dal via”.

Ovviamente non manca l’eyecandy in questa nuova veste della dock più amata dagli italiani: sono disponibili infatti quattro temi, due chiari e due scuri; apprezzo molto quelli chiari, che utilizzo sul fisso, dove prediligo sfondi scuri. Per il laptop invece ho adottato il tema HUD, molto simile alla dock di Tiger, che si adatta perfettamente a sfondi chiari e di tonalità medie. :)

Non c’è niente da dire in più sul funzionamento, che è pressochè identico nel complesso a quello della vecchia Do-cky: al momento non so come vada la situazione sull’altro fronte in quanto non ho ancora una copia di Do aggiornata da BZR per seguire i due progetti in maniera più o meno sincrona; quello che posso dire è che per mantenere un minimo di coerenza tra i due progetti, qualunque revisione si abbia a disposizione, si può disattivare il tema Docky di Do e al suo posto attivare la nuova dock, che si comporta come un’applicazione autonoma e del tutto svincolata dal Do tradizionale. Nel frattempo si può usare il lanciatore tradizionale alla vecchia maniera, col suo widget a comparsa ;)

Ok, ma come compilarlo?

Facile: per Arch Linux ho già preparato un PKGBUILD che è immediatamente andato su AUR. Il suo nome è docky-bzr.

Per le altre distribuzioni… beh, fate riferimento alle millemila guide che sono state postate sinora; consiglio quella di Barra, visto che è stato uno dei primi a parlarne :D

Happy Docking ;)

Effettuare il passaggio a GNOME 2.28 in maniera indolore.

Negli scorsi giorni, ho visto, anche frequentando la board internazionale, che parecchie persone sono state disorientate da alcuni piccoli cambiamenti effettuati all’interno dell’ambiente desktop GNOME; alcuni pensavano a features cambiate in peggio, alcuni pensavano ad alcuni bachi così evidenti da trasparire a colpo d’occhio. La verità è che qualunque cosa, con il debito lavoro, può essere messa al proprio posto, ed esistono molteplici maniere per fare un fallback al vecchio aspetto in maniera straordinariamente indolore.

L’accessibilità si è improvvisamente attivata da sola, e mi chiede la vita come pegno per essere disattivata! Come faccio?

Basta andare a vedere, qualche post fa ho descritto la soluzione, veramente a prova di idiota, sempre che uno sappia dove andare a cercare.

GDM mi uccide il cane all’avvio, e la disposizione della tastiera è sempre sbagliata!

Anche qui la soluzione è di facile comprensione, sempre che uno vada a cercare nei posti giusti. Ho descritto il procedimento (molto breve) in un post precedente.

Aiuto! Le icone dei menù sono state mangiate dal Flying Spaghetti Monster!

Abbiamo due scelte in questo caso: armarci di spada e combattere il Mostro Volante degli Spaghetti od agire subdolamente per farci restituire le icone con le buone. Siccome io sono un irrimediabile pigrone, e il Mostro mi sta simpatico, ho scelto di usare le buone maniere, così mi sono recato nelle preferenze dell’aspetto e nel tab “Interfaccia” ho detto allo gnomo di mostrare le icone nei menù. E tutti vissero felici e contenti.

GDM 2.28 mi fa altamente schifo, non posso configurarlo come vorrei e quell’aspetto fa vomitare anche il mio scoiattolo domestico!

Allora, piano con gli insulti prima di tutto. Il nuovo GDM può sembrare un animale forastico al primo impatto, tuttavia con un rapido comando possiamo avviare il dialogo delle preferenze e decidere controlli GTK, caratteri, e persino il wallpaper che vogliamo.

gksudo -u gdm dbus-launch gnome-appearance-properties

Sono venuto a sapere da varie segnalazioni oltretutto che è possibile togliere l’antipatica lista utenti, che a me non piace per niente, semplicemente usando anche qui una rapida modifica a GConf; in un passaggio fulmineo possiamo decidere di utilizzare il metodo di input classico per effettuare il login grafico nella nostra amata box.

sudo -u gdm gconftool-2 --set --type boolean /apps/gdm/simple-greeter/disable_user_list true

Il mio touchpad è stato tramortito, non ho più il tapping (e/o lo scrolling)!

Non c’è problema, anche in questo caso ho avuto esperienze poco felici che mi hanno portato a capire che questo GNOME è totalmente configurabile tramite GUI. Peccato che se ne strafotta dei file di testo relativi ad HAL e compagnia bella; in ogni caso, scordatevi GSynaptics :P

Mi pare di aver detto tutto; in caso contrario, come al solito, basta specificare nei commenti cosa non va e, se esiste, una soluzione per riportare il comportamento alla normalità.

Godetevi il vostro desktop educato alle civili maniere :D

Io si che sono un arciere.

12 ottobre 2009 | Comments | Postato in Arch, Linux

Non forzate troppe installazioni, o Pacman vi mangia vivi.

P.S.: Oggi compio 19 anni :D

Ti ho detto ridammi la localizzazione. E non farmelo ripetere.

11 ottobre 2009 | Comments | Postato in Arch, Desktop Environment, Gnome, Linux

Pochi giorni fa, ho scritto giustappunto di GNOME e del suo ostinarsi a mettermi i bastoni tra le ruote quando decidevo di far funzionare i dispositivi di input alla mia maniera. L’ultima peripezia l’ho avuta pochi giorni fa quando misticamente il mio desktop environment preferito ha smesso di scrivere con la localizzazione italiana. :|

“Strano” mi sono detto “l’ho impostata e ci ho pure fatto su un post”. Ho indagato. Ormai il dialogo delle localizzazioni della tastiera è cosa mia, quindi sono andato a cercarmi qualche opzione strana; poi all’improvviso noto che avevo solo la voce USA, l’altra impostata da me sembrava sparita.

Ma WTF?
Allora sono corso a reimpostare tutto. E funzionava. Al riavvio, stessa cosa. E ancora.

Maledetto gnomo, non voleva proprio memorizzare le impostazioni decise da me; poi improvvisamente il flash. GDM 2.28 fa tante belle cose di default, ma soprattutto imposta la localizzazione della tastiera di suo, senza stare a ricorrere a dialoghi strambi e impostazioni stralunate. Mi è bastato impostare la tastiera italiana da lì, e tutto a cominciato a funzionare a meraviglia: niente reset delle impostazioni al reboot.

Secondo me la cosa dovrebbe essere impostata in modo che GDM legga il GConf dell’utente specificato, e ne imposti la localizzazione secondo le preferenze decise a priori dal dialogo proposto dall’ambiente; ma vabeh, non siamo tutti perfetti, e la legge di Murphy deve sempre entrarci.

È per questo che scrivo, o no? :P

Il mio desktop GNOME: come è composto.

10 ottobre 2009 | Comments | Postato in Desktop Environment, Gnome, Linux

Giorni fa, leggendo i commenti ai post, ho visto che per l’ennesima volta mi era stato chiesto come è composto il mio desktop attuale: un raro esempio di bellezza, almeno per me; poi si sa che ogni scarrafone è bello a mamma sua :D

In ogni caso, ho intenzione di rispondere qui a tutti gli interrogativi, aiutandovi a Bl@sterizzare un po’ il vostro desktop, che ne sente tanto il bisogno. Azatevi, avvicinate l’orecchio al monitor. Sentite questo ronzio, e i capelli che vengono attirati dallo schermo? È il modo che ha il PC per dirvi che la mia guida è autorevole e merita di essere messa in pratica.

Per prima cosa, i controlli GTK+, associati ad un buon decoratore di finestre che sia degno di questo nome. Ormai quasi tutte le schede video possono sOpportare gli effetti di Compiz e soci, quindi io uso con piacere tutte le minchiate grafiche che, si, in passato ho criticato pesantemente. Ragion per cui, come se non mi bastasse GTK Window Decorator (in arte, la versione figa di Metacity), ho deciso di darmi a Emerald. Più configurabile, i temi si possono creare in pochi click, e soprattutto si trovano di quei bordi per le finestre che sono di una pacchianeria incredibile :D

Per quanto mi riguarda, utilizzo una combinazione di controlli e window border creata personalmente da me per me, quindi non è detto che piaccia sempre, tuttavia per quello che penso rimane uno dei migliori Murrine in tutto Gnome Look. Compreso il suo bordo finestre.

bzr branch lp:blasterthemes

Dando questo comando da terminale (avendo prima installato bzr!) potete clonare, senza spostarvi di un millimetro, tutto il polpettone creato da me per me medesimo, ma anche per voi a partire da adesso :P

Dunque, avete scaricato tutto? Bene.

cd blasterthemes

cp MurrinaFancyBlaster ~/.themes

In questa maniera potete installare il tema per i controlli GTK+ creato da me, completo di tutte le ultime sciccherie tra cui la compatibilità con RGBA e il glow negli elementi selezionati, cosa che a me personalmente fa impazzire.

Successivamente, potete con il gestore dei temi di Emerald installare il tema che si trova nella cartella appena creata.

Applicate il tutto e… ta-daaaaaaan :P

Secondo passo: i font. Tantissimi mi hanno chiesto cosa usavo, se potevano rendere GNOME uguale al mio in fatto di caratteri, soprattutto per quanto riguarda la nitidezza del rendering. La risposta è: si, potete farlo.

Questa è la mia configurazione relativa ai caratteri. Potete trovare i caratteri Droid installando il pacchetto ttf-droid (in Arch è su AUR); vediamo invece nel dettaglio la configurazione relativa alla sfumatura subpixel, obbligatoria in caso di monitor LCD ;)

Come potete vedere, sono dei settaggi lievemente articolati; in caso di monitor CRT credo vada bene anche l’ottimizzazione della forma, senza stare a porsi tanti interrogativi, ovviamente sempre con 96 DPI di dimensione font.

Le icone che uso adesso sono le Gnome Colors, molto aderenti al design Tango ma con un pizzico di modernità in più che le rende estremamente affascinanti; altrimenti, se proprio volete un set da cartoon, le icone Buuf sono il massimo. Le Dropline Neu invece sono icone per chi adora un misto tra i due, disegnato secondo il concetto comunque di pulizia e semplicità.

Per finire, lo sfondo. Cambio spesso sfondo. Il mio wallpaper attuale è Be Original di Adam Betts, ma non disdegno gli altri. Di solito il mio sito preferito come spacciatore di sfondi è Desktopography, che specialmente con la collezione 2009 ha fatto un ottimo lavoro.

Beh, io termino qui, se avete altre cose da chiedere ci sono i commenti, usateli e sarete usati. :D

Ascoltami. Il tuo PC deve essere accessibile, o ti ammazzo il cane.

6 ottobre 2009 | Comments | Postato in Desktop Environment, Gnome, Linux

Pochi giorni fa, preso ancora una volta dall’impeto aggiornatorio, mi sono ritrovato uno strano glifo nella system tray.

Ora, non è che questa anomalia mi desse particolarmente fastidio, capita spesso che il mio computer mi dia dell’handicappato e, all’occasione, anche qualche sberla.

Ho comunque cercato di rimuovere l’etichetta affibbiata alla mia traybar dall’ambiente desktop, ma ogni sforzo è stato vano: il cerchietto blu è rimasto lì a guardarmi indifferente col suo monocolo e la sua sfumatura sull’azzurrino; poi, ieri, mentre ero in facoltà (si, nella pausa ero su Internet), l’illuminazione.

Luca7891, un lettore, ha voluto gentilmente segnalare nel mio articolo su GIMP ad interfaccia unica, che lui come me aveva avuto lo stesso problema, e dopo vari smanettamenti era riuscito ad imporsi sulla sua macchina e far capire che non era così deficiente come il suo processore lo pensava.

È bastato infatti recarsi in Sistema → Preferenze → Tastiera, nel tab Accessibilità, e levare il segno di spunta su quella voce che vedete al primo posto nello screenshot per commutare alcune scorciatoie in funzioni di accessibilità.

Ecco fatto. Possiamo adesso goderci la nostra tray senza che il nostro PC ci additi come mancanti di facoltà psico-fisiche :D

Ovviamente uno speciale ringraziamento va a Luca7891 che si è occupato di farmi notare la soluzione ;)

GIMP e l’epopea della finestra unica: l’approdo nel trunk

5 ottobre 2009 | Comments | Postato in Arch, Desktop Environment, GIMP, Gnome, Linux

Questa mattina mi sono svegliato e già che avevo lezione nella tarda mattinata, ne ho approfittato per ricompilare il Software di Manipolazione Immagini GNU, detto anche volgarmente, dal basso popolino, GIMP :D

Il motivo preponderante è stata una segnalazione che ho ricevuto ieri sera su Identi.ca riguardo degli sviluppi sulla faccenda della finestra unica, cosa che ho voluto approfondire e toccare di persona andando a clonare tutto quel popò di sorgente, compilandolo e installandolo. Per fortuna in tutto ciò mi ha aiutato Yaourt, perchè morivo dal sonno e non avevo abbastanza energie per star lì a fare configure, make, make instazZzZzZ…

Così, mi sono rilassato mentre la ventola del PC cominciava a girare facendolo levitare. Per fortuna esistono i soffitti, altrimenti il mio PC sarebbe decollato e non l’avrei più rivisto :lol:

In ogni caso, a fine compilazione, e ad atterraggio morbido avvenuto (LOL), ho potuto constatare che la finestra unica era finalmente arrivata, e che chiunque adesso può compilare la versione di sviluppo sperando in qualcosa di più di qualche mockup ;)

Come potete vedere, nel menù Finestre c’è il segno di spunta da mettere o levare, a seconda dell’interfaccia che si desidera; io l’ho immediatamente spuntato, e mi sono goduto un po’ i progressi dei ragazzoni che, lo ammetto, ci hanno messo poco a tramutare i mockup in qualcosa di utilizzabile.

Per prima cosa, ho notato che ovviamente il pannello Strumenti e tutte le altre belle cose adesso sono inclusi nella finestra principale, anche se per ora, visto che questi sono i primi commit ufficiali, premetto che le cose sembrano più “incollate alla meno peggio” che “accorpate” ;)

Ma dando tempo al team, vorrei far notare l’altro cambiamento che mi ha affascinato e che ho trovato molto comodo, il quale inficia sia sull’interfaccia unica che su quella separata; possiamo infatti vedere dallo screenshot come le immagini vengano suddivise in tab, anzichè in sottofinestre. Questo rende molto più ordinato il lavoro, non costringendoci, ogni volta che dobbiamo cambiare immagine su cui dobbiamo procedere, a cercarla disperatamente tra tremila finestre aperte. Ottimo.

In conclusione: la finesra unica per ora è in stato embrionale, anche se è pienamente utilizzabile, e penso ci siano molti miglioramenti in arrivo. La novità delle tab mi ha colpito, perchè non mi aspettavo che fosse di una tale comodità.

Se volete vedere lo screenshot a grandezza naturale, potete benissimo clickare qui e godervelo in tutta la sua bellezza :D

E ora, tutti a compilare! :P

Fermate quello gnomo! Mi ha rubato la localizzazione!

3 ottobre 2009 | Comments | Postato in Arch, Desktop Environment, Gnome, Linux

Stamattina, pieno di gaudio per il finesettimana finalmente arrivato, mi sono alzato e mettendo su l’ultimo CD dei Transatlantic ho aggiornato GNOME.

Al riavvio di X, raccapricciante sorpresa, ho visto che la tastiera era di nuovo sballata, e seguiva la disposizione americana. Ricorderete sicuramente la cosa come il principale sintomo di una configurazione sbagliata o incompleta di HAL ai cari vecchi tempi dell’uscita di Xorg.

Mi sono armato di Nano e sono corso a vedere se c’era qualche file che impredentemente era stato sostituito da Pacman, anche se mi sembrava strano che Pacman mi togliesse il tappetto da sotto i piedi; infatti i miei sospetti sono stati confermati, e ho dovuto cercare la causa di tutto nel nuovo gestore della tastiera di GNOME 2.28, che, anche lui, assieme al gestore del mouse e del touchpad di cui avevo parlato già in precedenza, si sostituisce bellamente e senza dir nulla ai file di configurazione che avevo faticosamente modificato a mano :D

Tutto ciò è sicuramente un bene per gli utenti inesperti che si avvicinano al mondo Linux per la prima volta, ma è un trauma per chi, come me, le cose è abituato a farsele a manina :lol: