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Linux Day 2009: sorpresina marcata Arch

30 settembre 2009 | Comments | Postato in Arch, Informatica, Iniziative, Linux, Progetti

Ormai mi pare chiaro, nel web spuntano già gli annunci, e io non sono da meno.

Il 24 Ottobre, in tutta Italia, si terrà il mitico evento che ogni anno tira fuori dagli igloo migliaia di adepti pinguini per vederli tutti riuniti nelle maggiori città italiane (ma anche no!): il Linux Day.
Ovviamente, come ho già ribadito sui vari social network, quest’anno sarò presente: e sarò presente non come semplice utente che va là a svagarsi, bensì, udite udite, come relatore :D

Il talk che presenterò io effettivamente sarà, si, realizzato, esposto e moderato dal sottoscritto, ma avendo chiesto e ricevuto formale autorizzazione, in realtà io e il buon Odites che mi accompagnerà saremo delegati ufficiali della comunità italiana di Arch Linux.

Ovviamente il mio (o per meglio dire nostro) talk sarà incentrato su Arch, parlerò della filosofia che c’è dietro, della comunità, dei vantaggi, senza tralasciare tuttavia l’aspetto più carnoso che è quello della struttura del sistema, fino ad arrivare all’ABS e ad AUR, passando per tutti i tool di sistema, tra i quali ovviamente il ruolo principale sarà costituito da Pacman. Insomma, tanta carne al fuoco e solo mezz’ora per parlarne: accorrete numerosi per vedere il primo talk presentato da Bl@ster, il 24 Ottobre, al Linux Day che si terrà a Roma, presso la sede di Ingegneria di Via Eudossiana dell’Università La Sapienza.

Pare che saranno disponibili anche degli adesivi di Arch grazie a qualche magheggio e i soldi di Odites, quindi fate un salto a scroccare almeno quelli e a vedere il mio talk, anche se non vi va, su :lol:

Ubuntu Software Store: le mie prime impressioni

All’inizio ne erano un po’ tutti entusiasti; Canonical stava implementando una soluzione, in Ubuntu, che consentisse l’installazione di applicazioni in maniera facile e veloce. Poi sono sorte le prime magagne.

Si, sto parlando del nuovo Ubuntu Software Center, nuovo aggeggio della distro africana. L’ho usato per un po’, e non ne sono del tutto convinto, più che altro per la presenza nel mondo Linux di altri millemila aggeggi che fanno il lavoro svolto da questo nuovo “coso” in maniera molto migliore. Ma prima di tutto, un’immagine, che come sappiamo vale molto più di mille parole:

Io lo considero un prodotto malsano, ma sta a voi giudicarlo nel suo insieme. Io vorrei solo, nel mio piccolo, porre un accento (grave) su alcuni particolari per me raccapriccianti. :D

Cominciamo dal nome. Ubuntu Software Store. Una buona stella nell’ultima settimana ha deciso di intervenire sulla scena, e porre fine a questa agonia, ma la release finale fino a poche ore fa doveva chiamarsi Ubuntu Software Store. Store. Store. Apple Store. Troppo spesso ormai il mondo Linux si sforza di fare tendenza con cose che poi non sono quelle che sembrano. Lo stesso Android Market, di Market non ha proprio niente, ma doveva fare concorrenza all’Apple Store. Ancora Store. Store. Salute. Grazie.

Adesso per fortuna il Software Store è diventato Software Center. Per fortuna. :D
Poi, l’interfaccia. Non capisco perchè Ubuntu (ma non solo) non ha mai capito che i font a dimensione 10 mi spaccano gli occhi. Sono immensi, così grossi da distrarti anche facilmente. Io che uso sempre font di dimensione 8 sui miei desktop, mi ritrovo a dover combattere con il Software Center che mi sparaflescia negli occhi questi caratteri scabrosi, assolutamente non integrati, e queste icone per ipovedenti. :|

E, ultimo grosso neo, forse l’unico degno di vera nota, per ora, a pochissimo tempo dal rilascio del Koala Kagone, questo accrocco di codice fa solo quello che, come dicevo, il predecessore Gnome-App-Install faceva egregiamente. Solo che lo fa con meno integrazione, e in maniera più… visibile :D

GNOME 2.28… è arrivato?

22 settembre 2009 | Comments | Postato in Arch, Desktop Environment, Gnome, Linux

Stamattina ho visto qualcosa di alquanto sconcertante nel mio terminale.

Non ho letto date di rilascio, relese notes o affini, ma sembrebbe…

…sembrerebbe che ci siamo :D

P.S.: Primo post dalla wifi dell’Università ;)

Linux, Xorg e i driver Intel: forse siamo giunti a una conclusione

22 settembre 2009 | Comments | Postato in Informatica, Linux

È risaputo, adoro compilare e installare sulle mie Linux Box software instabile per divertirmi a vederne giorno per giorno le evoluzioni e gli eventuali passi in avanti, prima che tutto venga congelato nella release stabile. Mi sono sempre scelto distribuzioni che mi permettessero di seguire con calma, senza scapicollarmi, lo sviluppo del mainstream senza pregiudicarmi un uso della mia Box tranquillo.

In ogni caso, digressioni smelense e sentimentali a parte, sono ormai mesi che seguo lo sviluppo dei driver video Intel dal ramo di sviluppo GIT. Ciò che mi ha spinto a farlo è stato innanzi tutto il mio voler divertirmi ancora una volta a veder crescere un progetto che giorno dopo giorno fa grossi passi in avanti, e, per dirla tutta, ho voluto seguire da vicino i fatti riguardanti questo driver perchè dalla versione 2.7 è stato levato il supporto ad EXA, ed il supporto a UXA, nuovo metodo di accelerazione video, non era ancora completamente maturo. Ho verificato quindi che gli sviluppatori andassero a parare nella direzione sperata.

Ebbene, ho ottime notizie per chi si interessa delle prestazioni della sua povera scheda video che avevano subito un calo dopo il drop di EXA da parte degli sviluppatori: in questi ultimi giorni nel GIT si sta muovendo parecchio codice, i commit sono frequenti, i miglioramenti si vedono attimo dopo attimo.

Non è ancora l’ora, ma posso affermare che la prossima release dei driver xf86-video-intel, sarà una release che si avvicinerà, in quanto a prestazioni, a quelle ottenute con EXA e i driver ormai legacy. Non oso immaginare con il nuovo Xorg e il Kernel Mode Setting abilitato cosa possa venire fuori :P

Lince Lucida. Tocchiamo il fondo eh?

21 settembre 2009 | Comments | Postato in Linux, Ubuntu

Ho appena letto, dai tremila blog che hanno riportato la notizia, del codename che sarà caratteristico della prossima release di Ubuntu. Lince Lucida.

Nemmeno un drogato in overdose da LSD immaginerebbe mai una cosa del genere. :|

E non manco di osservare che Janvitus su Identica ha immaginato cosa mai possa venir fuori da questa accozzaglia di parole.

…e ricordati il latte!

19 settembre 2009 | Comments | Postato in Arch, Debian, Informatica, Linux, My Life, Ubuntu

Da qualche giorno, ho deciso di trovare un modo per sopperire ai miei disturbi dell’attenzione simili a quelli caratteristici delle scimmie.

È proprio vero che discendiamo dalla scimmia, io come vedo qualcosa che mi interessa smetto di fare quello che sto facendo e rincorro il nuovo giocattolo (LOL); è per questo che ho deciso di munirmi di un qualche tool per (apro improvvisamente altre tre schede in Firefox e leggo delle cose sul wiki di Arch) per ricordarmi, letteralmente, di fare le cose.

All’inizio l’idea era quella di prendere una badante clandestina, ma ho dovuto ripiegare, per una palese questione di costi, sulla bellissima e fighissima applicazione web (e non lo dico perchè non ho potuto avere la badante eh!) Remember The Milk. Remember The Milk è, giustappunto, una webapp che ci permette di gestire in scioltezza e comodità i nostri task quotidiani, ma non solo. Ha il supporto a più liste, così non siamo obbligati a tenere tutte le attività in una sola, disordinata lista, ma possiamo suddividere i task, mandandoli a finire in più liste, come quella del lavoro (ossia l’oblio :D ), quella degli impegni personali, quella del cazzeggio e chi più ne ha più ne metta. In teoria l’applicazione può venirci incontro anche quando non vogliamo dimenticare dei compleanni,facendoci schedulare l’attività annuale di fare gli auguri alla persona “bersaglio”.

Oh ma che dolce, ti sei ricordato il mio compleanno!

D’altronde, è efficienza anche questo :D

Insomma, Remember The Milk è un eccellente alleato nello scheduling dei propri compiti giornalieri e non, e devo dire che anche l’interfaccia web è fatta splendidamente, permettendo di impostare non solo l’attività, ma anche ovviamente il giorno nel quale si deve svolgere, tempo stimato, e soprattutto ci permette di stilare una lista dei task in base alla priorità di ciascuno, numerabile con 1 (assoluta), 2 (alta), 3 (normale), oppure lasciare in bianco per una priorità indefinita, considerata dall’interfaccia come inferiore alle priorità definibili ;)

L’interfaccia web mi fa schifo! / Non mi va di usare il browser, voglio qualcosa di più immediato!

Niente paura: la soluzione è presto pronta. Per la maggior parte degli utenti al mondo, esiste un client fenomenale che racchiude tutte queste potenzialità, integrato nel desktop e soprattutto sincronizzabile con Remember The Milk: il suo nome è Tasque.

Il bello di Tasque è che esiste per ogni sistema operativo, basta scaricarlo dal sito di GNOME Live, nel formato supportato dal proprio sistema; per Debian, Ubuntu e soci, dovrebbe già essere presente nei repository della distribuzione. Per Arch Linux, basta cercarlo su AUR ;)

Tasque racchiude tutte le features di cui abbiamo bisogno, compresa la funzionalità di assegnare delle note accessorie alle attività, e determinarne la priorità: un client leggero e funzionale il quale è approdato subito sul mio desktop, senza nemmeno passare dal via. :D

L’interfaccia per Linux è in GTK+, facendo ovviamente parte di GNOME Live, ma niente paura per gli utenti KDE: ho pensato anche a voi, e a quanto pare esiste un plasmoide che fa proprio al caso vostro, avviabile con un click dall’elenco dei plasmoidi, aggiunto proprio in occasione di KDE 4.3 :)

E per gli utenti QT che non usano KDE?

Nessuno è perfetto. Aprite il browser, attaccatevi e usate la webapp. :lol:

A parte gli scherzi, spero che i miei consigli siano utili, e che io vi abbia fatto trovare, come è successo a me, un fedele alleato nell’impiegare al meglio il vostro tempo. Sia chiaro che la badante, meglio se tascabile, comporta un aumento prestazionale del 110% in confronto alla webapp di cui ho appena parlato.

Gentoo Tweets… nel bene e nel male :P

15 settembre 2009 | Comments | Postato in Desktop Environment, Gentoo, Gnome, Linux, Twitter

Giusto perchè mi andava e non avevo nulla da fare, mi sono messo a sfogliare le risposte ai miei tweets, inclusi tutti i retweet e le altre amenità che gli utenti di Twitter si sono inventati per renderlo un posto meno noioso rispetto a servizi di gran lunga migliori.

Ho visto così comparire tra le twittate indirizzate a me un messaggio da un bot chiamato GentooTweets, il quale si occupa di aggregare tutto ciò che nella twittersfera viene detto riguardo Gentoo. In genere la cosa serve a scopo promozionale, o comunque per promuovere ciò che di buono c’è in questa distro (e ce n’è parecchio); tuttavia la cosa può anche sortire l’effetto contrario, come dimostra il mio screenshot :D

L’appunto è stato fatto mentre cercavo di applicare una patch a Compiz per farlo compilare con Gconf 2.26.2 su Arch, dato che non so più a che santo votarmi per quel buggarozzo che affligge Metacity di cui ho già parlato più volte :)

Il disappunto è sorto quando mi sono accorto che la patch andava applicata all’ebuild. A quel punto ho smesso di combattere e mandando a quel paese tutto, montando le dita di scorta ho scritto quel messaggio di sconforto. Puntualmente aggregato dal bot :D

Disqus: un supporto pazzesco!

14 settembre 2009 | Comments | Postato in Informatica, Twitter, WordPress

Poche ore fa, Disqus, il celebre servizio che fornisce un ottimo sistema di commenti per chiunque lo richieda installando il comodo plugin per Wordpress, o integrando il sistema tramite uno spruzzo di codice nelle proprie pagine di Tumblr, Posterous, Splinder, e chi più ne ha più ne metta, è stato down.

Beh, non è la prima volta. Però è stata una delle prime volte che lo ho segnalato sui servizi di microblogging; la cosa che mi ha veramente stupito è stata un’altra.

La risposta del team di Disqus è stata più che immediata, e con tutte le informazioni su client e soci fornite sotto, non credo proprio che la cosa sia stata mandata in automatico, bensì reputo che dietro gli aggiornamenti su Twitter di Disqus ci sia una persona vera, in carne e ossa. :D

A parte gli scherzi, mi ha stupito che i proprietari stessi del servizio, o chi per loro, siano venuti da me e pochi altri che si erano lamentati del fastidioso disservizio, a darci delle spiegazioni, cosa fatta da molto pochi team. Essì, perchè quella nello screenshot è una reply selettiva, mica un semplice update ;)

Non male, veramente non male. Se questo è il futuro dei servizi web, se tutti si impegnano così, allora il mondo può essere davvero un posto migliore. :P

GNOME 2.28, ridammi il mio touchpad!

Ormai è quasi una settimana che utilizzo con soddisfazione, a parte dei problemini assolutamente irrilevanti di cui ho parlato, GNOME 2.28 sul mio portatile, tramite i pacchetti instabili mantenuti da JGC in un repository apposito.

Non usando mai il touchpad in questi giorni, perchè non ne avevo necessità, ho sempre usato il mouse USB, e non mi sono accorto che dopo l’aggiornamento il pad del mio laptop ha assunto un comportamento anomalo: ha smesso cioè di funzionare il click al tap.

In un primo momento, mi sono armato di bash, nano, e soprattutto di dita di scorta (:D), per risolvere il problema che credevo fosse causato da un aggiornamento di HAL o di Evdev, che magari, che so, aveva sovrascritto qualche file di configurazione di troppo, e quindi aveva inficiato sul buon funzionamento, o quantomeno sul funzionamento “alla come dico io” del mio touchpad.

Smanetta che ti rismanetta, edita che di edita, usa che ti riusa le dita di scorta, sono arrivato al dunque: numerosi reboot, e il touchpad che per quanto io bussassi forte e facessi ripetutamente toc toc, tac tac, e tic tic, non voleva saperne di clickare.

A quel punto, all’ennesimo reboot, per sbrigarmi, ho deciso di provare il tap direttamente sulla scrittona “Opzioni” presente nel mio GDM. Funzionava :|

Mi sono detto, “allora c’è qualcosa che non va”. Login, tutto va bene, mi ritrovo immantinente nel mio desktop, e comincio a ravanare nel dialogo delle preferenze. Scav scav scav scav… TOC! Ahi, la testa! Ho sbattuto… contro questo.

Un dialogo di preferenze? Da quando GNOME ha un dialogo di preferenze del mouse che include anche i settaggi del touchpad? :P

Sarà che sono troppo nerd, sarà che non sapevo della sua esistenza, fatto sta che ho ravanato nei file di configurazione di HAL per circa venti minuti prima di accorgermi del fattaccio; Adesso tutto si spiega, tutto ha un suo perchè, c’è una risposta alla vita, l’universo e tutto quanto. Non male, ottimo lavoro, però cavolo, qualcuno poteva avvisarmi eh.

E adesso tappo sul pulsante “Pubblica”. :lol:

I like the way you update it.

11 settembre 2009 | Comments | Postato in Arch, Desktop Environment, Gnome, Linux, Repository

Da pochi giorni, JGC, il maintainer ufficiale di GNOME per quanto riguarda Arch Linux, ha istituito un repository di pacchetti precompilati contenente il mio Desktop Environment preferito aggiornato alla versione 2.27.9x.

È già da due o tre giorni che sto testando il tutto sul mio laptop con immensa soddisfazione, e sto scoprendo pian pianino tutti i cambiamenti che GNOME ha subito nel corso di questi mesi in cui mi sono crogiolato con la release 2.26: nuove interfacce di granting dei permessi, ritocchi per quanto concerne l’interfaccia, e miglioramenti diffusi in tutti i software che fanno da humus per quanto riguarda il piedone di casa Linux, sono i tratti che caratterizzano la versione che sto testando e che è destinata a trasformarsi di qui a poco nella release 2.28, l’ultima prima del grande passo che porterà a GNOME 3. :)

Veramente un ottimo lavoro, quello del team con un piedone nel cuore, che porta anche miglioramenti in fatto di usabilità.

L’unica nota negativa che ho da fare a questa beta appena rilasciata, è la non sufficiente leggerezza di Metacity, il quale non esita un secondo a farmi schizzare su Xorg di un bel 10% nel workflow della CPU, ma pazienza, nessuno è perfetto, e confido nel fatto che, se la cosa non verrà corretta tempestivamente, sarà riparata dai distributori nei rami “in corsa”, ossia Debian Unstable, Ubuntu Karmic (sulla quale non ho controllato), Arch Testing, Gentoo ~x86, e chi più ne ha più ne metta.

Per ora mi godo lo gnomo così come ce lo offre JGC, e fornisco uno screenshot del mio pacman.conf alle righe incriminate, per chiunque volesse inquinare la propria box Arch con software radioattivo, non maturo e che potrebbe uccidere il vostro armadillo domestico. :D

In fondo, un’immagine vale più di mille parole no? :P