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Seven, Kalyway, ReactOS, BSD…

Uffa. In questo periodo, nessuna notizia interessante, a parte qualche piccola chicca.
Così torno a parlare dei miei smanettamenti, senza pronunciarmi sullo sviluppo dei software. O forse si :D

Fatto sta, che in un momento di noia ho installato Windows Seven. Si, mi darete del suicida, del pazzo, ma l’ho installato; e non pare nemmeno tanto male. Ovviamente, è soggetto a tutte le magagne tipiche del sistema operativo di Redmond, ma con qualcosa in più, quel tocco che lo rende un po’ più carino agli occhi dell’utente. Penso perciò che Windows XP sarà presto lasciato in disparte dagli sviluppatori di qualunque programma, e tutti concederanno le proprie forze a questo piccolo gioiellino, che pur essendo un sistema operativo molto simile ai precedenti Windows, se ne diversifica per parecchi aspetti.
La taskbar è stata ridisegnata, ed è stata resa in questa versione un ibrido tra la vecchia taskbar, e la arci-nota dock, per offrire all’utente un ottima esperienza, e per dare anche un senso a quello stupido effetto di anteprima delle finestre. Adesso infatti, quando si mantiene il cursore per qualche secondo sull’icona della taskbar (che esegue anche il grouping dei processi), viene visualizzata un’anteprima di tutte le finestre che appartengono a quel determinato processo, dando la possibilità di scegliere quale visualizzare. Ottimo, quindi. Migliorato anche Aero, che adesso si comporta in modo molto più che decente, ed è più veloce.

Inoltre, il centro di controllo pare migliorato molto, così come l’impostazione della mia scheda WiFi che, udite udite, adesso riesce persino a connettersi ad una rete :D

Rinnovata quindi l’esperienza da parte dell’utente, che può quindi trovarsi un sistema abbastanza stabile sin dal primo boot, senza dover penare per aggiornamenti mastodontici o stupidi service pack.

Difetti? Beh, tutti ne hanno, e Seven non è da meno: dalla mia esperienza è emerso che fa un uso dell’hard disk leggermente elevato, e anche se questo non appesantisce la mia macchina che rimane comunque piuttosto agile nonostante effetti e antivirus vari che girano in background, potrebbe risultare un problema per macchine leggermente più datate; inoltre, in alcuni punti si vede palesemente che Seven non è ancora giunto alla fine del suo ciclo di sviluppo, infatti Aero alle volte presenta delle imperfezioni grafiche, punti neri che compaiono e scompaiono, e per due volte mi è successo di trovarmi davanti degli artefatti orrendi che rendevano obbligatorio il riavvio della macchina.

Adesso sono, ovviamente, sulla mia ArchLinux, perchè anche se Seven è un sistema decente (non mi sbilancio), il comandante non abbandona mai la barca; e la partizione NTFS sta tremando perchè vede palesarsi la minaccia all’orizzonte, l’ombra nera di una ISO che sto scaricando tramite torrent: il suo nome è Kalyway 10.5.2.

Non potendo avere un Mac per le mani, mi accontenterò del surrogato, anzi, mi divertirò un mondo, perchè penso che per far andare OSX su questa macchina, sia necessario smanettare un bel po’.

Altro punticino da mettere a fuoco: essendo un sostenitore delle memorie di massa, ho installato Seven non dal solito DVD masterizzato per l’occasione, ma dalla mia pendrive USB da otto GigaByte; a presto la guida su come fare.

E con questo, è tutto :lol:

GNOME passa a GIT, e abbandona SVN

20 marzo 2009 | Comments | Postato in Desktop Environment, Gnome, Linux

La notizia è di oggi, e mi lascia stupito, più che altro perchè non ho mai visto un evento di questo genere, e non so quanto questo sia utile.

Premesso che ho usato GIT per qualche tempo, e lo amo, quindi sono felice della decisione degli sviluppatori di GNOME, comunque reputo questo passaggio inutile e oltremodo forzato.

Come ho detto sopra, apprezzo molto GIT e tutto ciò che vi è collegato: in fondo è stato creato da Linus Torvalds, e i suoi meccanismi sono eccellenti, ma non vedo quale motivazione possa essere talmente forte da giustificare questo cambio; mi immagino la scena, tutti seduti ad un tavolo virtuale:

«Allora ragazzi, dall’alto dicono che si deve cambiare controllo revisione, quale è il vostro preferito?»
La massa: «GIT!»

Sinceramente, a parte il fatto che a me piace GIT, non vedo nulla di positivo in questo passaggio.

Tutti dovranno modificare le proprie guide, i propri script per la compilazione, le proprie abitudini alimentari e l’orario del proprio corso di yoga.

Nonnò, ragazzi, così non si fa. Eh, no.

Compilare GNOME Do da BZR su Debian e derivate

Come ormai avete avuto tutti modo di leggere, mi sono letteralmente innamorato di questo piccolo gioiellino che viene comunemente chiamato GNOME Do.

Ho deciso quindi di dare qualche linea guida sulla compilazione in ambiente Debian et similia, quindi il procedimento che andrò a descrivere è ovviamente valido anche per Ubuntu, e tutte le sue derivate.

Innanzi tutto, installiamo un po’ di dipendenze necessarie alla compilazione. Questo serve necessariamente o la compilazione si pianta, e basta. Quindi, apriamo un terminale e diamo un bel…

sudo aptitude install automake bzr mono-gmcs libmono-cairo2.0-cil gtk-sharp2 libndesk-dbus-glib1.0-cil libndesk-dbus1.0-cil libgnome-vfs2.0-cil libgtk2.0-dev libtool intltool gnome-sharp2 ca-certificates bazaar gnome-keyring-sharp-cli gnome-desktop-sharp2 libgconf2-dev monodevelop-nunit

Beh, con questo installeremo tutto ciò che serve. Adesso, provvediamo a clonare l’ultima revisione dal Bazaar di Canonical dove è ospitata: ci basta un

bzr branch lp:do

Dopodichè, finito il checkout, troveremo nella nostra directory Home una cartella “do”. Andiamo lì dentro, quatti quatti.

cd do

E, senza indugio, provvediamo a configurare i sorgenti per essere compilati e, successivamente, installati.

./autogen.sh --prefix=/usr && ./configure --prefix=/usr

Dunque, godiamoci il terminale che ci sputa scritte a raffica, dopodichè quando smette,

make

Questo compilerà il sorgente. Ultimo, ma non per importanza, il comando per l’installazione.

sudo make install

Il quale provvederà ad installare il programma nel nostro sistema.

Una scintillante icona apparirà in Applicazioni → Accessori, e noi potremo goderci l’ultima revisione di GNOME Do correttamente compilata da BZR.

GNOME 2.26 in Ubuntu Jaunty

Oggi, aggiornando la mia Ubuntu Jaunty Jackalope, mi sono accorto dell’incredibile quantità di pacchetti aggiornati alla versione 2.26.0, e guardando meglio ho capito che si trattava di gran parte del desktop GNOME.

I tarball non sono ancora accessibili sul sito ufficiale del progetto, quindi mi sono chiesto per quale motivo Ubuntu avesse iniziato la pacchettizzazione della nuova versione così presto, anche senza disporre di link ufficiali ai tarball delle varie parti di GNOME.

In ogni caso, GNOME 2.26 sta arrivando.

Nulla di nuovo in particolare, tutte le modifiche prefissate sono state apportate, e dall’alto della mia esperienza di alpha/beta-tester non vedo elementi particolari che inficiano in maniera assurdamente positiva l’usabilità del desktop.

In ogni caso, ho potuto notare come moltissimi bachi presenti nella versione 2.24 siano stati risolti, preparando il terreno per un’ottima release, che se non lo è a livello di giganti novità (e per me il “tasto eject” è stata una novità epocale, ne abuso a non finire), lo è a livello di malfunzionamenti non presenti da una versione all’altra.

Quello che mi ha fatto sbavare non riguarda tanto GNOME quanto Ubuntu, infatti reputo Notify-OSD un sistema molto migliore del classico Notification-Daemon, pertanto ho subito installato sulla mia ArchLinux i pacchetti necessari, e sicuramente voi lettori affezionati vi sarete accorti che ho anche contribuito con alcuni pacchetti patchati.

In ogni caso questo nuovo sistema di notifiche mi ha rapito, e credo che rapirà chiunque voglia avvicinarsi ad Ubuntu. Quel nero così sexy…

Xf86-video-intel, arriva la 2.7 RC1

Da qualche giorno ormai è disponibile sul repository GIT del progetto open source xf86-video-intel la versione 2.7 RC1, che apporta numerosi miglioramenti al driver intel per il server grafico X11, sia dal punto di vista della risoluzione dei bug, che dal punto di vista del miglior supporto ad UXA, il metodo di accelerazione grafica di ultima generazione.

Pacchettizzandolo per Arch non ho trovato particolari miglioramenti che mi facessero dire “Urca!”, anche perchè non ho eseguito benchmark.

In teoria, a occhio, Compiz dovrebbe essere un pochino più fluido, ma non ne sono sicuro, potrebbe essere solamente un effetto placebo; mi aspettavo qualcosa che fosse più d’impatto, ma evidentemente devo aspettare ancora un po’.

In fin dei conti, per chi volesse divertirsi e sperimentare, il link al pacchetto è qui.

Ovviamente i feedback sono graditi :D

Gajim con Notify-OSD in AUR

Oggi, armandomi di pazienza, visto che il buon Uastasi aveva già inserito in AUR i pacchetti di pidgin-libnotify e Banshee patchati per utilizzare il nuovo sistema di notifiche Notify-OSD, che verrà inserito nella prossima release di Ubuntu, ho preso il PKGBUILD ufficiale di Gajim e l’ho leggermente ritoccando applicando qualche patch qua e là, assistito dallo stesso Uastasi (anima santa!) nella creazione delle suddette.

Così, dopo qualche minuto di intenso lavoro, ho ottenuto il risultato voluto, urlando “SI – PUÒ – FA – RE!” “SI – PUO – FAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAARE!”[cit.] (grazie LuNa per la citazione esatta compreso il numero di “A”) a squarciagola e ballando per tutta la casa.

Devo dire che il risultato è veramente soddisfacente, mi aspetto feedback sia nei commenti su AUR che qui.

Il pacchetto è gajim-notify-osd, enjoy it :D

GNOME Do 1.0 sarà…

Il titolo lascia già presagire l’argomento: voglio infatti parlare di un software che sto usando da tempo, ovviamente compilato in versione di sviluppo, e che ogni giorno mi stupisce per la sua duttilità.

Come da titolo, parlo di GNOME Do.

Vorrete sicuramente tutti scusarmi, se in questi giorni vi ho coccolati poco, ma ero a Vienna e non avevo assolutamente tempo per il computer, quindi ho dovuto assentarmi e trovare, al ritorno, la mail stracolma; ma veniamo a noi… uhm… GNOME Do. Già.

Non ero un fan di Mono, ma quando ho utilizzato Banshee per la prima ho capito quanto fosse potente, e quanto fosse importante per i programmatori poter avere accesso alla piattaforma .Net anche su Linux.

Così tempo fa, volendo provare nuovi programmi e cercando anche una buona dock per il mio sistema, ho incontrato la soluzione ad entrambe le esigenze in GNOME Do: installando la versione stabile, ho potuto avere un assaggio di quante cose si potessero fare con questo poliedrico programma, e pur soddisfacendomi da un lato, dall’altro mi lasciava un po’ amareggiato. La versione stabile, la 0.8, funziona infatti un po’ “a salti”. Per lo meno, io ho avuto modo di trovare qualche piccolo bug, che non ho invece riscontrato nella versione compilata sulla mia Arch da Bazaar.

Installata dunque la versione di sviluppo, mi sono divertito a personalizzare questo piccolo gioiellino, ed adattarlo alle mie esigenze, più di quanto non facesse già da solo.

È infatti possibile, tramite appositi plugin, estendere ancora di più le funzionalità del programma, arrivando a coprire l’intero campo del desktop.

Ma in definitiva, cosa fa GNOME Do?

Semplice: all’inizio, lo si può utilizzare per compiere delle azioni, ossia aprire programmi, agire sui file, modificarli. Con l’arrivo della versione 0.8 e diventato poi possibile utilizzare Do addirittura come dock, e devo dire che la dockbar fornita da GNOME Do è superiore anche a progetti come AWN e Cairo Dock, che non sono mica gli ultimi arrivati.

Ma il bello arriva quando si selezionano i plugin. Si possono così esplorare i preferiti del proprio browser, esplorare gli artisti della propria collezione musicale, connettersi ad host SSH, fino ad aggiornare il proprio Twitter o pubblicare foto su Flickr.

Uno dei plugin che utilizzo di più è quello che, addirittura, fa partire le macchine virtuali di VirtualBox con un colpo di tastiera :D

E lo sviluppo non si ferma: la prossima release sarà la 1.0, e il programma migliora giorno dopo giorno, attivissimo, con bug risolti e nuove features introdotte. La dock migliora di revisione in revisione, e diventa, da mero strumento addizionale, un vero e proprio aspetto a sè del programma.

Vengono introdotte infatti, sempre più opzioni per poterla configurare al meglio.

Poco prima della mia partenza era stata introdotta addirittura una piccola scrollbar per determinare l’ingrandimento delle icone quando ci si passa sopra con il cursore, ma non so perchè al mio ritorno, quando ho aggiornato alla revisione successiva, questa caratteristica non era più presente: in compenso si può vedere che è stato migliorato lo stile dei dialoghi di Do. Quel nero è così sexy :D

In definitiva un programma che mi ha davvero stupito.

Quindi GNOME Do 1.0 sarà… una grande figata :lol:

ArchLinux Testing, [intel] e Xorg 1.6.0

3 marzo 2009 | Comments | Postato in Arch, Linux, Repository

Ok, oggi ufficialmente i nuovi pacchetti con driver, input e quant’altro, compreso il nuovo server X 1.6.0, sono entrati nel repository Testing.

Suggerisco quindi di abbandonare il mio repository e abilitare tranquillamente Testing, per poter avere dei driver aggiornati assieme a Mesa e varie librerie.

Abilitato Testing, basta un

pacman -Sf xf86-video-intel intel-dri libdrm mesa libgl xorg-server

da root, dopo aver disabilitato il mio repository per abbandonarlo definitivamente. Ovviamente chi non utilizza alcuni dei pacchetti sopra citati non esiti a modificare il comando.

Stessa procedura per chi usa il mio repository senza Testing abilitato. Conviene assolutamente che venga eseguita quando Xorg 1.6.0 e gli altri pacchetti approderanno in Extra.

Xorg-Server 1.6.0 in ArchLinux Testing

2 marzo 2009 | Comments | Postato in Arch, Informatica, Linux, Repository

Ebbene, dopo un bel po’ di tempo dall’ultima release stabile, entra a far parte di ArchLinux Testing la versione 1.6.0 del blasonato server grafico.

La cosa importante da notificare è che i driver che io impacchetto per il mio personale repository a quanto pare necessitano di essere ricompilati per funzionare sotto tale server.

Per questo motivo è sconsigliato l’aggiornamento a tutti coloro che utilizzano i pacchetti forniti da me, finchè il repository non verrà da me aggiornato.

Con questo passo e chiudo.

Ad maiora :D